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Legambiente aderisce alla manifestazione “Acqua, terra, lavoro, reddito, casa, diritti sociali e democrazia in Italia e in Europa”

RedazioneBy Redazione16 Maggio 2014Updated:16 Maggio 2014Nessun commento3 Mins Read
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Anche Legambiente sarà in piazza il 17 maggio per difendere i beni comuni e i diritti fondamentali di tutti, perché l’Unione Europea torni a dare speranza ai suoi cittadini. La manifestazione è promossa da molte organizzazioni nazionali tra cui il Forum dei movimenti dell’acqua, Arci, Attac, Fiom, Rete della conoscenza, Teatro Valle Occupato, Unione degli Studenti.

“Vogliamo un’Europa solidale, democratica, accogliente, rispettosa dell’ambiente – dichiara il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – Chiediamo un cambio radicale delle politiche, europee e nazionali, che facciano perno sul superamento delle disuguaglianze e discriminazioni, sulla qualità ambientale, la tutela della salute, la partecipazione dei cittadini”.

In questi ultimi anni di crisi, l’austerità imposta da tecnocrati e oligarchie ha creato più precarietà e insicurezza sociale, non permette ai Comuni di fare investimenti contro il dissesto idrogeologico ma non cancella i sussidi alle inquinanti fonti fossili, alle industrie energivore, al trasporto su gomma.
“Non ci rassegniamo a questo stato di cose – aggiunge Cogliati Dezza – e sabato chiederemo anche che l’Europa si faccia promotrice di pace nei tanti conflitti aperti, giocando un ruolo positivo in particolare in Ucraina, ma anche nel resto del mondo. L’Unione si deve impegnare, inoltre, a rivedere radicalmente le sue politiche migratorie e d’accoglienza per mettere fine alla strage continua di vite umane nel Mediterraneo e nel deserto”.

Per Legambiente i bisogni e la felicità delle persone – lavoro dignitoso e pulito, formazione di qualità, cibo sano, accesso alla cultura, case e territorio sicuri – devono tornare a contare più degli interessi della finanza e delle multinazionali. Per questo, l’associazione chiede al governo italiano e all’Europa di:

  •  rendere subito decisioni vincolanti, per tutti i paesi europei, di contrasto ai cambiamenti climatici e di mitigazione e adattamento, a cominciare dal dissesto idrogeologico;
  •  orientare la politica industriale verso l’innovazione dei prodotti e dei processi produttivi per diminuire fortemente l’inquinamento e le emissioni di CO2 e rispondere ai nuovi e più sostenibili stili di vita, a cominciare dal risanare i territori avvelenati;
  •  accompagnare, invece che ostacolare, la rivoluzione energetica in atto per una produzione energetica pulita, distribuita e più democratica mettendo definitivamente al bando il nucleare civile e militare ed il carbone;
  •  investire sul biologico, sull’agricoltura di qualità per produrre cibo sano e accessibile a tutti e contrastare ogni tentativo di introdurre gli OGM nella nostra alimentazione;
  •  rigenerare le città per una migliore qualità della vita, recuperando e riqualificando le case, i quartieri, le periferie, dando risposta al bisogno di alloggio senza consumare altro suolo;
  •  ampliare e rendere efficiente il trasporto pubblico per la mobilità delle persone e delle merci, rinunciando a opere faraoniche come il TAV e la moltiplicazione di strade e autostrade inutili e dannose;
  •  riformare le istituzioni europee per far contare i cittadini.

 

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