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Storie meridiane

Dire censura e dire informazione

Claudia ZeddaBy Claudia Zedda1 Novembre 2009Updated:23 Novembre 2016Nessun commento4 Mins Read
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Ascanio Celestini
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Sono come due sorelle Informazione e Censura, una simpatica e che sorride, l’altra un po’ meno giocosa e un po’ più gelosa. Sono come due sorelle che litigano sempre, ma che è impossibile separare, eppure chi le conosce ci ha sempre provato e da così tanto tempo che ad oggi sembra quasi impossibile. E’ quel quasi a dare una certa speranza.

Informazione è la primogenita, aiuta a superare l’incertezza, fornisce un’alternativa, sostituisce il certo all’incerto e il noto all’ignoto. Sua sorella, Censura è di poco più giovane, ma possiamo immaginare che abbia seguito a ruota la nascita di Informazione. Ha sempre tentato di controllarla, associandosi a forme di autorità e potere, nel tentativo di limitare l’espressione dei singoli che a Informazione si erano votati.

Credo che Censura abbia acquisito un certo potere appena dopo la nascita di Opinione Pubblica. E’ stato quando il pensiero della gente ha iniziato ad avere una certa rilevanza, che Informazione, pura e neutrale, non ha più avuto possibilità di circolare liberamente, perché delle volte capitava che si dimostrasse imbarazzante.

Le autorità e le forme di potere cui Censura si è legata nel trascorrere dei secoli sono state pressoché infinite e hanno avuto diversi nomi; Religione, Potere Politico, Potere Economico e i mezzi con cui Informazione è stata ostacolata allo stesso modo sono stati tanti, troppi. Dopotutto i libri su cui circolava potevano essere bruciati, le persone che la raccontavano zittite, e i più tenaci ammutoliti.

Sembra quasi si tratti di una storiella, ma pochi di quelli che hanno conosciuto Censura sorriderebbero nel sentirla. La nostra generazione, figlia delle rivolte e delle manifestazioni, del potere della parola e della libertà di Informazione è cresciuta con una vaga certezza che Censura fosse stata relegata chi sa dove, in ogni caso là dove di libertà non ce n’era. Perché le due cose non possono certo andare a braccetto.

Eppure delle volte, e negli ultimi anni sempre più spesso, sembra che Censura sia tornata, si sia liberata. E l’abbia fatto con una certa discrezione, tale che pochi, pochissimi si siano potuti accorgere dell’accaduto. Informazione del ritorno di sua sorella deve essersene accorta, soprattutto quando il nostro leader politico Berlusconi ha deciso che domandare fosse vietato, è ha denunciato Repubblica in quanto 10 domande postegli risultavano a suo parere diffamanti. Ecco la cugina di Informazione. Diffamazione sostanzialmente fa questo, offende le altrui persone diffondendo informazioni false sul loro conto. Ma il dubbio sorge piuttosto spontaneamente. Com’è che delle domande possono diffondere informazioni e per giunta false se non hanno avuto di contro una risposta?

E poi ancora c’è stato l’attacco all’Unità, al suo direttore e alcune giornaliste accusate di lesa dignità per aver scritto delle frequentazioni del premier con la escort Patrizia D’Addario. L’unica cosa lesa potrebbe essere la privacy, ma per quanto riguarda la dignità lesa, davvero qualcosa a che vedere ce l’hanno le parole scritte più che i gesti compiuti?
La privacy d’altronde temo sia qualcosa alla quale si debba rinunciare quando si raggiunge il ruolo di personaggio pubblico, che si diventi leader politico, esponente di partito, comparsetta in un reality, o personaggio di spettacolo. E’ un calcolo che tutti si fanno o dovrebbero prima di intraprendere la via della notorietà, e ci metterei la mano sul fuoco, questa rinuncia è ben ripagata in denaro e onori. Che questi ultimi siano fastidiosi quando diventano troppi, e altra storia. Qualcuno dovrebbe dirlo ai nostri odierni Re Mida, che non trasformano più tutto quel che toccano in oro, ma in spettacolo.

Poi c’è la storia di Giampiero D’Alia e del suo emendamento che aveva come intento quello di reprimere le attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo Internet. Come? Zittendo tutti i blogger o qualcosa di molto peggio. Facendo parlare solo quelli che avevano idee conformi alle sue.

Pericolo reale, pericolo scampato ma purtroppo sottovalutato dai più che ancora considerano la libertà di parola e d’informazione come qualcosa di dato, scontato, che non potrebbe essere cancellato. La storia, quella che alcuni tentano di obliare, ci informa e nemmeno tanto sommessamente che Informazione è qualcosa da proteggere, non un diritto naturale, ma una condizione guadagnata con stenti, sangue e lacrime. Peccato che si dimentichi tanto facilmente.

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Claudia Zedda
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Sono una scrittrice cagliaritana, web content, laureata in lettere moderne con indirizzo socio antropologico, ricercatrice indipendente e creativa cronica. Ho pubblicato due saggi tutti incentrati sulla tradizione sarda (Creature Fantastiche in Sardegna ed Est Antigoriu) e sta per uscire il mio nuovo romanzo "L'Amuleto". Oltre ad www.esserefreelance.it gestisco il sito www.claudiazedda.it, www.bottegakreativa.it e www.koendi.it il nuovo nato in famiglia. Visitali per conoscermi meglio!"

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