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“Il Mediterraneo tra pace e guerra. L’inciviltà dello scontro”, si è concluso l’importante convegno in Sardegna

RedazioneBy Redazione4 Marzo 2016Updated:4 Marzo 2016Nessun commento3 Mins Read
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Si è concluso con grande successo di pubblico e qualità dei risultati il convegno, tenutosi in Sardegna, dedicato alla situazione geopolitica della sponda sud “Il Mediterraneo tra pace e guerra. L’inciviltà dello scontro”

Grande soddisfazione per il Centro Studi GRADI e gli altri partner coinvolti nell’organizzazione del Convegno Il Mediterraneo tra pace e guerra. L’inciviltà dello scontro (Centro Servizi Culturali Macomer, il Centro di Studi & Politica Giuseppe Toniolo di Alghero, l’Associazione Nino Carrus di Borore e il Glocal University Network con sede a Terracina, l’Amministrazione Comunale di Macomer).
Lo scorso 26 febbraio, un pubblico attento e qualificato ha partecipato con interesse l’evento culturale che da inedite prospettive ha affrontato l’evoluzione dello scenario geopolitico della regione mediterranea, quale centro nevralgico della complessa politica internazionale.
Nel primo contributo il prof. Alessandro Ceci, politologo del Ce.A.S. (Centro Alti Studi per la Lotta al Terrorismo e alla Violenza Politica) ha illustrato la sua teoria riguardante le PCN (Piattaforme Continentali di Nazionalità), le organizzazioni sovrastatuali che inesorabilmente andranno ad aggregare e sostituire gli attuali Stati nazionali (di origine ottocentesca), surrogandone di fatto il principio del governo con quello della governance; le PCN (Africa Subsahariana, America Latina, Area islamica, Cina, Giappone, India, Russia, Unione Europea, USA) saranno gli organismi sovrastatuali che nel medio e lungo periodo andranno ad acquisire dagli Stati i monopolii dei trattati commerciali e monetari (gestione dei mercati), della politica di sicurezza e difesa, della politica estera.
Nel secondo contributo il prof. Vanni Lobrano, giurista dell’Università di Sassari, partendo da un’accurata analisi e interpretazione del Diritto Romano, ha illustrato i principii dell’attuale Diritto Internazionale, palesando in maniera chiara e diretta l’uso della forza nella gestione e risoluzione dei conflitti dell’area euromediterranea, con particolare riferimento a quelli in corso nel Vicino Oriente e nel Nordafrica.
L'antropologo Paolo SanniaInfine il dr. Pier Paolo Sannia (nella foto), antropologo del Centro Studi GRADI ha proposto un’inedita analisi riguardante le organizzazioni terroristiche islamiche (Al Qaeda, ISIS ed Hezbollah) che rappresenterebbero delle vere e proprie strutture d’intelligence al servizio degli Stati (Arabia Saudita, Iran, Turchia e Qatar) aventi la supremazia politico-ideologica dell’immatura nazione islamica. Secondo lo studioso, tutto ciò sarebbe fondamentalmente funzionale alla gestione della costituenda PCN dell’Area Islamica, citata nel primo intervento dal prof. Ceci.
Segreteria Centro Studi GRADI.

L’antropologo Pier Paolo Sannia, rispondendo alle domande della stampa, è fiducioso nella soluzione pacifica dei conflitti mediorientali. Il dialogo e la comprensione culturale, sono le basi per uno sviluppo pacifico e duraturo dell’intera area mediterranea.
Inoltre, un passo fondamentale è quello di bloccare i flussi finanziari che permettono loro di alimentare la creazione di uno stato islamico sempre più forte e organizzato.

Questo convegno è una formula da ripetere e allargare al contributo di esperti e politici anche della parte araba del Mediterraneo. Bisogna tenere conto di vari suggerimenti e modi di affrontare i problemi, avere una prospettiva più ampia anche nella fase di analisi culturale del fenomeno terrorismo. Il convegno è un importante passo avanti verso l’analisi concreta dei fatti: ciò di cui si ha bisogno ora è avere gli strumenti per capire e agire di conseguenza. La stampa italiana si occupa poco e nulla di cercare l’origine dei conflitti, si accontenta di raccontare l’atto finale di processi storici lunghissimi di cui il nostro paese è stato, ed è ancora, protagonista di primo livello nella zona.

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