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News ed Eventi

Cagliari, il ritmo cubano incontra la danza africana

redazioneBy redazione15 Novembre 2016Updated:18 Novembre 2016Nessun commento2 Mins Read
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Francesca Cinalli

Il 13 novembre 2016, presso i “grottoni” dei Giardini pubblici di Cagliari, si è tenuta la jam session che ha unito i ritmi cubani della “Santeria”, con la danza africana tradizionale e quella contemporanea, con l’accompagnamento dell’improvvisazione elettronica di Spaziomusica. L’organizzazione nazionale del tour dei percussionisti cubani Omo Abbilona, è a cura di Marco Zurru, ricercatore ed etnomusicologo dell’Università di Cagliari, in collaborazione con l’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati della Fondazione Giorgio Cini di Venezia. La data cagliaritana è stata curata dall’Associazione Spaziomusica e dall’Associazione culturale Carovana Smi. 
Un evento unico che ha unito diverse sensibilità e atmosfere artistiche, l’ensemble tra le danzatrici Francesca Cinalli (della compagnia piemontese Tecnologia filosofica), la cagliaritana Michela Laconi, e i ritmi tradizionali della danza africana di Peter Ani, ragazzo nigeriano residente a Cagliari, arrivato in Sardegna attraverso un lunghissimo viaggio della speranza, accompagnati dalle performance di musica elettronica di Spaziomusica.

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Tamburi sacri batá

Lo spazio dei “grottoni”, un’antichissima cava di calcare scavata nella montagna su cui poggia la parte alta della città, era perfetto per evocare la dimensione primordiale dei ritmi dei tamburi cubani, con perfette assonanze africane. Un’atmosfera magica, in cui il pubblico, chiamato a far parte integrante della scena, si è divertito a seguire la trama costruita dagli attori/danzatori.
Dalla hall, stanza di compensazione in cui ci si purificava attraverso le erbe e la frutta distribuita ai presenti, si passava alla seconda stanza dove cominciavano i veri e propri “Rites”, dove le percussioni, lentamente, chiamavano a partecipare i corpi dei danzatori, la musica elettronica e percussioni classiche, che in un crescendo di ritmo e rumore, si raggiungeva l’estasi spirituale.

La tradizione cubana

Nei riti della Santería svolgono un ruolo di primaria importanza il canto e la musica, in particolare i tamburi sacri batá. Tali strumenti possono essere suonati esclusivamente dai membri della casta sacerdotale degli omo Aña, ovvero ‘figli di Aña’, dal nome della divinità che si crede viva al loro interno.
Il canto e i complessi ritmi dei tamburi danno vita a fenomeni di possessione che i santeros interpretano come la discesa sulla terra degli orichas, le divinità che popolano il moltiforme pantheon della Santería.

Foto di Destiny Siwiekwu

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redazione

Ho iniziato a scrivere da ragazzino per passione, poi è diventato il mio lavoro a tempo pieno. Laurea in Filosofia, scuola di editoria e specializzazione in interaction design. L'idea del mensile mediterraneaonline, nasce nell'estate del 2006, di fronte al mare sardo di Portopino, dopo una lunga riflessione sulla nostra cultura di appartenenza: il Mediterraneo. Abbiamo iniziato in tre, da Cagliari, Barcellona e Milano. Oggi siamo circa trenta redattori che scrivono da otto paesi diversi. Mi piacciono le sfide difficili, e sono convinto che il pubblico di lettori sia molto più preparato di quello che creda il mercato. Buona lettura!

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