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Mediterranea | February 23, 2019

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Spettacolo e cinema nel progetto MigrArti: una breve introduzione - Mediterranea

Spettacolo e cinema nel progetto MigrArti: una breve introduzione
Raimondo Caddeo

Grande successo di MigrArti, il progetto lanciato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Il suo obiettivo principale: quello di creare le migliori condizioni per approfondire la conoscenza delle culture d’origine dei «nuovi italiani».

Il principale strumento economico del ministero sono stati due bandi da 400.000 € ciascuno: uno – il Bando MigrArti Spettacolo  ha finanziato progetti di teatro, di danza e di musica allo scopo di superare attraverso l’intrattenimento dal vivo diffidenze e pregiudizi nei confronti delle culture dei «nuovi italiani»; il secondo bando – denominato MigrArti Cinema – ha provato a realizzare lo stesso proposito investendo nella settima arte.

Se il “fine” del progetto – piuttosto chiaro – è quello di valorizzare le culture delle popolazioni immigrate, è la scelta del “mezzo” a conferire originalità a MigrArti: quello dell’arte. Il teatro, la danza, la musica e il cinema sono diventati infatti il terreno ideale dove far crescere la «cultura del confronto» e del «dialogo interculturale», mentre alle seconde generazioni è spettato il compito di costruire ponti tra i loro genitori e il futuro che li attende in Italia (oltre che nel resto del Vecchio Continente).

Una questione, quella della convivenza tra migranti e cittadini europei, la cui importanza sta crescendo anche sotto l’aspetto numerico. Dando uno sguardo ai dati forniti dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, l’anno scorso circa un milione di persone ha attraversato il Mediterraneo.

Per «paesi di frontiera» come l’Italia – che l’anno scorso ha registrato più di 150.000 arrivi dal Mediterraneo – diventa così fondamentale delineare politiche che, in maniera efficace, affrontino la materia dell’immigrazione. Dall’Italia, appunto, stanno partendo proposte e iniziative che, andando oltre la sola «politica dell’accoglienza», cercano di sviluppare i talenti – nascosti o mal conosciuti – dei migranti.

Il logo di Navigare i confini

Il logo di Navigare i confini

Grazie ai bandi MigrArti, nella stessa Sardegna sono stati organizzati progetti dove sono emerse le capacità – insieme professionali e artistiche – dei partecipanti, giovani migranti giunti in Europa nella speranza di una vita migliore.

Non a caso in alcuni articoli di questo numero ci siamo concentrati proprio su Navigare i confini, un progetto presentato dall’associazione cagliaritana Carovana SMI e arrivato al primo posto nel Bando MigrArti Spettacolo. Il successo di alcuni laboratori – come Calcio oltre i confini – e «sorprese» canore come Peace hanno portato all’emersione delle capacità dei partecipanti sia nelle attività sportive che in quelle artistiche. La loro adesione ha dimostrato che tra i migranti non mancano i talenti che potranno un giorno dare nuova linfa ad un paese come l’Italia, ormai soggetto ad un crescente spopolamento ed invecchiamento demografico.

Oltre ad essere stato un esempio di «formazione» per i giovani partecipanti, Navigare i confini ha dimostrato l’importanza di agire in una logica “collaborativa”: solo il partenariato tra enti pubblici e privati è capace di muovere le energie necessarie per garantire il successo di simili iniziative. Basti pensare a Calcio oltre i confini, uno delle attività di maggior impatto sociale di Carovana SMI: l’iniziativa ha coinvolto un folto gruppo di migranti, associazioni ed istituzioni che hanno avuto modo di confrontarsi in una tavola rotonda il 22 luglio, tenutasi a Cagliari al Centro d’arte e cultura comunale “Il Lazzaretto”.

Locandina di "Amira"

Locandina di “Amira”

Anche a livello nazionale – sotto l’aspetto cinematografico – non sono mancati risultati di rilievo. Le rassegne di film e i cortometraggi organizzati nell’ambito di MigrArti hanno raggiunto, questo mese, la loro tappa conclusiva nella 73esima Mostra del Cinema di Venezia. Qui infatti si è svolto un evento collaterale, terminato con l’assegnazione del premio MigrArti a tre film: No Borders – Un mondo dei migranti in realtà nella sezione documentari, Amira e Babbo Natale vincitori ex aequo nella sezione fiction. Pellicole, queste, che hanno come aspetto comune quello di focalizzarsi sulla condizione di essere migranti, alla ricerca di una «nuova patria» dopo il dramma dell’esilio.

Tutte le iniziative prima ricordate tentano di colmare un “vuoto”, un “ritardo” che da più parti dell’opinione pubblica è percepito a proposito della rappresentazione delle diverse culture che ormai vivono in Italia.

Proprio allo scopo di proseguire e rendere più efficaci le esperienze realizzate nel corso di MigrArti, è stato deciso di aumentare i finanziamenti legati al progetto. Lo stesso ministro Franceschini, confermando la continuazione delle iniziative per l’anno prossimo, ha rilasciato queste dichiarazioni poi riportate nel sito del Mibact: «Per il 2017 i fondi saranno raddoppiati: dagli 800.000 euro di quest’anno è previsto 1.500.000 per l’anno prossimo – ha annunciato Franceschini – di cui 250.000 sono stati stanziati dall’UNAR, partner dell’iniziativa».

Per MigrArti 2017 il ministro ha previsto, oltre alle due sezioni già svoltesi quest’anno (spettacolo dal vivo e cinema), anche quella intitolata MigrArti Cartoon. I vincitori di questa sezione saranno scelti durante il Cartoons on the Bay, il Festival Internazionale dell’animazione promosso dalla Rai e organizzato per il prossimo anno tra il 6 e l’8 aprile.

Se sarà replicato il successo di quest’anno, i prossimi bandi Migrarti riusciranno concretamente a generare nuovi spazi e nuove possibilità di dialogo tra i giovani di origini culturali diverse. Gli strumenti di confronto non potranno essere solo le produzioni artistiche dei migranti, ma anche i social media: Facebook, Twitter e Instagram rappresentano mezzi dalle sterminate potenzialità mediatiche, che potranno dare un contributo fondamentale al successo di MigrArti.

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