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Mediterranea | November 16, 2018

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Ritorna il festival di poesia "Cabudanne de sos poetas" - Mediterranea

Ritorna il festival di poesia “Cabudanne de sos poetas”
Redazione

Dal 3 al 7 settembre 2014 a Seneghe tanti gli appuntamenti tra poesia, letteratura, musica, colori, sapori, tradizioni. Quest’anno ottiene il patrocinio dell’Unesco e festeggia la decima edizione

Dal 3 al 7 settembre ritorna a Seneghe (Provincia di Oristano) il “Cabudanne de sos poetas” (Settembre dei poeti) chequestanno festeggia la decima edizione con una bella notizia: l’ottenimento del patrocinio dell’Unesco, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura. Un grande riconoscimento che si aggiunge al premio 2009 del Ministero per i Beni e le Attività Culturali come “Migliore progetto italiano per la diffusione della poesia”.

Tanti gli appuntamenti che si succederanno nelle cinque giornate dell’incantevole borgo del Montiferru tra poesia, letteratura, musica, fotografia, colori, sapori, tradizioni, nei luoghi del paese deputati da sempre agli incontri, alla vita sociale, allo scambio con i poeti e all’ascolto, come Partza de sos ballosS’arruga de Putzu arruPiazzetta Su Lare, o il vecchio frantoio Sa Prenza de Murone.

La direzione artistica 2014

Come è noto, dallo scorso anno l’organizzazione ha deciso di affidare la direzione artistica ogni anno a un poeta diverso. Dopo Franco Loi, il testimone del coordinamento del programma artistico di questa edizione è stato affidato ad una delle più grandi poetesse, attrici e drammaturghe italiane, Mariangela Gualtieri. Con Cesare Ronconi è l’anima delle più importanti esperienze del teatro di ricerca degli ultimi decenni, il Teatro Valdoca, oltre ad aver pubblicato diverse raccolte di poesie. <<C’è in questo Festival un’idea di cultura che ha al centro la crescita e la fecondità di una comunità, e che ancora crede nella forza della parola e nella luce che la parola poetica è capace di portare>>.

ANTEPRIME DEL FESTIVAL

Cabudanne de sos poetas non è solo Seneghe. L’idea di estendere l’esperienza del festival, la cultura della poesia, anche nei paesi vicini, e intorno a Oristano, è sempre nel cuore degli organizzatori. Fondamentale quindi, in attesa delle quattro giornate del Settembre dei poeti, portare gli autori della poesia contemporanea nelle biblioteche, rendere vitali i luoghi vicini con la cultura, attraverso letture, presentazioni di libri, dialoghi, confronti, attività dedicate ai bambini e ai ragazzi, con il coinvolgimento del Sistema Bibliotecario del Montiferru e l’Unione dei Comuni. Tra anteprime e degustazioni si promuove la poesia nei paesi di NarboliaMilisBonarcado e Oristano, e si valorizza il territorio.

Parte così “Dieci anni di poesia nel Montiferru” in collaborazione con l’associazione culturale Tocoele: un calendario di appuntamenti dal 25 al 28 luglio sempre alle 21,00.

Il 25 luglio nella chiesa di San Pietro a Narbolia, ci sarà l’incontro tra la giovane poetessa Azzurra D’Agostino, una delle più promettenti autrici in versi della sua generazione e Anna Maria Capraro, nota specialista di letteratura contemporanea, dell’Associazione pARTIcORali; il 26 luglio invece a Milis, nel piazzale della chiesa di San Paolo la poetessa Elisa Biagini dialogherà con Silvana Cintorino. Il 27 luglio, a Bonarcado, nel piazzale della chiesa di Santa Maria di Bonacatu, Anna Cristina Serra dialoga con Mario Cubeddu: introduce gli incontri la musica di Threes of mint.

Oristano, sempre alle 21,00, in collaborazione con il Centro per i Servizi Culturali UNLA e l’Associazione culturale pARTIcORali, il Cabudanne de sos poetas presenta gli “Appuntamenti de Il Giardino del Centro” presso il Centro dei Servizi Culturali UNLA di via Carpaccio a  Oristano.  Il 25 luglio Elisa Bagini dialoga con Silvana Cintorino; il 28 luglio Azzurra D’Agostino si confronterà con Anna Maria Capraro.

La festa della campagna

La prima giornata inaugurale del 3 settembre si aprirà alle 17,30 nella Località Su Lare, con “La festa della campagna“, organizzata da Cabudanne de sos poetas, la Coldiretti di Oristano, il Gruppo Pastori di Seneghe associato alla CAO, la Cooperativa Allevatori Ovini, L’Oleificio Sociale Cooperativo, il Consorzio del Bue Rosso. Una festa celebrativa della campagna all’insegna della poesia, della musica e della convivialità, tra degustazioni dei prodotti tipici del territorio e le aziende che li producono. Ma anche un momento di confronto sui problemi dell’agricoltura sarda, intervallato da letture e canti.

<<Io da dieci anni vado a questo festival di poesia. E ci vado volentieri, è l’unico festival a cui io partecipo, con il piacere di incontrare la gente. Perchè quando si va nei festival non c’è mai la gente. Invece a Seneghe ci sono tanti giovani, e poi ci sono i pastori, i contadini, c’è la gente del paese>>, racconta Franco Loi che insieme a Mariangela Gualtieri scandirà alle 20,00 il tempo della festa con le letture di poesie. Alle 22,00 il ritmo della danza sarà affidato ai Cuntrattos seneghesi e agli interventi musicali dei Bevano Est, cinque strumentisti romagnoli che dal ’91 esplorano e reinventano la musica popolare della loro terra tra jazz, world music e sonorità mediterranee. La festa del paese, dei lavoratori, degli abitanti, dei visitatori: nessuno è straniero a Seneghe, si diventa subito parte della comunità. Tutti partecipano, si affacciano nei balconi, ascoltano le sfide dei poeti cantadores, ballano sulle musiche tradizionali, o si ritirano nel profondo silenzio dell’anima. 

La non-scuola a cura di Roberto Magnani del Teatro delle Albe di Ravenna

Anche quest’anno ci sarà il coinvolgimento dei ragazzi di Seneghe che apriranno il festival con l’esito del laboratorio teatrale della non-scuola di Roberto Magnani del Teatro delle Albe di Ravenna: <<Un momento molto alto, di partecipazione commossa e divertita da parte del paese che vede i propri adolescenti in scena e allo stesso tempo consegna loro chiavi segrete per il futuro del festival>>, spiega Mariangela Gualtieri. La rassegna seneghese opera da tanti anni in sinergia con il Teatro delle Albe di Ravenna – una delle più importanti compagnie del panorama teatrale italiano e internazionale, nonchè teatro stabile di innovazione – e in particolare con uno dei suoi attori, Roberto Magnani (interprete di tante creazioni teatrali e cinematografiche, tra le quali il film “La destinazione” di Piero Sanna). Dal 2008 infatti l’attore romagnolo conduce un laboratorio teatrale chiamato non-scuola, un laboratorio dedicato ai giovani con lo scopo di avvicinarli alla poesia attraverso il linguaggio teatrale, la cui pratica teatral-pedagogica si fonda sul gioco del teatro e sulla forza incendiaria e anarchica dell’adolescente. L’unico dogma della non-scuola: ciò che deve emergere dal lavoro scenico, attraverso lo studio dei grandi autori, è la vita degli adolescenti.

Subito dopo sempre i ragazzi del paese porteranno l’esito del laboratorio di musica “PROVA D’ORCHESTRA: laboratorio e concerto per orchestra di suoni e note” che si terrà dal 25 agosto al 4 settembre 2014 nella Scuola Elementare di Seneghe, a cura di Francesca Amati e Glauco Salvo: insieme sono i Comaneci, straordinario duo folk-blues di Ravenna, tra i più interessanti della scena musicale italiana, arricchito da diverse anime musicali.

Nella Biblioteca comunale di Seneghe ci saranno anche le iniziative dedicate ai bambini e ai ragazzi, curate da Luisa Madau, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario del Montiferru e l’Unione dei Comuni: Parola per parola, laboratorio di poesia curato da Vittoria Negro; Laboratorio sull’astronomia con Jens Jensen Bilgrav; Spazio permanente di libri e letture in Biblioteca.

Gli ospiti

Per festeggiare il decimo compleanno della manifestazione letteraria tra le più importanti in Sardegna, nel cuore del Montiferru, dalla metà mattina sino alle 24 ci saranno tanti  ospiti, con incontri, reading, musica, letture, cinema, teatro, balli, canti. La poesia sarda incontra anche quest’anno il mondo, e dialoga con le tante forme d’arte. Poesie lente che aiutano a guardare e a cambiare, a stupirci, e a guardarci dentro. Anche quest’anno si potranno ascoltare i versi profondi del poeta Franco Loi, respiro vitale e punto di riferimento irrinunciabile per gli organizzatori e gli abitanti del paese.

Tra i più apprezzati poeti italiani, scrittore e saggista nato a Genova, di padre sardo e madre emiliana, milanese d’adozione, da nove edizioni è ospite fisso e consigliere del comitato organizzativo del festival sardo di poesia e dell’associazione culturale “Perda Sonadora”. Dal 2010 è cittadino onorario di Seneghe e nel 2013 ha collaborato alla direzione artistica; ci sarà anche Antonella Anedda, poetessa, saggista, autrice prolifica dal 1992 e docente, con la sua lingua alta e radiosa; Pierluigi Cappello, una delle voci più intense della poesia italiana e autore di numerosi libri di poesia, Premio Terzani 2014 con la sua prima opera narrativa edita da Rizzoli “Questa libertà”. L’autore friulano sarà presente a Seneghe in un dialogo distanza, in collegamento via Skype. Dedicata a lui inoltre, anche la proiezione del documentario appena uscito Parole povere” di Francesca Archibugi(Tucker Film – Italia 2013) con le musiche originali di Battista Lena. Franco Arminio, poeta paesologo, con musica dal vivo e con i suoi temi che ben si adattano a Seneghe e ai paesi del mondo.

Per la nuova letteratura italiana di matrice sarda invece ci sarà Marcello Fois accompagnato da Gavino Murgia, musicista tra i più attivi ricercatori tra improvvisazione e  musica di confine tradizionale sarda. Da Rovigo Marco Munaro, un grande poeta veneto così come Francesco Balsamo, da Catania, poeta e artista versatile la cui creatività incontra molte passioni: disegno, pittura, scrittura in versi: entrambi poeti che hanno da sempre avuto cura di altri poeti, con piccole raffinate case editrici. Non poteva mancare qualche giovanissimo, come Nicola D’Altri e Roberta Sireno, entrambi con un lavoro accurato sull’oralità della poesia.

Ci saranno anche due poeti stranieri: James McKendrick inglese, vissuto quattro anni a Salerno come insegnante di lingua e letteratura all’università: oltre alle sue poesie con la sua attività di traduttore ha fatto un’opera di divulgazione in Gran Bretagna della poesia italiana classica e contemporanea; e dalla Francia Martin Rueff, poeta, traduttore e filosofo: Mariangela Gualtieri ha privilegiato due poeti che amano l’Italia e che parlano bene l’italiano, oltre ad essere pubblicati in Italia.

Poi Emanuele Trevi, scrittore e critico letterario romano, in nome di un’idea di pensiero critico molto vicino alla poetessa che ha curato il coordinamento del cartellone artistico. L’attore, regista e cantante Danio Manfredini, un punto di riferimentodel teatro contemporaneo italiano, con una serata di versi recitati e di canto, con musicisti dal vivo: <<Un’irruzione di quel teatro di poesia a cui tanto sono legata>>, racconta  la Gualtieri. <<Insomma, quella gran luce di parole che porterà la poesia, si sommerà alla grande e portentosa luce del paesaggio e della gente sarda, insieme a gente che verrà come sempre dal continente, e sarà una festa nutriente sotto ogni aspetto e come sempre, spero, memorabile>>. 

Le letture della buona notte

E ancora le serate tarde, nelle piazze e sotto le antiche querce con i consueti racconti della buona notte tra le note dei musicisti e scrittori Emidio Clementi (Massimo Volume; El Muniria) e Corrado Nuccini (Giardini di Mirò e Vessel): entrambi si muovono nella scena indipendente rock italiana da anni e condividono la passione per la parola scritta e il progetto “La Ragione delle Mani”. Una raccolta di recenti racconti di Clementi sotto forma di reading con l’accompagnamento musicale di Nuccini; Giovanni Succi, dopo l’esperienza Bachi da Pietra, riparte quest’anno con il suo progetto da solista; per le letture della mezzanotte anche John Vignola, esperto di musica e autore di libri sulla storia del rock,  e voce molto conosciuta di Radio2: Twilight, Ritratti. 

Gli incontri: racconti, musica e dibattiti

Al Cabudanne de sos poetas si lanciano nuove idee, si discute di tradizioni, di poesia sarda, di musica popolare: chiacchiere autentiche che “mettono in contatto le persone” nei bar, nelle piccole vie e nelle piazze. Pino Martini Obinu, tra i più apprezzati musicisti italiani (Stormy Six, Salis’n Salis, Tancaruja) parlerà delle “Stagioni di un musicista”;  Anna Cristina Serra, una delle figure di maggior rilievo nel campo della poesia in lingua sarda incontra Antonello Bazzu, poeta bilingue (sassarese e logudorese) che con il suo peregrinare nella lingua sarda ha ottenuto numerosi riconoscimenti nei principali concorsi di poesia in Sardegna, tra gli ultimi il Premio Ozieri; Dante Olianas, studioso e d etnomusicologo racconterà le launeddas e delle particolari varietà di canna per fabbricarle, della grande tradizione di questo strumento unico al mondo, e dei grandi maestri come Antoni Lara e Aurelio Porcu di Villaputzu, Dionigi Burranca di Samatzai, Luigi Lai di San Vito, erede dei suonatori della scuola del Sarrabus, conosciuto in tutto il mondo;

ci sarà anche Piero Marras, tra i più apprezzati cantautori italiani. Il cantautore nuorese canta, suona, parla, racconta, nell’interessante incontro con l’antropologo, giornalista e scrittore Bachisio Bandinu: un bel dialogo a due sulla cultura tradizionale della Sardegna, sull’identità, sulla musica popolare, e sul suo ultimo album di inediti “Ali di stracci” che vede i testi di Salvatore Niffoi, realizzato a vent’anni di distanza dal precedente “Tumbu”; e ancora in occasione dell’anno dantesco, nel 2015, in cui si celebrerà il 750° della nascita del Sommo Poeta, si parlerà delle iniziative che si presenteranno l’anno prossimo in collaborazione tra il Comune di Ravenna, il Comune di Seneghe e Perda Sonadora. Seguirà “Il Dante della vita”: letture di testi preferiti da parte degli ospiti. 

PRESENTAZIONE DELL’ANTOLOGIADieci anni di poesia a Seneghe

Dopo varie pubblicazioni, ultima delle quali il volume “A Seneghe”, con foto di Guido Guidi e testi di Mariangela Gualtieri, Perda Sonadora Imprentas pubblicherà per la decima edizione del festival il volume “Dieci anni di poesia a Seneghe”, curato da Mario Cubeddu e Myriam Mereu. Raccoglie un testo di ciascuno dei 70 poeti che sono stati ospiti a Seneghe in questi dieci anni.

Concerto di chiusura con i suonatori di launeddas Nodas Antigas e i Tenores di Seneghe

A chiudere il festival, oltre a un evento in via di definizione, ci sarà per la prima volta, un concerto happening di launeddas, il noto e potente strumento a canne che i pastori suonavano e che ora più di 400 giovani hanno ripreso a studiare in tutta la Sardegna. Si assisterà all’arrivo in piazza di tre gruppi di suonatori di launeddas, venti in tutto: la Scuola del Sinis del maestro Stefano Pinna; “Nodas Antigas” di San Gavino; e un gruppo di cinque suonatori coordinati da Andrea Loche. Una grande festa di chiusura con un concerto a ballo per suonatori di launeddas e il canto a ballo dei “Tenores di Seneghe“.

Celebrare “Sa Festa”, il Settembre dei poeti. <<Qualche tempo fa abbiamo pensato a uno slogan per i nostri laboratori dedicati ai giovani del paese: “Qui non succede mai nulla”. La nostra realtà è sotto questa minaccia di pensare di non valere nulla, in particolare riguarda gli adolescenti e la Sardegna – racconta Mario Cubeddu, presidente di Perda Sonadora, l’associazione che da dieci anni firma l’organizzazione del festival di Seneghe – ll festival è nato con il titolo “La poesia sarda incontra il mondo”. La poesia sarda è poco nota ma importantissima per i sardi.  C’è un legame profondo con la nostra lingua, una scommessa che forse non è stata ancora persa>>. Celebrare quindi il paese, la comunità, le tradizioni, incontrare il mondo. Seneghe da nove anni coinvolge nelle sue antiche vie non solo gli abitanti, ma anche migliaia di visitatori. Un festival che non si può raccontare solo con le parole: bisogna viverlo, scoprirlo.

Cabudanne de sos poetas: non solo poesia ma anche indotto turistico

Poesia dell’anima, del gusto, della terra, dell’eleganza e della semplicità. Seneghe esporta non solo i versi dei poeti, ma anche i sapori, le produzioni, lo spirito della manifestazione e l’accoglienza del paese. Un “Settembre dei poeti” che porta nell’isola un significativo indotto turistico e che offre ai visitatori il meglio dell’ospitalità nelle case del paese, perchè i turisti scoprano la cultura degli abitanti vivendo con loro o nelle abitazioni del circondario. Tra una degustazione e un verso si rivelano le tradizioni più genuine: nei bar o nei frantoi antichi, si scoprono un concerto, una gara poetica o un pranzo tipico della cucina sarda all’aria aperta. Ogni edizione lascia infatti un bilancio più che positivo: le piazze sempre gremite da un pubblico attento e partecipe. Oltre cinquemila le presenze all’anno che registrano nelle case, nei B&B, nei ristoranti e nelle pizzerie, il tutto esaurito. Anche quest’anno ci sarà l’ospitalità diffusa nelle case del paese, la vendita dei prodotti locali come l’olio di oliva, il miele, il casizzolu, la carne del bue rosso. Una bolla di ossigeno e di benefici per la comunità seneghese e per l’isola.

I vini sardi: degustazioni con alcuni produttori di Baunei, Nurri e Putzu Idu

“Cabudanne de sos poetas” accompagnerà i visitatori anche tra i paesi vicini alla scoperta del territorio del Montiferru e di alcuni ottimi vini prodotti da alcune aziende del circondario: dal 5 al 7 settembre ogni sera è previsto un incontro con unazienda locale che offrirà degustazioni dei loro vini tipici. Un percorso tra degustazioni, sapori, profumi, dibattiti, storie.

Venerdì 5 a Baunei – “Barolo, andata e ritorno“: incontro – degustazione con Roberto Pusole, Azienda Agricola Pusole;  sabato 6 a Nurri, “Cooperare con la natura“: incontro – degustazione con Gianfranco Manca, Azienda Agricola PaneVino; domenica 7 a Putzu Idu “Il vino fa (del) bene“: incontro – degustazione con Mattia Piludu, Compagnia delle Figlie del Sacro Cuore Evaristiane.

L‘”Alfabeto Seneghe“: il progetto di Leonardo Sonnoli per il Cabudanne

L’identità visiva della manifestazione di Seneghe è curata anche quest’anno dal grafico Leonardo Sonnoli, designer italiano tra i maggiori dell’età contemporanea a livello internazionale. <<L’idea è che un segno sta per un suono ma può essere cambiato, modellato a seconda del suono. Il legame tra la poesia sonora e la rappresentazione può essere declamato in modi diversi. Può essere uno spartito>>.

Sito ufficiale:

http://www.settembredeipoeti.it

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