Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Mediterranea | May 25, 2019

Scroll to top

Top

No Commenti

Un forziere di biodiversità: la Banca del Germoplasma della Sardegna - Mediterranea

Un forziere di biodiversità: la Banca del Germoplasma della Sardegna
Cristina Delunas
Share

Custodisce beni preziosi, non pietre rare o metalli nobili e neanche opere d’arte o denaro, ma semi di piante minacciate, protette e di ambienti estremi, è la Banca del Germoplasma della Sardegna. Una sorta di deposito, una raccolta di semi vegetali e non solo che costituiscono il contante da spendere nei progetti di salvaguardia del patrimonio verde della nostra Isola e di tutto il Mediterraneo.

Incastonata fra il verde storico e le vestigia puniche e romane dell’Orto Botanico di Cagliari, la Banca del Germoplasma nasce nel 1997 grazie all’accordo tra Università di Cagliari e Amministrazione Provinciale e rientra nell’attività del CCB, centro di Conservazione Biodiversità dell’Università cagliaritana. La sua creazione ha fatto seguito alla Convenzione di Rio de Janeiro del 1992 che individuava nelle banche del germoplasma uno strumento per la conservazione della biodiversità nel lungo periodo. 18 anni di attività che hanno visto la Sardegna in prima linea nelle strategie di gestione e conservazione della diversità vegetale delle isole mediterranee.

Germoplasma è tutto quel materiale in grado di trasmettere i caratteri ereditari tipici di ogni specie da una generazione all’altra. Il prezioso materiale può essere costituito da spore, da polline, da tessuti, da parti o singole cellule, ma è soprattutto ai semi che le piante superiori affidano il compito di perpetuare la specie e così diventano quasi sinonimo di germoplasma. Sono oltre 2000 le piante, sotto forma di semi, custodite nei forzieri della Banca. Non casseforti, ma celle frigorifere a meno 25° C che li conserveranno per almeno 100 anni.

Cella frigorifera -25°C (Copia)La conservazione inizia con la raccolta dei semi sul campo attraverso un’attenta pianificazione che salvaguarda sia gli esemplari che l’intera popolazione di ogni specie scelta per essere introdotta nella Banca. La raccolta avviene tutto l’anno nell’intero territorio sardo e in tutta l’area mediterranea soprattutto nelle isole e in collaborazione con i centri di conservazione europei e nordafricani. Dopo un periodo di quarantena che ne assicura l’assenza di parassiti, i semi entrano nei locali della Banca. 15/20° C e 40% di umidità ne favoriscono poi la completa maturazione. Una volta puliti da corpi estranei e determinato il peso medio vengono acquisiti dalla Banca come accessioni: 1 Kg di semi al massimo per specie che va ad incrementare il tesoro da conservare. Il germoplasma viene quindi stoccato in camera di deidratazione, un ambiente a 15° C di temperatura e 15% di umidità dove viene eliminata gran parte dell’acqua in essi contenuta. E’ un’operazione necessaria come preludio alla conservazione sotto zero perché l’acqua gelata aumenta di volume e danneggia le cellule fino a lacerarle. A questo punto i semi sono chiusi in provette di vetro sigillate e conservate in cella frigorifera a – 25° C, costituiscono la core collection, il lotto destinato alla conservazione nel lungo periodo, il tesoro della Banca. Alcuni lotti di semi sono riservati ai test di germinazione per sperimentare i parametri necessari per ottenere nuove piante e per confrontarli con quelli di altri centri di ricerca. Una serra attrezzata è la culla di nuove piantine che andranno a ripopolare ambienti o che troveranno dimora presso l’Orto Botanico come rarità. Altri lotti sono invece destinati all’Index seminum, l’indice dei semi delle piante che sono disponibili per gli scambi con altre istituzioni scientifiche.

Pinguicula sehuensis (Copia)

Pinguicula sehuensis

Fra le oltre 2000 specie conservate tre di esse hanno un particolare significato, sono quasi dei simboli dell’attività della Banca. Il Dianthus morisianum, un piccolo garofano delle spiagge in pericolo di estinzione che grazie all’attività della Banca è stato salvato, riprodotto e reinserito in natura. La Gentiana lutea che dava il nome al Monte Genziana in Ogliastra e oggi praticamente scomparsa a causa delle raccolte indiscriminate ad uso farmaceutico. L’obiettivo è quello di ripopolare il monte col materiale conservato nella Banca. La Pinguicula sehuensis, unica pianta carnivora esclusiva della Sardegna che vive solo a Montarbu di Seui e per questo da custodire gelosamente.

Le raccolte non riguardano solo piante rare perché la Banca annovera nel suo tesoro anche entità di interesse archeologico e agronomico della Sardegna. Conserva infatti semi delle oltre 150 varietà di vite coltivate, 35 tipi di olivo, tutte le 25 varietà di fico, 10 tra melone a anguria, e oltre 100 tipi tra pero, melo e pruno. E’ custode di tutti i materiali archeologici vegetali rinvenuti negli scavi ad opera delle sovrintendenze sarde per i periodi che vanno dal neolitico all’età medioevale e provenienti da oltre 50 siti archeologici nell’ultimo ventennio. Da circa 4 anni è inoltre in grado di custodire per le generazioni future non solo semi, ma anche tessuti vegetali a meno 80°C e le spore delle felci.

Gentiana lutea

Gentiana lutea

Cosa fa di questa banca una struttura all’avanguardia in ambito mediterraneo? “Siamo l’unica Banca del germoplasma nel vero senso della parola, a 360 gradi in Italia e nel Mediterraneo e conserviamo la quasi totalità della biodiversità vegetale sarda e praticamente tutte le specie in pericolo di estinzione. Siamo l’unica Banca riconosciuta dagli enti pubblici in Sardegna e fra le uniche tre in Italia autorizzate a raccogliere materiale di tutte le specie protette sul territorio nazionale. Siamo anche riconosciuti come istituzione di riferimento per la stesura di manuali e linee guida sulla raccolta e conservazione del germoplasma destinato alle altre banche” afferma con orgoglio il Direttore della struttura Gianni Bacchetta, professore ordinario all’Università di Cagliari che a soli 46 anni è fra gli autori di oltre 250 pubblicazioni scientifiche dedicate allo studio di piante rare, alla loro tutela, classificazione, conservazione e protezione. Lavorare in una Banca del germoplasma, diventare custodi della nostra flora, può essere anche ambizione per tesi di laurea e dottorati. Studenti provenienti da Spagna, Tunisia, Egitto, Algeria, Libano Cipro, Creta e Olanda hanno deciso di completare qui il loro percorso di studi universitari. Una scelta che diverse volte si è rivelata vincente perché alcuni hanno trovato un lavoro in prestigiose istituzione come il Kew Gardens di Londra, il CNR o La Sapienza di Roma.

Sono numerosissimi i progetti regionali, nazionali e internazionali che hanno visto coinvolti il personale e le strutture della Banca. Tra i progetti europei Genmedoc e Semclimed per la creazione di una rete di centri per la conservazione del germoplasma e lo studio dell’impatto dei cambiamenti climatici sulla flora europea. I progetti Life Providune e Res Maris per la protezione degli ecosistemi costieri. I progetti Enpi Ecoplantmed e Greatmed per la conservazione, valorizzazione e ripristino delle aree costiere. Una struttura d’eccellenza dunque la Banca del Germplasma della Sardegna che si pone come punto di riferimento nelle strategie di salvaguardia della flora di tutto il Mediterraneo. “Raccogliamo e conserviamo per seminare il futuro sotto tutti i punti di vista. Per continuare a conservare la nostra flora e quindi la nostra isola, per garantire il futuro ai nostri ricercatori. Conservare è come creare di nuovo” è il messaggio che lancia Gianni Bacchetta e che racchiude l’essenza di quasi 20 anni di attività.

 

Foto: Archivio CCB

Share

Invia un commento