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Prende il via a Sant’Antioco la XIII edizione di Passaggi d’Autore: Intrecci Mediterranei

RedazioneBy Redazione4 Dicembre 2017Updated:8 Dicembre 2017Nessun commento4 Mins Read
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Martedì 5 dicembre riparte Passaggi d’Autore, il festival dedicato ai cortometraggi dei paesi del Mediterraneo. Nelle cornice suggestiva della cittadina di Sant’Antioco si inaugura alle 17.30 la tredicesima edizione con le prime nove opere della sezione Intrecci Mediterranei. Ad aprire la serata un omaggio alla Sardegna con il corto “A casa mia” di Mario Piredda, Premio David di Donatello 2017

Prende il via martedì 5 dicembre a Sant’Antioco alle 17.30 la tredicesima edizione di Passaggi d’Autore: Intrecci Mediterranei, il festival del cortometraggio mediterraneo organizzato dall’associazione culturale “Circolo del Cinema “Immagini”, diretta da Luciano Cauli con la programmazione culturale di Dolores Calabrò e la direzione artistica di Ado Hasanović. Una finestra inedita sui paesi che si affacciano sul Mare Nostrum per scoprire e conoscere la bellezza di quei luoghi, la vita e le emozioni di chi li abita, con una attenzione particolare anche alle produzioni di cortometraggi di autori sardi. E a inaugurare la prima serata del festival sarà proprio un omaggio alla Sardegna, terra di origine del regista sassarese (bolognese di adozione) con l’opera di Mario Piredda “A Casa mia”, Italia, 2016, 19’, David di Donatello 2017 per il Miglior Cortometraggio. Un tributo alla sua terra e alla lingua sarda che racconta temi di grande attualità quali lo spopolamento e la perdita di autenticità del territorio e delle sue tradizioni, la solitudine degli anziani e il disagio delle nuove generazioni. Primo corto della sezione Intrecci Mediterranei (inizio ore 18.00), cuore pulsante del festival che vede registi e registe provenienti da diverse aree del Mediterraneo con le loro opere pluripremiate nei più prestigiosi festival nazionali e internazionali. A convincere la giuria che assegna gli Oscar del cinema italiano per la premiazione del film di Piredda, «il severo rigore nelle scelte di regia e sceneggiatura. Una storia non banale che racconta della ricerca di felicità e di un sentimento di speranza destinato ad alimentarsi nel tempo, nonostante le circostanze avverse. Quasi una metafora delle ambizioni del miglior cinema italiano».

Tarde de pesca di Hugo De La Riva

Subito dopo dalla Spagna “Tarde de pesca” di Hugo De La Riva, 2017, 7′; Kötu Kiz (“Vilaine Fille”), Ayce Kartal, Turchia-Francia, 2016, 8’ che ha guadagnato numerosi premi nei più importanti festival di animazione del mondo, quali il Festival du cinéma méditerranéen de Montpellier (CINEMED), Grand Prix du court-métrage, France (2017), St Louis International Film Festival come Best International Short Award, USA (2017), Paris International Animation Film Festival, Jury Award, France (2017); “Mirrors”, Marta Massa e Emanuele Massa, Italia, 2017, 15′; Khallina Hakka Khir (On est bien comme ça)”, Mehdi M. Barsaoui, Tunisia, 2015, 19’, premi: FESPACO (Burkina Faso – Africa) 2017: Poulain de Bronze, Terzo Miglior Cortometraggio; Dubai International Film Festival: Best Mhur Short (Miglior Cortometraggio Muhr), 2016; “Sub Terrae”, Nayra Sanza Fuentes, Spagna, 2017, 7′; ; “Mon amour, mon ami”, Adriano Valerio, Italia, 2017, 15’, applaudito alla 74ª Rassegna Cinematografica di Venezia; “U plavetnilo (Into the blue)”, Antoneta Kusijanovic, Croazia, 2017, 21’, tra i tanti premi: Croatian Audiovisual Center support e Berlinale Short Film Festival; “Deux égarés sont morts”, Tommaso Usberti, Francia-Italia, 2017, 27’, terzo premio a Cinéfondation, Festival di Cannes 2017. Saranno presenti in sala, a disposizione del pubblico per rispondere alle domande o alle curiosità sulla realizzazione del film, i registi: Mario Piredda (A Casa mia), Marta Massa e Emanuele Massa (“Mirrors”, in collegamento via skype), e Nayra Sanz Fuentes (Sub Terrae).

Per tutta la durata del festival sarà inoltre visitabile la mostra della fotografa cagliaritana Daniela Zedda. Un percorso espositivo insolito che si snoderà per le vie del centro, tra le facciate delle case e del palazzo comunale, restituendo una diversa chiave interpretativa dell’ambiente circostante.

Un affascinante viaggio tra i suoi scatti fotografici al di là del mare, risultato di un’alchimia complessa in cui giocano, come nel consueto stile dell’artista, curiosità, rispetto, capacità e introspezione e possibili affinità esistenziali. I sardi che hanno scelto di vivere lontano dall’isola, ritratti dall’obbiettivo di Daniela Zedda durante due anni di lavoro in molte città italiane ed europee, sono scrittori, musicisti, attori, registi, scienziati, medici, artisti, architetti, sacerdoti, carabinieri, imprenditori, cuochi, operai, storici dell’arte e giornalisti.

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