Close Menu
  • Home
  • Cultura
    • Storie meridiane
    • Arte
      • Art Up
    • Musica
    • Incipit Letterari
    • Libri
      • Ebook
      • Luoghi letterari
      • Poesia
  • Edizioni Speciali
    • 150 Anni Grazia Deledda
    • Panico Covid-19
    • Potere della cultura
    • Turismo Culturale
    • Vacanze Cult
  • Photogallery
  • Blog
  • Economia
  • In Viaggio
    • Miniracconti Erranti
  • Sapori
    • Racconti di viaggio
    • Vini del Mediterraneo
    • Medfood
  • Politica
  • Scienze
  • Naturalistica
    • Cos’è Naturalistica
    • Approfondimenti Naturalistica
    • Redazione Naturalistica
  • News ed Eventi
    • Breaking News
Facebook X (Twitter) Instagram
Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
Mediterranea Online
Iscriviti
  • Home
  • Cultura
    • Storie meridiane
    • Arte
      • Art Up
    • Musica
    • Incipit Letterari
    • Libri
      • Ebook
      • Luoghi letterari
      • Poesia
  • Edizioni Speciali
    • 150 Anni Grazia Deledda
    • Panico Covid-19
    • Potere della cultura
    • Turismo Culturale
    • Vacanze Cult
  • Photogallery
  • Blog
  • Economia
  • In Viaggio
    • Miniracconti Erranti
  • Sapori
    • Racconti di viaggio
    • Vini del Mediterraneo
    • Medfood
  • Politica
  • Scienze
  • Naturalistica
    • Cos’è Naturalistica
    • Approfondimenti Naturalistica
    • Redazione Naturalistica
  • News ed Eventi
    • Breaking News
Mediterranea Online
News ed Eventi

TEATRUM BOTANICUM 2018

RedazioneBy Redazione6 Settembre 2018Updated:21 Giugno 2019Nessun commento5 Mins Read
Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr WhatsApp VKontakte Email
Share
Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

PAV – Parco Arte Vivente, Via Giordano Bruno 31, 10134 – Torino

TEATRUM BOTANICUM
terza edizione

Venerdì 14 Settembre alle ore 18.00 inaugura Teatrum Botanicum, terza edizione del festival dedicato ad artisti e curatori emergenti la cui indagine si colloca nello spazio interstiziale tra pratiche e riflessioni artistiche ed ecologiche proprie del centro d’arte contemporanea. Il programma del festival, orientato alle logiche della performance, si svolgerà nel corso delle giornate di venerdì e sabato, per poi concludersi domenica con il workshop condotto da Enrico Malatesta. 

Nelle settimane antecedenti l’opening di Teatrum Botanicum, abbiamo proposto un piccolo gioco agli artisti, musicisti e teorici coinvolti. Una richiesta avanzata nel flusso pressochè infinito di email – il brodo primordiale di ogni mostra o evento. Potreste scattare una fotografia ad una pianta vicino a voi? Una pianta domestica, o nel cortile, una pianta che vi colpisca. 

Rimanere affascinati da una pianta non è un fatto così scontato; o almeno è quanto dimostrato dalla teoria della plant blindness, termine coniato nel 1998 dagli studiosi di botanica James Wandersee ed Elisabeth Schussler al fine di indicare l’incapacità di notare la presenza di piante nel proprio ambiente e, di conseguenza, riconoscerne l’importanza nell’economia della biosfera e delle vicende umane. Si tratta di una dinamica quantomai paradossale, dato che le piante costituiscono la base della maggior parte degli habitat animali. Nondimeno, tendenzialmente sono proprio le figure zoomorfe a rubare la scena al mondo vegetale, sia a livello percettivo, sia sul piano culturale: è più semplice processare la nozione dell’estinzione dei panda, che ricordarci di connetterla alla scarsità del bamboo! Non tutte le piante sono uguali e non tutte risultano ugualmente invisibili: ad esempio, le variazioni nella loro surface texture (eccezionalmente ricca e complessa) costituiscono un fattore fortemente discriminante, così come le fasi del ciclo vitale. “Prima che le azalee del profondo Sud fioriscano, vengono percepite come arbusti pressochè anonimi” scrivono James H. Wandersee ed Elisabeth E. Schussler “quando si coprono di boccioli rossi, rosa e bianchi, nessuno può ignorarle”. Digitate “azalea” in un motore di ricerca online e vedrete formarsi una griglia di immagini floreali. L’immagine che, istintivamente, assoceremmo al concetto di “azalea”. Lo schema dell’azalea.

La teoria di Barlett, formulata dallo psicologo britannico negli anni ’30, sostiene che tutti gli esseri umani possiedono regole o script categorici che utilizzano per interpretare il mondo. Le nuove informazioni vengono processate in modo da non entrare in conflitto con queste regole, il cui insieme forma lo schema, una cornice fatta di parametri individuali quanto collettivi, soggetta all’esposizione a questo o quel contesto specifico. Quando le informazioni che percepiamo contraddicono i parametri dello schema, queste potrebbero non essere comprese.
Cosa succede nel nostro cervello, di fronte ad un’azalea non ancora fiorita? È più che probabile che questa diventi un indistinto wallpaper verde, senza bisogno di turbare il nostro schema-azalea. Spostiamoci verso un altro contesto specifico: cosa succede nel nostro cervello, di fronte ad un’opera d’arte che non incontra il nostro schema-opera d’arte? O il nostro schema-mostra. O il nostro schema-concerto. O il nostro schema-performance. Come recepiremo, memorizzeremo e processeremo le informazioni inedite? Barlett individua tre possibili reazioni: accreditation, tuning e restructuring. Laddove la prima reazione non prevede alcuna modifica allo schema pre-esistente e l’ultima designa il processo di creazione di un nuovo schema, tuning indica il momento in cui realizziamo che il nostro schema è sostanzialmente inadeguato alle nuove informazioni. Questo ci spinge a prendere coscienza della concretezza dello schema ed innesca un processo di trasformazione dello stesso. È interessante vedere come Barlett attinga l’espressione tuning all’ambito del sensibile e, nella fattispecie, del suono: un discreto endorsment nei confronti della pervasività dell’esperienza estetica.

In inglese c’è una netta differenza tra il sostantivo accordo, ovvero chord e il verbo accordare,sintonizzare: to tune. E Barlett sceglie proprio il termine tuning, to tune; un’azione, come a suggerire la necessità di una certa intraprendenza nel mettere in discussione gli assiomi di uno schema. E questo è il gioco che la terza edizione di Teatrum Botanicum si propone di innescare: chiedere allo spettatore, al partecipante, di attraversare l’ambiente innescando una dinamica dituning rispetto al PAV, un ecosistema naturale e culturale che, in linea alla nozione di terzo paesaggio, esubera entrambi gli schemi. Parimenti, nel corso delle due giornate del festival, si giocherà a stare in un territorio liminale tra la dimensione espositiva e quella performativa, a creare fratture tra l’attraversamento dello spazio tipico di una mostra e la calendarizzazione di interventi time-based, in un gioco di rimandi e slittamenti dinamici tra tempi e luoghi, tra un intervento e l’altro. Le proposte degli artisti invitati verranno messe in costante relazione, ora tramite piccole stratificazioni, ora tramite meccanismi che ricordano quello della staffetta.
Le opere giocheranno a fingersi allestimenti e scenografie, alcuni performer s’improvviseranno allestitori, i dispositivi moltiplicheranno le loro funzioni. La curatela esplode, così come le declinazioni del concetto di ambiente che sono al centro dell’iniziativa Teatrum Botanicum. Si apre il sipario – che non è verde ma rosa! -, si collegano i jack, si condividono i palchi, i muri scorrono, i cavi audio performano, la teoria si fa ludica. Gli allestimenti raccontano storie, la scrittura si rende visibile, si coniano neologismi, un film si trasforma in un concerto en plein air,suonano le macchine, suonano i sistemi, suonano le piante.

Le azalee sono molto belle anche prima di rifiorire.

In scena, o sul campo da gioco, opere e interventi di: Enrico Boccioletti, Roberto Casti, Michela Depetris,  Mimì Enna, Furlani-Gobbi, Sara Manente e Christophe Albertjin, Gabriele Rendina Cattani, Claudio Rocchetti, Youngboyswritinggroup. 
Hotel Antropocene, press conference a cura di Federico Nejerotti e Nelle Gevers. 
Acheropitismo, progetto a cura di ALMARE con Renato Grieco, Mauro Lanza e Andrea Valle.
XIII dj set e Sabla dj set.

Vi rifocilleremo con la collaborazione di Isola Torino.

La mostra e il convegno sono realizzati con il sostegno della Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRT, della Regione Piemonte e della Città di Torino.

Per informazioni:

PAV – Parco Arte Vivente

Via Giordano Bruno 31, 10134 – Torino

T. +39 011 3182235

press@parcoartevivente.it

Orari: venerdì, 15 – 18; sabato e domenica, 12 – 19;

Ingresso: 4 euro; ridotto: 3 euro; gratuito: Abbonamento Torino Musei, Torino+Piemonte Card, minori di 10 anni, over 65, persone con disabilità

Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr WhatsApp Email
Previous ArticleOGR TORINO COMPIE UN ANNO E FESTEGGIA CON DUE GIORNI DI MUSICA E DANZA
Next Article Parte il Science Tour 2018 in sei comuni della Sardegna
Redazione

Articoli correlati

Al via l’edizione del Premio Solinas- Documentario per il cinema 2026

13 Maggio 2026

100 Best Italian Rosé 2026: a Napoli sfila l’eccellenza del Bere Rosa

12 Maggio 2026

Il progetto “Fatu in domo” ospite all’emporio sociale Mesa Noa il 15 maggio a Cagliari

12 Maggio 2026

Sardegna 2026, emergenza obesità nella “terra dei centenari”

9 Maggio 2026

Comments are closed.

Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
© 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.