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Mediterranea | December 13, 2018

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Stasera alle 18 la seconda serata del festival "Passaggi d'Autore: intrecci mediterranei" - Mediterranea

Stasera alle 18 la seconda serata del festival “Passaggi d’Autore: intrecci mediterranei”
Gianmarco Murru

Questa sera alle 18 la seconda serata del festival “Passaggi d’Autore: intrecci mediterranei”

La mattina è stata dedicata ai bambini delle scuole con la sezione CortoAmbiente, con i film: Piccole aragoste crescono, di Francesco Cabras e Alberto Molinari e Green generation, di Sergio Malatesta che è intervenuto via skype con gli studenti.

Questa sera alle 18.00 la seconda serata di Intrecci mediterranei, che ospita film da otto paesi diversi, un viaggio tra generi e paesaggi che formano la cultura del mare nostrum. Sarà presente il regista libanese Mokhtar Beyrouth che presenta il suo lavoro Studio Beyrouth e  l’autore marocchino Mahassine El Hachadi che presenta il suo Carte Postale.  Il nuovo film di Salvatore Mereu La vita è adesso, presentato al Torino Film Festival 2013. Vedremo anche The Chicken di Una Gunjak che ha vinto i più importanti festival del Mediterraneo.

Il programma completo

– War on famous canvas, Amjad Wardeh, Siria, 2014, 2’

Studio Beyrouth, Mokhtar Beyrouth, Libano, 2013, 14’

– La vita adesso, Salvatore Mereu, Italia, 2013, 17’

– Selma, Mohamed Ben Attia, Tunisia, 2013, 20’

– The chicken, Una Gunjak, Croazia, 2014, 15’

Carte Postale, Mahassine El Hachadi, Marocco, 2013, 23’

– 5 Ways to Die, Daina Papadaki, Cipro, 2013, 15’

– La contre-allée, Cécile Ducrocq, Francia, 2014, 28’

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La giornata di ieri 4 dicembre 2014

Otto cortometraggi provenienti da Turchia, Francia, Italia, Slovenia, Egitto, Bosnia Erzegovina. Otto giovani registi, a volte al loro primo lavoro, o tesi di laurea. Alcuni premiati in diversi festival internazionali, altri ritenuti così importanti da guadagnare la borsa di studio per una delle migliori scuole al mondo, ossia il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. E’ il caso di Ado Hasanovic con il suo Mama, presentato ieri a Sant’Antioco dallo stesso regista. Un film che affronta il tema della violenza domestica, ormai presente in tutte le case del mondo. Una mamma torna a casa dal figlio dopo tredici anni in carcere, spera di abbracciare il figlio che lei ha difeso da un padre violento, e invece non viene accettata, viene addirittura respinta. Questo suo comportamento viene reputato violento dalla sua compagna e futura madre del figlio che aspettano, progettando un futuro lontano in Australia, e rifiutato a sua volta. L’incapacità di accettare gli errori, porta ognuno dei protagonisti ad allontanarsi in tre direzioni diverse, tre diverse solitudini.

Altro film da sottolineare il docu-film egiziano Om Amira,  di Naji Ismail. La situazione post rivoluzione non riesce a risolvere i problemi atavici della povertà diffusa nella grande metropoli del Cairo. Una intera famiglia si regge sul lavoro di friggitrice di patate ambulante di una madre, dopo che il marito ha perso il lavoro a seguito della privatizzazione dell’azienda dove lavorava. Perde il lavoro, il diritto alla pensione per malattia, e qualsiasi tipo di sussidio. Nessun aiuto neanche per la figlia gravemente malata. Situazioni che denotano una bomba sociale, solo in parte mitigata dalla grande solidarietà dei vicini e amici.

L’unico film italiano Lievito madre, di Fulvio Risuleo racconta una storia fantastica, surreale. A suo modo, forse, comunica qualche significato intrinseco. L’amore del protagonista per un vasetto di lievieto madre, che sembra ricambi, diventa la metafora dell’attaccamento dell’uomo al seno della madre…

In sala la regista francese Léa Mysius che presenta Les Oiseaux-tonnerre, il suo lavoro di tesi. Una bella fotografia, una tecnica superba, che viene fatta notare anche da uno spettatore durante la presentazione. Bella la fotografia ma la trama forse non ha la stessa potenza. La storia tormentata del rapporto tra due gemelli (un po’ autobiografica, come ammette la regista), dove fratello e sorella vivono quasi in simbiosi. Un mondo costruito come “una gabbia”, che viene rappresentata sia dal gioco che piaceva fare ai ragazzi (la caccia agli uccelli con una rete), sia dal formato con cui viene girato il film, un formato quadrato, che da l’idea appunto di una gabbia.

Il Festival del cortometraggio mediterraneo è organizzato dal Circolo del cinema Immagini, con il contributo della RAS – Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, Ex Provincia di Carbonia Iglesias – Settore Cultura, Sport e Spettacolo, – Comune di Sant’Antioco – Assessorato al Turismo, Spettacolo e Cultura, Fondazione Banco di Sardegna

Per informazioni

tel: 328 9576482

mail: info@passaggidautore.it

http://www.passaggidautore.it

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