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Max Gazze’ all’Anfiteatro di Cagliari

redazioneBy redazione25 Luglio 2008Updated:5 Agosto 2016Nessun commento3 Mins Read
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Max Gazzè a Cagliari
Max Gazzè a Cagliari
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Cagliari (ITALIA)

25 luglio scorso abbiamo assistito al concerto di Max Gazzè a Cagliari. Un concerto che ha divertito tutti, organizzato da Sardegna Concerti all’Anfiteatro romano. Tutti appassionati del menestrello romano, dal pop-rock di sapore molto italiano. Un concerto per molti, tanti e diversi appassionati della musica. Musica che potremmo definire “personale”, sulla scia della canzone d’autore tipicamente italiana. Una tradizione che viene dagli anni settanta, che prediligeva il racconto, la biografia come modello testuale.

Max si racconta attraverso i testi delle sue canzoni, ma si racconta anche dal vivo. Chiacchera spesso con il pubblico, che apprezza molto. Sembra di essere dentro il salotto di casa Gazzè, “casa in campagna” tiene a dire il cantautore.

“Sono felice di vivere in campagna da dieci anni”, afferma Max Gazzè con un sorriso che conferma le sue parole, “riesco a coniugare perfettamente lavoro e vita privata immerso nella natura”. Campagna che non è troppo lontana dalla città, dagli impegni, dal caos necessario di Roma. Max Gazzè è un uomo molto simpatico, uno che si vorrebbe incontrare al bar con amici. Il suo concerto assomiglia ad una festa privata, non c’è lo schermo protettivo dell’essere artista che divide il palco dal pubblico. Tutto si svolge con molta naturalezza, in una dimensione rilassata, pacifica. Come suggerisce una sua canzone che è un inno alla conciliazione, un rifiuto del concetto di vendetta, “un occhio è sempre un occhio”, e dice bene.

Se dovessimo distinguere la persona Gazzè, dall’artista Gazzè non troveremo molte differenze. La sua estetica non corrisponde a qualcosa di particolare, non è individuabile in una particolare moda musicale. È sinceramente genuino, ironico su se stesso, e tremendamente bravo quando suona il suo basso.

C’è il tempo e l’occasione di scherzare con uno del gruppo, di raccontarcelo e alla fine di ridere tutti insieme. Insomma tutti nella stessa casa, e Max perfetto regista che mette tutti a proprio agio. Senza la comunicazione, senza un contatto col pubblico il concerto diventa un lavoro come un altro, un’esecuzione tanto per onorare un impegno. Capita, a volte, ma non in questo caso. Gazzè era in piena forma. Si racconta e si ispira a storie reali, nelle sue canzoni, situazioni visibili e concrete che trasforma in poesia musicale.

Max uguale e diverso, simpatico e timido, ma sempre molto professionale. Nero nel look ma pieno di colori nell’anima, colori che abbiamo visto nella scenografia durante tutto il concerto. Un concerto che ha visto l’Anfiteatro mezzo pieno, e invece meritava il tutto esaurito. Perché il gruppo ha suonato benissimo, soprattutto negli assoli finali e nelle cover extra (Bill Withers – Ain’t No Sunshine, Bob Marley – get up stand up), belle e forti.

Si direbbe che il cantautore sia in una fase di crescita continua, nella qualità dei testi e nell’esecuzione musicale. Nella scaletta i classici come “L’uomo più furbo”, la fantastica esecuzione del medley con “Cara Valentina”, “Una musica può fare” e “La favola di Adamo ed Eva” in un’unica grande canzone. Giudizio ottimo anche per i pezzi del nuovo album Tra l’aratro e la radio, con uno dei pezzi migliori dell’anno in Italia “Il solito sesso”, giustamente lodato dalla critica. Dallo stesso album, “L’evo dopo il medio”, “Mostri”, “Elogio alla sublime convivenza”, “Siamo come siamo”. Dai vecchi dischi segnaliamo la splendida “Annina”, e la storia moderna raccontata in “Eclissi di periferia”.

Una serata che si voleva non finisse più, da rivedere assolutamente!

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redazione

Ho iniziato a scrivere da ragazzino per passione, poi è diventato il mio lavoro a tempo pieno. Laurea in Filosofia, scuola di editoria e specializzazione in interaction design. L'idea del mensile mediterraneaonline, nasce nell'estate del 2006, di fronte al mare sardo di Portopino, dopo una lunga riflessione sulla nostra cultura di appartenenza: il Mediterraneo. Abbiamo iniziato in tre, da Cagliari, Barcellona e Milano. Oggi siamo circa trenta redattori che scrivono da otto paesi diversi. Mi piacciono le sfide difficili, e sono convinto che il pubblico di lettori sia molto più preparato di quello che creda il mercato. Buona lettura!

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