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Lo scultore del tempo

Veronica MattaBy Veronica Matta19 Marzo 2011Updated:2 Agosto 2016Nessun commento4 Mins Read
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Lo scultore Gabriele Loi
Lo scultore Gabriele Loi
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Cagliari (ITALIA)

Intervista a Gabriele Loi

Nominato al concorso internazionale per costruttori di quadranti solari “Le ombre del tempo”, Gabriele Loi è un giovane scultore sardo che ha fatto dell’antico mestiere dello “scalpellino” la propria arte, opponendosi con forza contro quell’antica concezione che considerava gli scalpellini, degli “scultori senza arte”.
A quell’arte antica praticata da “operai di cava” che tagliavano la pietra e la lavorano con le punte e lo scalpello per costruire opere in serie, Gabriele Loi aggiunge un soggetto affascinante e misterioso dell’esistenza umana: il tempo, dando l’immediata sensazione di chi conosce bene il materiale che trasforma. Nelle sue opere, lo scultore sardo, ricrea il tempo e la sua antica misurazione attraverso la gnomonica, la millenaria “scienza degli orologi solari”.
La gnomonica, dal greco “gnomonik? tékhne” (l’arte di costruire orologi solari) venne usata dalle antiche civiltà mediterranee per misurare e dividere in più parti la durata del giorno: dall’ombra di un’asta infissa su un quadrante si deduce l’ora grazie al moto apparente del Sole che la fa continuamente muovere.
Osservando con sensibilità le opere di Gabriele Loi, in cui emergono i suoi interessi astronomici, storici ed artistici per i quadranti solari, si può solo immaginare la fatica del mestiere dello scultore che richiede una grande preparazione e decisione non solo fisica.

Da quanto tempo ti dedichi alla scultura, come arte espressiva?
La mia esperienza con la scultura nasce 15 anni fa, come a coronare la mia sfrenata passione per il disegno, pittura, mosaicismo ecc…, insomma tutto ciò che riguarda l’arte figurativa, che sin da tenera età pratico con passione, con la costante sfida a migliorare sempre; è proprio la voglia di sfidarmi che mi ha spinto e avvicinato al mondo della scultura, da me vista prima come meta quasi irraggiungibile ma non impossibile.

Che cos’è la gnomonica?
Il nome gnomonica ha origine dalla parola gnomone che in greco significa indicatore (lo gnomone è l’asta di metallo presente nei quadranti solari la cui ombra proiettata indica le ore diurne, le stagioni ecc…). E’ quindi chiamata così quella materia scientifica che si occupa di calcolare una serie di eventi che costantemente si verificano nel nostro sistema solare, tali eventi verificandosi con regolarità prendono il nome di (TEMPO)

Qual è stato il motivo che ti ha avvicinato alla gnomonica?
Ci sono vari motivi che mi hanno motivato a studiare la gnomonica, uno di questi è sicuramente la voglia di ampliare il mio corredo artistico in modo tale da differenziarmi, con delle opere diverse dalla solita scultura ferma nel tempo, immobile. Oltre al fatto di provare da tempo una forte attrazione per questi strumenti, in grado di indicare il tempo e le sue scansioni, mi ha intrigato l’eventualità di costruire un’opera d’arte fruibile dall’osservatore, darle anima, farla funzionare; è stata per me un’ulteriore sfida con me stesso, quindi il fatto di aver acquisito certe nozioni è stato per me un bel traguardo

Che concezione del tempo rappresenta nelle sue opere?
Ovviamente parliamo di un argomento molto vasto, nel quale ci sono un numero sterminato di formule matematiche, concetti e di nozioni che io non sarei in grado di studiare perché si tratta di studi molto complicati. Io esprimo, nelle mie opere, delle conoscenze da “principiante” se parliamo nell’ambito scientifico; il mio interesse è invece esprimermi dal punto di vista artistico, che pur essendo anch’esso sterminato, ad un certo punto, deve trasformare gli studi scientifici in studi di immagine, studi artistici che fondono la didattica all’arte, dando origine a uno strumento d’arte

Quali sono i suoi progetti futuri?
Uno dei progetti a cui più tengo è quello di creare in Sardegna un centro artistico, dove i giovani, non solo scultori ma anche pittori musicisti ecc…, si possano incontrare, scambiandosi esperienze, conoscenze, dando sfogo alla loro creatività. Riuscire a creare una realtà di questo tipo significherebbe creare, tra le altre cose, anche dei posti di lavoro, questo mio desiderio è anche un invito per riflettere e lo rivolto ai nostri amministratori.
La mia prossima esposizione sarà un’opera che verrà istallata in una piazza a Ville de Differdance, una città del Lussemburgo, visitabile dal 6 giugno in poi, opera dal titolo (MUSE) marmo bianco 70 x 70 x 150 cm; tale opera verrà pubblicata anche sul mio sito internet: www.gabrieleloi.it

Attualmente, oltre ad essere ormai alla conclusione del mio autoritratto, ho in lavorazione la mia ultima collezione di sculture pop ispirate ai quadri pop art. Il mio intento è quello di creare delle sculture con le sembianze di un quadro, quasi un matrimonio tra pittura e scultura. Una collezione fresca giovane ma carica di significati e di riferimenti alle più importanti correnti artistiche, che vanno dalla scultura classica, passando per il rinascimento fino ai giorni nostri.

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Veronica Matta

Veronica Matta laureata a Cagliari in filosofia. Della sua tesi di laurea in antropologia culturale sul sistema alimentare popolare infantile è nato un saggio antropologico dal titolo “Il dono del latte” con la casa editrice isolana “Sole”. Terminati i suoi studi, apre uno studio di produzione pubblicitaria attraverso il prodotto editoriale Junior, di cui è direttrice d’arte e di contenuto, destinato all’infanzia sarda. Collabora come redattrice presso il mensile di cultura mediterranea, Mediterraneaonline.

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