Close Menu
  • Home
  • Cultura
    • Storie meridiane
    • Arte
      • Art Up
    • Musica
    • Incipit Letterari
    • Libri
      • Ebook
      • Luoghi letterari
      • Poesia
  • Edizioni Speciali
    • 150 Anni Grazia Deledda
    • Panico Covid-19
    • Potere della cultura
    • Turismo Culturale
    • Vacanze Cult
  • Photogallery
  • Blog
  • Economia
  • In Viaggio
    • Miniracconti Erranti
  • Sapori
    • Racconti di viaggio
    • Vini del Mediterraneo
    • Medfood
  • Politica
  • Scienze
  • Naturalistica
    • Cos’è Naturalistica
    • Approfondimenti Naturalistica
    • Redazione Naturalistica
  • News ed Eventi
    • Breaking News
Facebook X (Twitter) Instagram
Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
Mediterranea Online
Iscriviti
  • Home
  • Cultura
    • Storie meridiane
    • Arte
      • Art Up
    • Musica
    • Incipit Letterari
    • Libri
      • Ebook
      • Luoghi letterari
      • Poesia
  • Edizioni Speciali
    • 150 Anni Grazia Deledda
    • Panico Covid-19
    • Potere della cultura
    • Turismo Culturale
    • Vacanze Cult
  • Photogallery
  • Blog
  • Economia
  • In Viaggio
    • Miniracconti Erranti
  • Sapori
    • Racconti di viaggio
    • Vini del Mediterraneo
    • Medfood
  • Politica
  • Scienze
  • Naturalistica
    • Cos’è Naturalistica
    • Approfondimenti Naturalistica
    • Redazione Naturalistica
  • News ed Eventi
    • Breaking News
Mediterranea Online
Sapori

Viaggio culinario nella capitale sarda

redazioneBy redazione1 Maggio 2009Updated:14 Agosto 2020Nessun commento4 Mins Read
Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr WhatsApp VKontakte Email
Cagliari quartiere di Marina
Share
Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

La Sardegna per molti è una sorta di paradiso, un luogo dove ancora sopravvivono usanze e costumi antichi che attirano ogni anno migliaia di turisti. Meta dei sogni di moltissimi viaggiatori, ma negli ultimi dieci anni riscoperta dagli stessi isolani che cominciano a vedere la propria cultura come qualcosa da conoscere, come altro-da-se, come un’esperienza da provare.

Cagliari non è stata mai descritta come una meta per i viaggiatori: le guide, i libri o i film preferiscono parlare della Sardegna arcaica o al contrario di quella blasonata della Costa Smeralda. Superate queste due possibilità si aprono mondi sconosciuti, fatti di vita quotidiana, di lavoro e di cose buone da assaggiare e bere, meglio se seduti in tranquillità ad una tavola imbandita di piatti della tradizione locale.

Cagliari è sempre stata la città dedicata al commercio, allo scambio culturale e culinario con altre popolazioni. Città circondata dal mare e che al mare si proietta, una città che ama la buona cucina, il buon vino e la festa. Come in tutte le città di mare la cucina tipica si basa su quello che offre la natura che la circonda, prevalgono perciò i piatti a base di pesce. Sono diverse le ricette tipiche cagliaritane, anche se è difficile trovarle riunite in un’unica pubblicazione, peccato perché la cucina cagliaritana offre delle squisitezze tutte da scoprire.

Si inizia dal più famoso antipasto, Sa burrida: un piatto popolare tipico, probabilmente di derivazione fenicia. È un piatto povero, saporito, leggero, fatto con la carne del Gattuccio lasciato macerare per almeno due giorni, poi servito con una leggera salsa di noci e foglie di alloro. Un altro antipasto tipico sono Is pruppisceddus con olia, insalata di polpi lessi condita con olio d’oliva, vernaccia, olive nere, aglio e prezzemolo.

Fregola con le arselle
Un piatto di fregola con le arselle

Anche i Granchi in insalata sono un tipico antipasto della cucina cagliaritana. Passando ai primi, si inizia sicuramente dalla Fregola con le arselle (piatto di pasta di semola e arselle), o ancora la Zuppa di Cozze e arselle a Schiscionera (cozze e arselle cotte in padella), o ancora la Sa Cassola De Pisci a sa Casteddaia, zuppa di pesce ricchissima di ingredienti di pesce e frutti di mare. Tra i primi non possono mancare Is malloreddus, (gnocchi si semola di grano duro) che nella cucina cagliaritana sono conditi con il sugo ai granchi.

Un altro piatto della tradizione della città è Su Mazzamurru (pane raffermo ammorbidito nell’acqua salata e poi condito con un sugo al pomodoro) una variante del piatto che esiste in molte zone d’Italia.

Tra i secondi si possono citare piatti di carne come Su ghisadu (stufato di capretto e carciofi, così chiamato dal fatto che la ghisa è il materiale più adatto per questa tecnica di cottura), poi Is coiettas, piccoli e sottili involtini di carne di cavallo ripieni di lardo, aglio e prezzemolo che sembrano piccole code, Pillonis de taccula (tordi bolliti insaporiti dalle foglie di mirto). Nella variante di mare abbiamo il Polpo fritto, che viene servito sulla misticanza (è un misto di varie verdure domestiche e selvatiche crude). La parola sta a significare “mescolanza”. Nella misticanza classica entrano l’indivia, l’erbanoce, la caccialepre, la porcellana, la rughetta e i cuori di lattuga) e ingentilito dall’aceto balsamico. Si possono assaggiare le Cozze ripiene con le zucchine, o ancora s’anguidda incasada, (le anguille lesse condite con il pecorino).

Per un finale dolce si possono cercare le famose Zeppole alla cagliaritana, se si arriva d’inverno, oppure si possono assaggiare i Candelaus (dolci a base di pasta di mandorle), o ancora Is Pardulas (le formaggelle a base di formaggio fresco o ricotta) o il Gattò (croccante di mandorle). Questi sono solo alcuni esempi della ricca cucina cittadina. Piatti tipici da cercare nelle trattorie che si trovano soprattutto nel quartiere storico di Marina, proprio al centro della città. Uno dei quattro quartieri storici dove vivevano le famiglie più disagiate, anticamente abitato dai pescatori che basavano la loro dieta sul consumo di pesce, di certo non quello di “prima”. Le ricette della cucina popolare sono diventate oggetto di interesse per molti chef, che le propongono ai clienti dei loro ristoranti nella versione originale, oppure rivisitate in chiave moderna con l’usanza, oggi molto diffusa, del mescolamento: gusti e colori, antico e contemporaneo.

Oggi questo quartiere è abitato da molte etnie, provenienti da diversi Paesi del mondo. Nelle vie di Marina si confondono gli odori, tra una grigliata di pesce e il profumo di una cucina cinese o indiana, che dal Largo Carlo Felice al Palazzo della Regione, fanno del quartiere una tappa da non perdere per chi vuole visitare la Cagliari più caratteristica.

Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr WhatsApp Email
Previous ArticleViaggio della lentezza, Coimbra
Next Article Nuovi Ostelli e Cards
redazione

Ho iniziato a scrivere da ragazzino per passione, poi è diventato il mio lavoro a tempo pieno. Laurea in Filosofia, scuola di editoria e specializzazione in interaction design. L'idea del mensile mediterraneaonline, nasce nell'estate del 2006, di fronte al mare sardo di Portopino, dopo una lunga riflessione sulla nostra cultura di appartenenza: il Mediterraneo. Abbiamo iniziato in tre, da Cagliari, Barcellona e Milano. Oggi siamo circa trenta redattori che scrivono da otto paesi diversi. Mi piacciono le sfide difficili, e sono convinto che il pubblico di lettori sia molto più preparato di quello che creda il mercato. Buona lettura!

Articoli correlati

Vigna del Vulcano Lacryma Christi del Vesuvio Doc 2002 di Villa Dora

12 Maggio 2026

100 Best Italian Rosé 2026: a Napoli sfila l’eccellenza del Bere Rosa

12 Maggio 2026

La “Gustazione” tra i Vicoli di Napoli è DiAletti

11 Maggio 2026

Il Risveglio di un Re: La saga del Pallagrello nel capolavoro di Manuela Piancastelli

10 Maggio 2026

Comments are closed.

Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
© 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.