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Mediterranea | December 17, 2018

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Spazio P, tra cibo e arte - Mediterranea

Spazio P, tra cibo e arte
Veronica Matta

Cagliari (ITALIA)

Spazio P è una piccola galleria d’arte contemporanea, si trova nel quartiere della Marina a Cagliari. Galleria aperta a tutti, ha l’ambizione di diventare un piccolo centro culturale e un luogo di scambio, in cui a farla da padrone è il cibo mediterraneo, la cui accurata scelta gli restituisce un valore culturale che ci riporta alla memoria la tradizione alimentare sociale, etnica della nostra isola.

Una serie di oggetti, utensili di terracotta asseminese, per offrirlo, ci permettono di assimilare l’ambiente mediterraneo, dimostrando ancora una volta che l’alimentazione più che un mero atto diretto al soddisfacimento di un bisogno fisiologico, è un fatto di cultura nel senso totalizzante, antropologico del termine. “Rivalutare la lentezza”, suggerisce Francesco, come valore fondamentale per condurre un’esistenza migliore, è la chiave per entrare in sintonia con lo Spazio P, in cui lentamente gli individui possono incontrarsi, stare insieme e confrontarsi. Niente fronzoli, ma semplicità e modestia caratterizzano la convivialità, la stessa che si potrebbe trovare a casa di un amico: “avrete piatti normalissimi, riempiti come si riempiono a casa e che assomiglieranno più spesso ad una pastasciutta e meno ad un giardino zen, se sono degli spaghetti, senza ghirigori, senza sgommate di aceto balsamico o fiori di carota e guarnizioni varie”.

Buon gusto, arte, cibo e ospitalità sono le armi vincenti dello spazio P, in cui si viene avvolti, come un abbraccio familiare, in un’atmosfera calda ed accogliente che invoglia a restare a lungo. Un senso etico e politico del cibo unito all’arte pervade il mio desiderio di permanenza in questo luogo sconosciuto, restituendomi un sano principio di realtà fra le nebbiose proposte offerte dalla “movida” cagliaritana.

Il cibo riacquista un valore sociale esprimendo la capacità di comunicare qualcosa che non comparirà mai nella lista dei suoi ingredienti: elementi di affettività e di relazione umana in cui il sardo a tavola ritrova, pur nella semplicità degli atteggiamenti, quel carattere austero d’integrità e di umanità, quell’aspetto che lo scrittore inglese D.H Lawrence riuscì ad osservare nei gesti misurati di una gente capace di meravigliare e di commuovere gli estranei, anche nella quotidiana pratica del nutrimento.
Se anche voi avete scelto di fare un po’ i “pirati” nella vita e di percorrere strade non convenzionali potete esser certi che lo Spazio P è un posto che fa per voi!

A tu per tu con Francesco Scanu

Quando nasce lo Spazio P?
Lo Spazio P nasce diversi anni fa, prima in vico Barcellona e poi si sposta in via Napoli dov’è ubicato tuttora. Nasce dall’idea del mio amico e socio Paolo Gras, grande appassionato di arte contemporanea. La sua idea era quella di creare anche a Cagliari uno spazio dove chiunque potesse avvicinarsi all’arte senza esserne inibito e non sentirsi all’altezza, come purtroppo, erroneamente, nella nostra bellissima città dalle dinamiche ancora un po’ troppo provinciali per alcune cose, spesso succedeva (e succede…). Così lui fonda la galleria, con l’obiettivo di renderla fruibile a chiunque, compresi coloro che non vestono in giacca&cravatta o pelliccia per intenderci, e aprirsi a tutti i nuovi potenziali artisti che avrebbero avuto il piacere di proporsi.

Spazio P

Spazio P

Due anni fa, dopo averci pensato a lungo, decidiamo di mettere in piedi “il nuovo spazio p”, ossia di affiancare alla passione di Paolo per l’arte anche le mie passioni per la letteratura, il teatro, la musica e l’enogastronomia. Così nasce l’idea di provare a creare una galleria d’arte atipica, che possa essere al contempo una sala espositiva e un piccolo centro culturale, dove, in un’atmosfera più che familiare quasi “casalinga”, si possa passare del tempo a bere e mangiare per sperimentare e progettare contaminazioni tra le diverse arti, ma anche solo per riscoprire e ridare il giusto valore al Tempo, alla convivialità ed allo stare insieme di persona, remando controcorrente rispetto a ciò che i nuovi mezzi di comunicazione spingono a fare… (Ne io, ne Paolo, ne lo Spazio P abbiamo facebook… e non c’interessa averlo! Piuttosto che stare a chattare preferiamo ancora incontrarci di persona e dare spazio a quella meravigliosa cosa che è la comunicazione corporea e non verbale).
Così allo Spazio P negli ultimi due anni si sono viste soprattutto mostre ma anche concerti in acustico, piccoli spettacoli di teatro di ricerca, reading, poetry slam, ecc.
E oggi, rimboccandoci le maniche sempre di più (e con tanta fatica!), procediamo in questo percorso, con l’idea di offrire a questa città e al quartiere Marina che da anni amiamo e frequentiamo, un luogo che possa essere punto d’incontro e di scambio, crocevia di idee e magari di qualche nuovo progetto.

Il nome Spazio P sta ad indicare quale significato?
Lo Spazio P deve il suo nome a noi di Chourmo che, durante l’organizzazione delle prime edizioni del Marina Cafè Noir, quando la galleria era ancora ubicata in vico Barcellona e non aveva nome, segnavamo nelle nostre mappe organizzative gli eventi da svolgere lì indicando il posto come “Spazio P” = lo “spazio” di Paolo (che lui gentilmente sempre ci metteva a disposizione).

Come nasce l’idea di unire l’arte al cibo?
Sull’idea di unire l’arte al cibo credo di averti in parte già risposto, e per approfondire un po’ potremo farci una chiacchierata un giorno magari di fronte ad un buon bicchiere che è lo sfondo giusto, dato che le cose da dire sono tante… E’ una mia fissa da diversi anni: la mia passione per la buona cucina e il bere di qualità si fonde perfettamente con l’arte, anzi, direi che l’arte è il suo humus naturale: dai libri, al cinema, al teatro ai quadri… Tutto ci parla di cibo… e Pellegrino Artusi ci regalò la sua saggezza lasciandoci in eredità il manuale di cucina più venduto al mondo che ha come titolo: “La scienza in cucina e l’ARTE del mangiar bene”… Da anni anche durante il Marina Cafè Noir, facciamo delle performance di teatro-cucina per la fiesta final perché hanno il potere di coinvolgere e unire come nient’altro al mondo, secondo me.

Quali progetti intendete portare avanti?
Progetti ne abbiamo tantissimi: mostre programmate sino al 2013, tra cui quelle di alcuni dei più interessanti artisti spagnoli contemporanei; il numero 2 del nostro “Libro d’Artista”, piccolo progetto di editoria artistica; la banca del tempo “Spazio T”; il “Pagas Tue”; la “Domenica 33/45” che hai conosciuto di persona, e tanti, tanti altri davvero.

In quale modo gli artisti possono mettersi in contatto con voi?
Gli artisti che vogliono mettersi in contatto con noi possono passare a trovarci muniti di un cd rom con la loro proposta, cd da poterci lasciare con allegati i loro dati. Questo ci permette di visionare, ogni mese, in un unico giorno, tutte le proposte pervenuteci e scegliere quelle che, ritenute adatte alla nostra galleria, decideremo di approfondire.

 

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