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Storie meridiane

Toscana, prima in Italia per banche del latte materno

RedazioneBy Redazione30 Ottobre 2010Updated:22 Novembre 2016Nessun commento4 Mins Read
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di Enrico Santus

Bambino allattato
Bambino allattato

È iniziata il primo ottobre 2010 la Settimana per l’Allattamento Materno (SAM), che ricorda quest’anno il 20° anniversario della Dichiarazione degli Innocenti, stesa e adottata dai partecipanti all’Incontro Oms/Unicef tenutosi presso lo Spedale degli Innocenti a Firenze nell’estate del 1990.

Da anni, durante la SAM, numerose associazioni si battono per sensibilizzare governi, enti e opinione pubblica sull’importanza per i nuovi nascituri di essere nutriti col latte materno, in quanto altamente digeribile e capace di proteggerli da infezioni intestinali, allergie e asma, riducendo inoltre il rischio di patologie acute e croniche. L’allattamento, però, non è importante solo per il nascituro, ma anche per le madri: facilita il loro rapporto col bambino e riduce il rischio di sviluppare osteoporosi e alcune forme di tumori al seno e all’ovaio. Per questo ed altri motivi, l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda l’allattamento esclusivo al seno per i primi sei mesi di vita del bambino e ne consiglia la continuazione fino a due anni e oltre.
Tema del SAM 2010 saranno i piccoli passi che i servizi sanitari e le mamme dovranno seguire per sostenere l’allattamento. In vent’anni di lavoro, circa 20.000 madri e quasi il 28% dei reparti materintà di tutto il mondo hanno attuato i passi riconosciuti dall’Iniziativa Ospedali Amici dei Bambini (BFHI), facendo aumentare sensibilmente l’incidenza di allattamento esclusivo al seno, che secondo un rapporto dell’Unicef del 2009 è un fattore chiave nella diminuzione della mortalità infantile.

La Regione Toscana si è configurata come una delle più attente al fenomeno, tanto che ha istituito un Osservatorio regionale per la promozione dell’allattamento al seno. Sono stati inoltre organizzati percorsi formativi per consulenti professionali, che attualmente ricoprono ruoli di assistenza negli ambulatori allattamento e nei vari consultori e punti di nascita. Infine, per quelle madri che non riescono ad allattare il proprio piccolo, da maggio 2010 è attiva la Rete regionale delle banche del latte umano donato (Re.BLUD). Tra queste ultime, la più lunga e importante esperienza risulta essere quella dell’ospedale dei bambini Meyer di Firenze, che dal 1971 ogni anno raccoglie 2.000 litri di latte, fornito da circa 300 donatrici, distribuendolo oltre che nei suoi reparti pediatrici, anche a domicilio e negli altri ospedali della Toscana. Il latte depositato deve subire una serie di trattamenti che ne garantiscano la sicurezza e la conservazione: si è sviluppato pertanto un percorso molto simile a quello seguito per le donazioni di sangue e plasma.
Poiché per donare è necessario semplicemente sottoporsi ad alcuni esami del sangue e un breve questionario, la maggior parte delle mamme possono diventare donatrici per quei bambini più sfortunati. Le donazioni possono essere fatte sia durante il ricovero sia a domicilio, attraverso un servizio di raccolta offerto dai volontari dell’Associazione Pubblica Assistenza e dell’Arciconfraternita di Misericordia.

I 10 PASSI PER IL SUCCESSO DELL’ALLATTAMENTO AL SENO
Ogni struttura che fornisca servizi per la maternità e assistenza neonatale dovrebbe:
1.Definire un protocollo scritto per l’allattamento al seno da far conoscere a tutto il personale sanitario
2.Preparare tutto il personale per attuare completamente questo protocollo
3.Informare tutte le donne in gravidanza sui vantaggi e sui metodi di realizzazione dell’allattamento al seno
4.Mettere i neonati in contatto pelle a pelle con la madre immediatamente dopo la nascita per almeno un’ora e incoraggiare le madri a comprendere quando il neonato è pronto per poppare, offrendo aiuto se necessario.
5.Mostrare alle madri come allattare e come mantenere la secrezione lattea anche nell’eventuale separazione dai neonati
6.Non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, tranne su prescrizione medica
7.Sistemare il neonato nella stessa stanza della madre in modo che trascorrano insieme 24 ore su 24 durante la degenza
8.Incoraggiare l’allattamento al seno a richiesta
9.Non dare tettarelle artificiali o ciucci ai neonati che vengono alimentati al seno
10.Promuovere la collaborazione tra il personale della struttura, il territorio, i gruppi di sostegno e la comunità locale per creare reti di sostegno a cui indirizzare le madri alla dimissione dall’ospedale.

I 7 Passi dell’Iniziativa Comunità Amica dei Bambini per l’Allattamento Materno (BFCI)
1.Definire una politica aziendale per l’allattamento al seno e farla conoscere a tutto il personale
2.Formare tutto il personale per attuare la politica aziendale
3.Informare tutte le donne in gravidanza e le loro famiglie sui benefici e sulla pratica dell’allattamento al seno
4.Sostenere le madri e proteggere l’avvio e il mantenimento dell’allattamento al seno
5.Promuovere l’allattamento al seno esclusivo fino ai 6 mesi compiuti, l’introduzione di adeguati alimenti complementari oltre i 6 mesi e l’allattamento al seno prolungato
6.Creare ambienti accoglienti per favorire la pratica dell’allattamento al seno
7.Promuovere la collaborazione tra il personale sanitario, i gruppi di sostegno e la comunità locale.

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