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Cultura

Pioggia inversa, l’eleganza e i Diritti Civili

RedazioneBy Redazione21 Aprile 2016Updated:23 Aprile 2016Nessun commento3 Mins Read
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di Myriam Solarino

Ciò che stupisce del libro “Pioggia inversa. Storia del Diavolo e un precario” (Il Sextante, ora anche in e-book negli store online) non è tanto, come si potrebbe pensare, l’accostamento di due figure come quella del Diavolo e del Precario, uno mitico/religioso e l’altro tremendamente attuale, ma il fatto che queste due figure siano state fuse insieme in un humus culturale profondo, ricco e fortemente europeo.

Pioggia inversa. Storia del diavolo e un precario. Matteo Tuveri

Tuveri, già noto per alcuni libri sull’Imperatrice Elisabetta d’Austria-Ungheria e numerosi saggi di letteratura (mi è capitato di leggere un suo saggio su Elsa Triolet e Aragon pubblicato in Germania in lingua francese), è portatore sano di cultura europea: da Goethe a Mann, passando per Dante Alighieri, Marlowe (al quale molto si ispira) e le sacre scritture, lo scrittore espone con fluida loquacità letteraria una enorme memoria culturale che mostra di aver elaborato in uno stile personalissimo in cui l’eleganza è senza dubbio la principale caratteristica, insieme all’ironia.

Con uno stile che ricorda da vicino Maria Bellonci, quella di “Tu, vipera gentile” per intenderci, e – questa volta da lontano (ma potrebbe arrivarci) – l’ironia colta di Umberto Eco, Matteo Tuveri coordina la regia di uno spettacolo in cui emergono figure mitologiche, religiose e sociali. Una sorta di commedia “divina” alla quale l’uomo assiste dal suo personale inferno.

Argomenti centrali non sono solo la figura demoniaca, che deve molto alla cultura tedesca, e la comunità come insieme di persone che chiacchierano, poco fanno è molto subiscono, ma anche il precariato, i Diritti Civili e Umani e la frenesia dei tempi moderni.

Da sempre sostenitore dei Diritti Civili, interlocutore di disoccupati, precari e categorie ancora purtroppo border line nell’attuale società, lo scrittore pone al centro la questione del perché un essere come tutti gli altri possa trasformarsi in un “Diavolo”.

La conclusione, alla quale arriviamo insieme al personaggio del precario Torquato Accetto, è quella per cui chiunque si senta troppo a lungo escluso o deluso da una promessa mancata di luce possa diventarlo.

In realtà, come suggerito dalla storica Brigitte Hamann, ogni anno di inascoltate istanze, di diritti sottovalutati e di esilio sociale, possono diventare per un uomo qualsiasi gli anni di un ideale apprendistato per una sua trasformazione in “Demonio”.

Un fantasma di Diritti non riconosciuti è un potenziale deflagrante diavolo al quale prima o poi la società dovrà rendere conto. Il messaggio di Tuveri è chiaro, mai escludere qualcuno, perché dall’esclusione nascono “diavoli”.

Uno stile esoterico, fatto di aggettivazioni forti e colorate, di periodi spesso lunghi e sempre eleganti, fanno a parer mio di “Pioggia inversa” un libro raffinato.

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