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Mediterranea | December 10, 2018

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Un economista come consulente matrimoniale - Mediterranea

Un economista come consulente matrimoniale
Paolo Sigura

Alle volte viene il sospetto che sull’economia pesi ancora la definizione che di essa diede, in epoca vittoriana, lo storico inglese Thomas Carlyle: “The dismal science”, la scienza triste. Di sicuro non giovano alla sua fama gli strumenti matematici impiegati, le lettere greche e parole come autarchia, aggiotaggio e monopsonio. A nessuno quindi verrebbe in mente di consultare Adam Smith e Joseph Schumpeter per risolvere i propri problemi matrimoniali. Non sembrano dello stesso avviso Paula Szuchman e Jenny Anderson, due giornaliste economiche, rispettivamente del Wall Street Journal e del New York Times, che hanno creato Spousonomics, un blog, poi diventato libro di successo, su come “usare l’economia per gestire l’amore, il matrimonio e piatti sporchi”.

L’idea di base, infatti, è che il matrimonio funziona esattamente come qualsiasi sistema economico, dove si ha un numero limitato di risorse da allocare in maniera efficiente per poterne trarre un vantaggio. Il matrimonio è soggetto agli stesi cicli dell’economia, e di conseguenza può trovarsi in una fase di recessione. Prendiamo, ad esempio, una delle più grandi minacce alla felicità coniugale: la condivisione delle faccende domestiche. La teoria del vantaggio comparato di David Ricardo potrebbe esserci d’aiuto. L’assunto è che ogni stato, invece che produrre tutti i beni di cui necessita, tenderà a specializzarsi nella produzione dei beni su cui ha un vantaggio comparato. Ciascuno dei coniugi quindi tenderà a svolgere le faccende che sa compiere meglio o in modo più efficiente.

Il fallimento della vita coniugale, inoltre, è da addebitare spesso a quello che gli economisti chiamano moral hazard: ciò accade quando si assumono rischi inutili confidando sul fatto che in ogni caso non ci saranno conseguenze. Così come le persone con assicurazione tendono a essere meno prudenti, alle volte i coniugi tendono a perseguire i propri interessi a spese della controparte. E’ la ragione per cui non si ritirano i calzini sporchi, perché c’è la certezza che qualcun altro lo farà al nostro posto. Il matrimonio quindi non è un sicuro porto d’approdo, bensì necessita di massicce iniezioni di stimoli, proprio come i governi programmano il rilancio dell’economia attraverso politiche espansive di tipo keynesiano.

Che dire allora dei litigi dove ciascuno dei due coniugi vuole avere l’ultima parola? E’ l’avversione alle perdite, la sindrome dell’investitore che preferisce evitare di perdere piuttosto che ottenere un guadagno. In una ricerca menzionata nel libro Sposonomics, il 34 percento delle coppie ha ammesso di continuare a litigare anche quando non ricorda più il motivo del litigio. La soluzione è far calmare le acque per almeno 24 ore, un rimedio dettato più dal senso comune che dall’economia. Il matrimonio, proprio come la Borsa, è un alternarsi di boom e crisi. Ciascun litigio tra coniugi però, a dispetto di una recessione economica, dischiude pure delle opportunità. Permette, infatti, di rifondare il rapporto su nuove basi. E’ la famosa ‘distruzione creatrice’ di Joseph Schumpeter, cioè è proprio nei momenti di grande difficoltà che si trova l’energia necessaria a superare la crisi.

Non è un segreto che più un bene costa, minore sarà il numero di persone disposto ad acquistare quel bene. Per molte coppie il sesso è divenuto un bene inaccessibile. Ci si sente troppo stanchi, si preferisce dormire oppure non si ha abbastanza tempo. Il sesso, quindi, per molte coppie ha un costo troppo elevato in termini di tempo e di energie e, in sintonia alla legge della curva decrescente della domanda, se ne richiede sempre meno. Questa è una pessima decisione economica perché le relazioni coniugali sono indispensabili per la felicità della coppia. La prossima volta che avete intenzione di dire “la prossima volta caro/a, oggi sono troppo stanco/a”, ricordate che i benefici del sesso sono sicuramente superiori al suo costo in termini di tempo ed energia.

Fonti

http://www.spousonomics.com/

Rosaria Amato, L’Economia Applicata alla Coppia, sul Web Arriva Spousonomics, in “La Repubblica” del 15 dicembre 2010

Charles Wallace, Can These Economic Theories Save Your Marriage?, in “Daily Finance” del 13 marzo 2011

PAULA SZUCHMAN, Economics Saved My Marriage, in “Newsweek” del 30 gennaio 2011
Spousonomics: Valentine’s Day Lessons for Your Marriage from Econ 101, in “The Atlantic” del 14 febbraio 2011

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