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Vini del Mediterraneo

Rafè Igt Campania dell’Agricola Bellaria

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo23 Giugno 2018Updated:27 Ottobre 2019Nessun commento2 Mins Read
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Rafè è un vino diretto ed immediato, proprio come il nome che Bellaria ha voluto dare a questa bottiglia prodotta con uve Aglianico, frutto delle viti più antiche dell’azienda in prossimità dell’area di Taurasi.Diraspatura e macerazione dei grappoli a temperatura controllata di 25° C, fermentazione in vasche d’acciaio con svinatura e pressatura soffice delle vinacce, affinamento in botti di rovere francese di secondo passaggio per almeno un anno e per i successivi sei mesi in bottiglia, questi gli step necessari a realizzare questo rosso Igt campano dal carattere netto, deciso e tipico del varietale.

Dal colore rosso rubino intenso e con una buona consistenza, il Rafè si presenta all’olfatto con reminiscenze vinose integrate nella fragranza fruttata della ciliegia appena raccolta e dell’amarena in confettura, rivelando una speziatura più piperita che di cannella in cui la vaniglia, frutto del passaggio in legno, diventa un’evidenza ancor più tangibile al palato; l’equilibrio tra un tannino strutturato, una buona acidità ed una soffusa sapidità, lascia che il sorso culmini, grazie alla carica estrattiva, in un finale a tutto tondo.

L’azienda, amministrata dalla perizia e lungimiranza di Antonio Pepe, fiero ambasciatore della terra irpina fortemente radicato al suo territorio, è un esempio efficiente di come un modello produttivo di estrazione tradizionale riesca ad essere innovativo allo stesso tempo e mantenere costantemente la qualità in tutti i processi di filiera. Noce di Maiale Nero Casertano a bassa cottura bardato col suo lardo su purea di patata e mostarda di cerasa di Bracigliano.

Aglianico Agricola Bellaria Antonio Pepe azienda agricola barrique Bellaria cantina Ciliegia di Bracigliano Degustazione Enologia Gaetano Cataldo Irpinia Rafè Igt Campania Tasting Taurasi Territorio Terroir Vigneto Vino Viticultura Vitigno
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Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

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