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Cultura

La Sacralità del cibo: le tradizioni culinarie nel Mondo, convegno in Sardegna

RedazioneBy Redazione29 Luglio 2016Updated:21 Settembre 2017Nessun commento4 Mins Read
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Giornata di studi tra esperti e antropologi su La sacralità del cibo: Le tradizioni culinarie nel Mondo. I pasti della longevitá fra confronto internazionale e sapere popolare. Assemini, 30 luglio Agriturismo Is Scalas – Loc. Sa Serra

Il rapporto tra il divino e gli alimenti, descrivibile in termini di “sacralità del cibo” così come risulta dagli studi comparati delle varie religioni. Ancora, usanze alimentari delle società arcaiche stettamente connesse con il mondo delle divinità e dei santi dove il cibo rappresenta l’anello di congiunzione fra i vivi e i morti.

Sono questi per sommi capi i temi che saranno affrontati nel corso del Convegno di studi antropologici dal titolo “La Sacralità Del Cibo: Le Tradizioni Culinarie Nel Mondo. I Pasti Della Longevità Fra Confronto Internazionale E Sapere Popolare” in programma domani sabato 30 luglio alle ore 11 presso la Sala Museo dell’Agriturismo Is Scalas – Loc. Sa Serra di Assemini.

“Tutte le varie religioni hanno sentito la necessità di elaborare delle regole alimentari, una sorta di “teologia culinaria” senza la quale il rapporto con il divino era impossibile – afferma Roberto Pili residente della Comunità Mondiale della Longevità – cibo e religione come espressione delle diverse culture appaiono sempre più uniti partendo dal più essenziale rito quotidiano: il nutrirsi. Il cibo è visto come dono di Dio soprattutto come tradizione del culto dei santi. Ne sono testimonianza varie tradizioni gastronomiche legate al calendario stagionale prima e liturgico poi, ed a numerose usanze popolari della nostra isola”.

La giornata di lavori coordinata da Mario Atzori, Presidente della Consulta scientifica F.I.T.P. sarà introdotta dal Presidente della Comunità Mondiale della Longevità Roberto Pili e a seguire sul tavolo del relatori si alterneranno Maria Carmela Deidda dell’Associazione Culturale “Città di Assemini”, Donatella Petretto dell’Università di Cagliari, Andrea Loviselli sempre dell’ateneo cagliaritano, Veronica Matta dell’Associazione culturale “Sa Mata”, della docente boliviana Norah Beatriz Valverde dell’Università Cattolica La Paz, di Julio Mariangel Toledo dell’Università Patagonia/Argentina , del cubano Cesare Morales dell’Università Cumaguey, la docente Vinokurova Aleksandra – Jakutia e Luigi Scalas Ass. Cultura F.I.T.P. Nazionale.

Il concetto di sacralità del cibo è tutt’oggi molto radicato nelle società contadine, ne sono riprova alcuni usi passati, rimasti indenni attraverso il tempo, come la benedizione del pane, l’ungere l’aratro con l’olio prima di iniziare i lavori, l’invocazione dei santi protettori dei raccolti. La riprova forte di questa sacralità è messa in evidenza nella tradizione cristiana che del “pane” e del “vino” ha fatto e fa i simboli fondanti della propria fede.

“Del Cibo e sacralità c’è anche il rovescio della medaglia – riprende Roberto Pili – si può stare a tavola con Dio con l’approvazione anche dei dietologi. I menù dei testi sacri di tutte le religioni, che per millenni hanno raccomandato ai propri fedeli cibi prescritti, divieti, digiuni e altri moniti, pare facciano parte di un interessante capitolo di un moderno volume sulle “Buone norme di nutrizione”. Dal divieto coranico che vieta la carne di maiale, riccamente presente di grassi saturi – altamente dannosi alla salute – alla saggia precauzione ebraica della “Torah”, (legge ebraica) che obbliga i macellai a dissanguare le carni degli animali di grossa taglia habitat ideale per lo sviluppo di micidiali microrganismi. Alimenti Kascer, cibi conformi ai precetti che accompagnano la vita nel percorso verso la santità. Diventano toccasana i digiuni primaverili quaresimali che in passato i religiosi raccomandavano per l’anima, e che oggi i dietologi, raccomandano per mantenersi in forma.

Il convegno inserito nell’ambito del più vasto calendario dalla 40 edizione di Is Pariglias, Festival Internazionale Folk che prevede la presenza di guppi di Italia, Argentina, Bolivia, Cuba e Jakutia, è stato organizzato in collaborazione da: Centro Internazionale Ethnostudi Assemini, Comunità Mondiale della Longevità , Ass. Cult. Sa Mata, Summer School Assemini, Rete Ajò impari, Rete Agriturismi del Sud Sardegna.

Informazioni

Comunità Mondiale della Longevità:

Presidente Roberto Pili

email: com.mond.long@gmail.com

email: scuolalia2014@gmail.com

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