Close Menu
  • Home
  • Cultura
    • Storie meridiane
    • Arte
      • Art Up
    • Musica
    • Incipit Letterari
    • Libri
      • Ebook
      • Luoghi letterari
      • Poesia
  • Edizioni Speciali
    • 150 Anni Grazia Deledda
    • Panico Covid-19
    • Potere della cultura
    • Turismo Culturale
    • Vacanze Cult
  • Photogallery
  • Blog
  • Economia
  • In Viaggio
    • Miniracconti Erranti
  • Sapori
    • Racconti di viaggio
    • Vini del Mediterraneo
    • Medfood
  • Politica
  • Scienze
  • Naturalistica
    • Cos’è Naturalistica
    • Approfondimenti Naturalistica
    • Redazione Naturalistica
  • News ed Eventi
    • Breaking News
Facebook X (Twitter) Instagram
Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
Mediterranea Online
Iscriviti
  • Home
  • Cultura
    • Storie meridiane
    • Arte
      • Art Up
    • Musica
    • Incipit Letterari
    • Libri
      • Ebook
      • Luoghi letterari
      • Poesia
  • Edizioni Speciali
    • 150 Anni Grazia Deledda
    • Panico Covid-19
    • Potere della cultura
    • Turismo Culturale
    • Vacanze Cult
  • Photogallery
  • Blog
  • Economia
  • In Viaggio
    • Miniracconti Erranti
  • Sapori
    • Racconti di viaggio
    • Vini del Mediterraneo
    • Medfood
  • Politica
  • Scienze
  • Naturalistica
    • Cos’è Naturalistica
    • Approfondimenti Naturalistica
    • Redazione Naturalistica
  • News ed Eventi
    • Breaking News
Mediterranea Online
Vini del Mediterraneo

Dinavolo 2009 della Cantina Denavolo

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo15 Aprile 2018Updated:15 Novembre 2021Nessun commento2 Mins Read
Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr WhatsApp VKontakte Email
Share
Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

Il Dinavolo è frutto di un blend che vede il 25% di Ortrugo, il 25% di Malvasia di Candia, il 25% di Marsanne ed altre piccole quote di vitigni autoctoni a completamento. Le uve provengono dalla Val Di Trebbia, precisamente dal piccolo borgo di Denavolo che ha dato il nome alla cantina, fondata ed egregiamente gestita dall’enologo Giulio Armani. I vigneti sono ubicati su terreno calcareo ad un’altitudine compresa tra i 350 e i 400 metri di altitudine, allevati a guyot. La conduzione agronomica non prevede diserbanti, concimi o altri preparati chimici, soltanto rame e zolfo dati con criterio e nel periodo giusto. Dopo la diraspatura la fermentazione avviene spontaneamente ad opera dei soli lieviti autoctoni in acciaio, segue una lunghissima macerazione sulle bucce per almeno sei mesi a cui seguono altri otto mesi di affinamento, sempre in inox, sulle fecce fini. Nessuna solforosa aggiunta, nessuna chiarifica, imbottigliato senza alcuna filtrazione.

Al calice si presenta con un caloroso rosso tra l’aranciato ed il rosa chiaretto, di una consistenza che lacrima senza fretta alcuna e senza particelle in sospensione presenti nei calici iniziali.

Al naso nulla di meno scontato: scorza di chinotto, succo di arancia amara e pompelmo rosa le note agrumate che fanno strada al succo di melograno più maturo, tè alla pesca, scampoli di camomilla, rosmarino ed un tocco di chiodi di garofano evanescente, supportato da un finale iodato che narra di sferzate di mare.

In bocca le note agrumate, la pesca ora più polposa ed una nota quasi chinata appena dischiusa, prendono il sopravvento attestando la loro presenza anche in gusto olfattiva. Con un piacevole presenza dei leucoantociani ad insistere, avviluppando, tutto il palato, interrotti soltanto da un’insospettabile e vivida acidità, immediatamente seguita da una sapidità che veicola ancora una volta le sensazioni salmastre di iodio precedentemente avvertite. Finale di persistente desiderio di beva.

Il Dinavolo, proveniente dalle terre dell’omonimo monte, è uno tra i manifesti liquidi della corrente “triple A” più concreti ed essenziali. Che sia apprezzato da solo, in ottima compagnia, magari con “Metti una Sera a Cena” di Ennio Morricone, o con uno spaghettone mantecato al carmasciano con calamaro arrosto, bottarga di tonno rosso e zest di limone, il risultato sarà soltanto uno: il fascino di un Vino di altri tempi unico nel suo genere.

Abbinamento Agricoltori Artigiani Artisti autoctono Denavolo Dinavino Giulio Armani Guyot Malvasia di Candia Marsanne no sulfites Organic Wine Ortrugo Pasta Vicidomini Piacenza Triple A triple A wine Val di Trebbia Vini Naturali Viticultura Biologica
Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr WhatsApp Email
Previous ArticleIl Concorso “La panada d’oro” unisce Assemini, Cuglieri e Oschiri
Next Article Moleskine al Mudec Museo delle Culture
Gaetano Cataldo
  • Facebook
  • Instagram
  • LinkedIn

Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

Articoli correlati

Al Giagiù i sapori casertani e i vini di Cantine Palazzo Marchesale

25 Maggio 2026

Piccolo Trattato Imperfetto sul Mallone

24 Maggio 2026

L’eredità di Carlo Petrini tra utopia della terra e logiche di mercato

22 Maggio 2026

Rose Renaissance: Il Canto dei Territori alla VI Edizione di 100 Best Italian Rosé

20 Maggio 2026

Comments are closed.

Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
© 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.