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Mediterranea | December 16, 2018

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Ridere nel Mediterraneo - Mediterranea

Gianmarco Murru
Totò con un fiore

Il celebre Totò

Uno degli obiettivi di questa rivista è quello di diventare uno spazio di ben-essere e di riflessione. Tutto questo senza fretta, con la calma tipica della cultura mediterranea. La nostra ambizione è quella di fermare lo scorrere super veloce delle informazioni su internet e sedersi a leggere in tranquillità. Un posto dove si stia bene, e faccia piacere passare un’ora del proprio prezioso tempo.
La società in cui viviamo è superveloce, ed è avvelenata dalla concorrenza. Ogni momento è determinato al superamento sull’altro, ogni progetto deve reggere la concorrenza, senza pensare se il progetto è valido di per sé, o solo in vista della competizione. Mediterranea nasce senza questo problema di fondo, nasce dall’esigenza di creare uno spazio di dialogo e discussione su temi che riguardano tutti, visti attraverso l’occhio mediterraneo.
Lo spazio di tranquillità ci permette anche di rilassarci e ridere. Si ride meglio quando si allontanano i problemi quotidiani, la fatica, gli impegni, le scadenze, la disoccupazione.
Anzi i problemi si affrontano meglio dopo la sensazione di benessere che ci dà la risata, certo i problemi restano ma ridere è importante, molto importante.

Ridere è una cosa seria, da molti punti di vista. Si ride psicologicamente, filosoficamente, artisticamente, naturalmente.

La risata è un modo di sentirsi vivi, “Ridere non è solamente una reazione fisica ad una situazione comica, può anche manifestarsi come un meccanismo difensivo, un modo di prendere distanza da eventi sfortunati, addirittura tragici, di sdrammatizzare”. Marcel Pagnol. Questo concetto viene descritto molto bene da Anais Maes.
Ridere è una questione filosofica, a cominciare da Platone e Aristotele per poi arrivare a Bergson. “Perché si ride? Cosa suscita il riso? Nel corso della storia sono state date valutazioni differenti sul valore della risata…” Carmen Billotta ci descrive magistralmente la genesi e la radice concettuale della risata.
Ma la risata è uguale dappertutto? Ridiamo delle stesse cose a Londra e a Beirut, a Roma o Istanbul?
Ci sono differenze culturali che influenzano il nostro modo di ridere? Pare proprio di no. Direi che lo humour inglese non è esattamente quello mediterraneo. Come ci spiega Cristina Giudice, gli arabi ridono continuamente, ce li immaginiamo tutti seri dietro le barbe istituzionali. Invece gli piace moltissimo divertirsi e ridere di se stessi! Troverete un quadro perfetto della situazione nel bel pezzo di Meriem Dhouib, Cosa fa ridere gli arabi oggi? , non perdetevi le barzellette alla fine!

Nella sponda sud del Mediterraneo ci sono anche le barzellette, ci sono i cabaret, i programmi comici in tv, i comici strapagati, le vignette satiriche, gli articoli sui quotidiani, che oggi si spostano sul web, come ci illustra nel pezzo “Dalle colonne de Al-ahram al web: la vita attraverso gli occhi di Anis Mansour” Laura Vargiu.

C’è un’economia della risata. Un business miliardario che fa guadagnare parecchio agli autori, attori, ma soprattutto agli editori. Questo fenomeno di massa è recente, ma più antico è il sistema dello spot pubblicitario legato alla battuta o alla recita divertente, ci spiga tutto ottimamente come sempre Paolo Sigura.

Possiamo affermare senza ombra di dubbio che il meccanismo della commedia nasce in Grecia, come si evince dall’articolo di Sotera Fornaro, un’esperta di cose greche e una nuova penna di mediterranea a cui diamo un benvenuto di cuore. E siamo molto felici di accogliere nella famiglia della redazione anche Anna Felicia Nardandrea, una bravissima redattrice che ci ha parlato di un testo fondamentale per capire il teatro comico arabo nel XIII secolo.

La commedia poi si tramanda nella cultura romana antica ad opera soprattutto di Catullo, che prende in giro il potere dell’epoca e gli usi ellenici molto eleganti e raffinati a dispetto della Roma caciara. Da Roma antica possiamo fare un salto fino a Totò per godere della commedia napoletana con il bellissimo pezzo Carla Giannini. In fondo si tratta sempre di satira, di mettere a nudo il Re di turno, o i peccati e i vizi della società, di ogni tempo. La tecnica di Totò è un classico, certo, ma nel suo caso non è solo il metodo è una capacità innata a provocare il riso. Ridere, appunto, è una cosa seria. Totò fuori scena era serissimo, nobile e per niente misero. La comicità italiana ha riempito scaffali di libri e film, abbiamo forse il patrimonio comico più grande al mondo. L’Italia riesce a ridere sempre, per vivere meglio certo, per affrontare con coraggio la vita, ma anche perché siamo fondamentalmente un popolo che si diverte, che fa divertire e che ama la festa.

Ridere attraverso la musica demenziale di Elio e le storie tese, eredi naturali degli skiantos e di tanti altri gruppi. Elio però modernizza e da un sapore nuovo alla musica e ai testi, il rock demenziale diventa popo demenziale che fa ridere ma anche cantare in compagnia, ridere con gli amici e cosa c’è di più mediterraneo…

Siamo meno lusingati da questo primato quando la risata appartiene a persone che gioiscono di una tragedia naturale come un terremoto. Quelle sono risate amare, disgraziate, senza senso.

Ridere invece è una bella esperienza, per chi non l’avesse mai provata gli consigliamo la lettura di questo numero di mediterranea!

La novità di questo numero è un concorso fotografico per “Il sorriso più bello del Mediterraneo” l’iniziativa ha avuto successo e potete vedere da voi i sorrisi nella sezione Photogallery.

Diamo anche il benvenuto a Sabina Murru e la sua bellissima galleria di sorrisi.

Buona lettura

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