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Mediterranea | November 20, 2018

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Ricerche entomologiche nella Grotta “Sa Cava Romana” a Nuxis (Sulcis, Sardegna sud-occidentale)

Ricerche entomologiche nella Grotta “Sa Cava Romana” a Nuxis  (Sulcis, Sardegna sud-occidentale)
Redazione Naturalistica

Cillo, A. Spiga, C. Ancona, D. Scaravelli, F. Fois, E. Bazzato

RIASSUNTO
in questo contributo vengono forniti nuovi dati sulla entomofauna presente nella cavità “Sa Cava Romana” nel Sulcis (Sardegna sud-occidentale), ubicata nel comune di Nuxis. Sono stati trovati 18 taxa: 1 Acarina, 1 Pseudoscorpionida, 1 Diptera, 1 Hemiptera, 1 Orthoptera, 10 Coleoptera di 8 famiglie. Sono inoltre espresse considerazioni sul ruolo di uccelli e chirotteri e sulla struttura della cavità nel sostenere questa diversificata comunità.

ABSTRACT
Researches were conducted on the fauna present in the cave “Sa Cava Romana”, n.601 of Sardinia cadaster, in the Sulcis area (South Western Sardinia), close to Nuxis. 18 taxa were found: 1 Acarina, 1 Pseudoscorpionida, 1 Diptera, 1 Hemiptera, 1 Orthoptera, 10 Coleoptera of 8 families. Correlation with structure of the cave and presence of birds and bats is also described.

Parole chiave: Biospeleologia, entomofauna cavernicola, Sulcis, Sardegna

Key words: Biospeleology, cave fauna, Sulcis, Sardinia

INTRODUZIONE
La fauna cavernicola del Sulcis è stata oggetto di ricerca nel secolo scorso da parte di vari studiosi tra cui S. Patrizi nel 1952 e S. Puddu nel periodo 1967-1987, come riassunto in Grafitti (2002). Più recentemente la fauna di questo territorio è stata oggetto di altri contributi (Grafitti & Merella, 2008; Cillo et al., 2018). Vista la notevole complessità ambientale, l’entomofauna di quest’area della Sardegna appare oggi ancora poco conosciuta e moltissime risultano essere le grotte e le aree carsiche da indagare sotto l’aspetto biospeleologico.
Gli autori quindi hanno compiuto ricerche faunistiche per 4 anni esplorando la grotta “Sa Cava Romana”, n. catasto 601. La cavità è situata nel comune di Nuxis, cuore del Sulcis, nella Sardegna sud-occidentale.

Fig. 1 – Grotta “Sa Cava Romana”, Planimetria. In rosso, i punti di collocazione delle trappole. Fig. 1 – Grotta “Sa Cava Romana”, Planimetria. In rosso, i punti di collocazione dFig. 1 – Grotta “Sa Cava Romana”, Planimetria. In rosso, i punti di collocazione delle trappole. elle trappole.

MATERIALI E METODI
L’indagine, finalizzata alla ricerca di specie di insetti ed altri artropodi ipogei, è stata svolta dal 2014 al 2018. La grotta è situata nella Provincia del Sud Sardegna (ex Provincia di Carbonia-Iglesias), in località Stazzu de Tattinu, nel comune di Nuxis. Si è proceduto alla sistemazione di trappole a caduta (pitfall traps) nei vari ambienti della cavità (Fig. 1), che sono poi state ritirate ad intervalli di tempo variabile, da sei mesi a un anno (dal 2014 al 2016).

In base alle condizioni meteorologiche e soprattutto alle precipitazioni, nei periodi più piovosi dell’anno, l’accesso a uno degli ingressi della grotta, scelto per la sistemazione delle trappole, è stato reso impossibile a causa di temporanei allagamenti. Si è inoltre utilizzata la tecnica del prelievo e lavaggio del terreno, nonché le più usuali ricerche e catture a vista. Tutti i campioni prelevati sono stati conservati in etanolo al 70% (Fig. 2) e in alcuni casi preparati a secco e conservati nelle collezioni degli autori. Per la realizzazione di questo contributo sono stati consultati tra gli altri, i seguenti lavori: Ballerio et al., 2010; Bartolo & Fadda, 1998; Jeannel, & Jarrige, 1949; Casale, 1988; Casale et al., 2000; Casale et al., 2009; Cillo et al., 2016; Cillo et al., 2018; Giachino, 1990; Fancello, 2016; Giachino & Vailati, 1993; Giachino & Vailati, 2010; Grafitti,1999; Grafitti, 2002; Grafitti & Merella, 2008; Schülke, 1998; Scriba, 1870; Vigna Taglianti et al., 1992; Vigna Taglianti et al., 1999; Zoia, 1990; Zoia & Latella, 2006.

Fig. 2 – Bathysciola damryi (Abeille, 1881). Esemplari conservati in etanolo al 70%. (Foto A. Spiga)

Descrizione della grotta “Sa Cava Romana”
La cavità, numero 601 di catasto speleologico della Regione Sardegna, si apre in territorio di Nuxis. Il nome attribuitogli le deriva dal fatto che tempo fa un’impresa Laziale vi aveva effettuato lavori di asportazione di roccia alabastrina. La grotta si apre nel calcare cambrico ed è stata esplorata da diversi gruppi speleo con il rilievo pubblicato dello Speleo Club Nuxis. Due dei dieci ingressi della grotta si aprono di fronte a delle abitazioni, alla base di una collinetta, in un punto ricoperto di cespugli di rovo e lentischio tra i quali si trovano pochi alberi di olivastro. Se si entra dall’ingresso occidentale, il secondo, ci si trova in una vasta sala (10m x 20m) nella quale sono evidenti i lavori di scavo effettuati in passato; dopo aver superato una bassa lama rocciosa si prosegue diritti in un ambiente contrassegnato da vari sprofondamenti del fondo oltre i quali si trovano alcuni cunicoli, in parte sovrapposti, che non presentano grande sviluppo. Se invece ci si dirige verso sinistra, si percorre un tortuoso meandro che, dopo la risalita su un piano inclinato e una strettoia, sbuca in una vasta galleria. Da qui, procedendo ancora verso sinistra, si raggiunge il primo ingresso, mentre se si svolta sulla destra, si arriva in una grande sala dalla quale partono varie diramazioni (Fig. 3).

Verso Nord si trovano due gallerie ormai fossili, che terminano, dopo una ventina di metri di salita piuttosto ripida, sovrapponendosi. Una terza galleria tuttora attiva si dirige verso Est e presenta un notevole stillicidio; è assai concrezionata, ha sviluppo meandriforme ed è caratterizzata da una serie di strettoie oltre le quali si dipartono due diramazioni principali lunghe una cinquantina di metri ciascuna, e almeno tre secondarie, tutte con caratteristiche simili e con notevoli processi litogenetici in atto. La terza diramazione rivolta a Sud, presenta condotte forzate parallele e tra loro intercomunicanti, oltre a brevi rami laterali. Dopo una ventina di metri si entra in una stanza quasi circolare, del diametro di 10 metri, con il pavimento ricoperto da blocchi rocciosi franati dalla volta a causa dei lavori della cava. Risalendo un piano inclinato si giunge in una sala di medie dimensioni che è collegata a una seconda ben più grande (20m x 40m) (Fig. 4) e illuminata dalla luce esterna, che penetra dai vari ingressi visibili sulla volta e in una delle pareti. Lateralmente, a raggiera, si aprono sei diramazioni, una delle quali presenta dimensioni di tutto rispetto (Bartolo & Fadda, 1998).

Fig. 3 – Varie diramazioni della Grotta “Sa Cava Romana” scelte per la sistemazione delle pitfall trap. (Foto E. Bazzato)

Fig. 4 – Grande sala della Grotta “Sa Cava Romana”. (Foto A. Rattu

Materiale collezionato ed esaminato

Acronimi:
CDC = coll. D. Cillo, Cagliari. CAS = Coll. A. Spiga, Quartu S. Elena. CC = coll. A. Corso. CMA = coll. M. G. Atzori, Cagliari. CFF = coll. F. Fois, Cagliari. CAC = coll. A. Casale.

Insecta
(Coleoptera, Leiodidae, Cholevinae, Anemadini)

 Anemadus acicularis (Kraatz, 1852)
Specie troglofila.
SARDEGNA. Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 1 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione, Cillo D. & Spiga A. leg., 7.X.2014 – 5.II.2016, (CDC). Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 1 es., vagliando la terra nelle vicinanze dell’ingresso della grotta, Cillo D. leg., 29.I.2016, (CDC).

(Coleoptera, Leiodidae, Cholevinae, Leptodirini)

Bathysciola damryi (Abeille, 1881)
Specie troglofila, endogea.
SARDEGNA. Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 10 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione, Cillo D. & Spiga A. leg., 7.X.2014 – 5.II.2016, (CDC)(CAS)(CMA). Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 5 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione Cillo D. leg., 29.I.2016 (CDC)(CAS). Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 20 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione, Cillo D., Bazzato E. & Ancona C. leg., 10.I.2017 – 19.X.2017, (CDC).

(Coleoptera, Carabidae, Sphodrini)

Laemostenus (Actenipus) carinatus (Chaudoir,1859)
Specie troglofila, guanofila.
SARDEGNA. Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 7 es., In trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione, Cillo D. & Spiga A. leg., 7.X.2014 – 5.II. 2016, (CDC). Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 5 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione Cillo D. leg., 29.I.2016 (CDC)(CAS)(CAC). Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 20 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione, Cillo D., Bazzato E. & Ancona C. leg., 10.I.2017 – 19.X.2017, (CDC).

Laemostenus (Pristonychus) algerinus algerinus (Gory, 1833)
Specie troglofila, guanofila e sinatropa.
SARDEGNA. Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 11 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione, Cillo D. & Spiga A. leg., 7.X.2014 – 5.II.2016, (CDC). Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 3 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione Cillo D. leg., 29.I.2016 (CDC)(CAS). Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 15 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione, Cillo D., Bazzato E. & Ancona C. leg., 10.I.2017 – 19.X.2017, (CDC).

(Coleoptera, Carabidae, Carabinae)

Carabus (Macrothorax) morbillosus constantinus Kraatz, 1899
Specie troglossena, elicofaga.
SARDEGNA. Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 1 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione, Cillo D. & Spiga A. leg., 7.X.2014 – 5.II.2016, (CC). Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 3 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione Cillo D. leg., 29.I.2016 (CDC).

(Coleoptera, Carabidae, Pterostichinae, Pterostichini, Molopina)

Percus (Percus) strictus oberleitneri (Dejean, 1831)
Specie troglossena.
SARDEGNA. Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 1 es., a vista sotto rocce all’interno del grande salone sommitale, Cillo D. leg.,19.X.2017, (CDC).

(Coleoptera, Tenebrionidae, Pimeliinae, Akidini)

Akis trilineata barbara Solier, 1837
Specie troglofila, guanofila e sinatropa.
SARDEGNA. Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 2 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione, Cillo D. & Spiga A. leg., 7.X.2014 – 5.II.2016, (CDC).

(Coleoptera, Scarabaeoidea, Trogidae)
Trox cribrum Gené, 1836
Specie troglossena, cheratinofaga, necrofila.
SARDEGNA. Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 15 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione, Cillo D. & Spiga A. leg., 7.X.2014 – 5.II.2016 (CDC). Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 21 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione Cillo D. leg., 29.I.2016 (CDC). Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 2 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione, Cillo D., Bazzato E. & Ancona C. leg., 10.I.2017 – 19.X.2017, (CDC).

(Coleoptera, Staphylinidae, Tachyporini)

Sepedophilus cavicola (Scriba, 1870)
Specie troglofila.
SARDEGNA. Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 25 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione, Cillo D. & Spiga A. leg., 7.X.2014 – 5.II.2016, (CDC). Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 12 es., vagliando la terra nelle vicinanze dell’ingresso della grotta, Cillo D. leg., 29.I.2016 (CDC)(CAS).

Tachyporus spp.
Genere troglosseno.
SARDEGNA. Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 1 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione, Cillo D. & Spiga A. leg., 7.X.2014 – 5.II.2016, (CDC). Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 1 es., vagliando la terra nelle vicinanze dell’ingresso della grotta, Cillo D. leg., 29.I.2016 (CDC).

(Coleoptera, Cryptophagidae)

Cryptophagus spp.
Genere troglosseno.
SARDEGNA. Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 5 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione, Cillo D. & Spiga A. leg., 7.X.2014 – 5.II.2016, (CDC). Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 2 es., a vista su guano di Columbalivia nella zona illuminata della grande grotta sommitale, Cillo D. leg., 29.I.2016 (CDC)(CAS).

(Coleoptera, Ptinidae)

Ptinus spp.
Genere troglosseno.
SARDEGNA. Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 6 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione, Cillo D. & Spiga A. leg., 7.X.2014 – 5.II.2016, (CDC). Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 4 es., a vista su guano di Columbalivia nella zona illuminata della grande grotta sommitale, Cillo D. leg., 29.I.2016 (CDC)(CAS). Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 12 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione, Cillo D., Bazzato E. & Ancona C. leg., 10.I.2017 – 19.X.2017, (CDC).

(Coleoptera, Curculionidae)

Brachycerus undatus (Fabricius, 1798)
Specie troglossena.
SARDEGNA. Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 1 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione, Cillo D. & Spiga A. leg., 7.X.2014 – 5.II.2016, (CDC).

(Orthoptera, Grillidae)
Gryllomorpha dalmatina dalmatina (Ocskay, 1832)
Specie troglofila e silvicola.
SARDEGNA. Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 5 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione, Cillo D. & Spiga A. leg., 7.X.2014 – 5.II.2016, (CDC).

(Hemiptera, Heteroptera, Cydnidae)

Cydnus aterrimus (Forster, 1771)
Specie troglossena.
SARDEGNA. Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 1 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione, Cillo D. & Spiga A. leg., 7.X.2014 – 5.II.2016, (CDC). Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 4 es., a vista nel grande salone sommitale, Cillo D. leg.,19.X.2017, (CDC).

(Diptera, Hippoboscidae)

Hippobosca equina (Linnaeus, 1758)
Specie troglossena.
SARDEGNA. Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 1 es., a vista nel grande salone sommitale, Cillo D. leg.,19.X.2017, (CDC).

Arachnida

(Pseudoscorpionida, Neobisiidae)

Roncus cassolai Beier, 1973
Specie troglobia.
SARDEGNA. Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 2 es., in trappola a caduta con aceto, innescata con carne in putrefazione, Cillo D. & Spiga A. leg., 7.X.2014 – 5.II.2016, (CDC).

(Acarina, Ixodida, Amblyommidae)

Rhipicephalus (Digineus) bursa Canestrini & Fanzago, 1878
Specie esofila, difasica, monotropa.
SARDEGNA. Cagliari, Nuxis, Stazzu de Tattinu, Grotta Sa Cava Romana, m 225 s.l.m., 2 es.♀♀, a vista su parete all’ingresso della grotta, Cillo D. leg., 14.VIII.2016, Fois F. det., (CFF).

Fig. 5 – Rhipicephalus (Digineus) bursa Canestrini & Fanzago, 1878. (Foto F. Fois)

DISCUSSIONE E CONSIDERAZIONI
Questo studio ha portato al ritrovamento d 18 taxa di cui 9 risultano troglosseni, 7 troglofili, uno eutroglobio e uno occasionale. Durante l’ultimo controllo di una delle pitfall trap, riempita con aceto di vino e nel cui interno era collocata una fialetta con carne in decomposizione, è stato trovato, assieme ad altre specie di coleotteri di varie famiglie, un esemplare di Anemadus acicularis (Kraatz, 1852) (Fig. 5), rivelatasi specie non ancora segnalata per il sud Sardegna (Cillo et al., 2016).

Questa specie ha distribuzione mediterranea: Francia, Italia, Croazia, Dalmazia, Montenegro, Grecia e Turchia, (Giachino & Vailati, 1993). Fino ad ora non era conosciuta del sud Sardegna, essendo stata rinvenuta esclusivamente nel centro e nel Nord dell’isola con i seguenti dati noti in letteratura: Sassari prov.: Monte Limbara, 1000 m. (Zoia & Latella, 2006); Cossoine, Iscala Accas, Grotta 1a di Iscala Accas or Su Tumbone ‘e Iscala Accas (244 Sa/SS) (Grafitti, 1999; Casale et al., 2000; Zoia & Latella, 2006, as Grotta Major di IscalaAccas); Giave (Zoia, 1990); Giave, provincial road to Giave, Grotta della Strada (261 Sa/SS) (Giachino & Vailati, 1993). Nuoro prov.: Fonni, Arcu Correboi, Monte Bruttu, Grotta di Correboi (1999 Sa/NU) (Giachino & Vailati, 1993) (Casale et al., 2009).

Fig. 6 – Sinistra: Anemadus acicularis (Kraatz, 1852); destra: Cartina di distribuzione in Sardegna di Anemadus acicularis (Kraatz, 1852).

Questo interessante dato mette in luce quanto ancora ci sia da scoprire sulla fauna frequentatrice delle cavità isolane ed in particolare in quelle del sud. Vista la complessità fenologica se non la scarsa diffusione negli ambienti di molte di queste specie è inoltre importante operare ricerche prolungate per ottenere liste faunistiche complete. Le catture presso questa grotta quindi hanno permesso di acquisire informazioni sulla presenza dei seguenti invertebrati: Coleoptera, Cholevidae, Bathysciola damryi (Abeille, 1881), nelle parte più interna della cavità e nelle immediate vicinanze dell’ingresso; Carabidae, Laemostenus (Actenipus) carinatus (Chaudoir,1859) e Laemostenus (Pristonychus) algerinus algerinus (Gory, 1833), anch’essi in tutti gli ambienti della grotta; Trogidae, Trox cribrum Gené, 1836; Staphylinidae, Tachyporus spp. e Sepedophilus cavicola (Scriba, 1870); Cryptophagidae, Cryptophagus spp.; Anobiida e Ptininae, Ptinus spp.; Tenebrionidae Akis trilineata barbara Solier, 1837, tutti nell’antro della grande caverna sommitale sempre illuminata a giorno, dov’è presente una numerosa colonia nidificante di Columba livia, più alcuni posatoi di Tyto alba, che attraggono specie ad abitudini guanofile e saprofaghe, nonché svariate altre specie troglossene che vi finiscono per cause accidentali.

Fra queste sono state reperite il Curculionidae Brachycerus undatus (Fabricius, 1798), i Carabidae Percus (Percus) strictus oberleitneri (Dejean, 1831) e Carabus (Macrothorax) morbillosus constantinus Kraatz, 1899. Sempre mediante l’ausilio delle trappole a caduta sono stati catturati alcuni esemplari di Hemiptera Cydnus aterrimus (Forster, 1771) e di Orthoptera, Grillidae, Grillomorpha dalmatina dalmatina (Ocskay, 1832). Quest’ultima, è stata osservata solamente nella parte fossile della grotta e mai nei rami della cavità con un più alto tasso di umidità, dove invece si sono potuti osservare alcuni esemplari del Neobisiidae Roncus cassolai Beier, 1973, un endemismo di questo sito.

Nelle pareti degli ingressi della grotta sono stati osservati svariati nidi pedotrofici di Hymenoptera Sphecidae, ascrivibili con certezza al genere Sceliphron, oltre che a svariate specie di Diptera, tra cui un esemplare di Hippoboscidae Hippobosca equina (Linnaeus, 1758), catturato a vista e solo recentemente segnalato per la Sardegna (Fois et al., 2012). È una specie ematofaga, ad ampia distribuzione, legata agli ambienti naturali che parassita animali d’allevamento, selvatici, cani e occasionalmente anche l’uomo (Falcoz, 1926; Maa, 1969; Theodor, 1975; Hutson, 1984). Le due femmine di zecche appartenenti alla specie Rhipicephalus (Digineus) bursa Canestrini & Fanzago, 1878 (Amblyommidae, Rhipicephalinae), risultano essere dei reperti occasionali in quanto, tipicamente esofile, prediligono aree con vegetazione xerofitica, terreni con graminacee, ma anche querceti, oliveti e pinete. La specie è difasica (la ricerca dell’ospite viene effettuata due volte, la prima come larva e la seconda da adulto) e normalmente completa il ciclo su una sola tipologia di ospite, ungulati di media e grande taglia, sia selvatici che d’allevamento (equini, ovini, bovini e suini).

Occasionalmente è stata rinvenuta anche sull’uomo, anche in Sardegna (Fois, Piras, 2008; Fois et al., 2010). L’attività degli adulti mostra un andamento bimodale con un picco a fine giugno e un secondo all’inizio di agosto (periodo pressappoco in cui sono stati trovati gli esemplari in grotta). Rhipicephalus bursa è segnalata in molte regioni italiane, da nord a sud, comprese le grandi isole. É vettore di numerosi agenti patogeni. La presenza di questi esemplari rinvenuti non ancora ingorgati (senza aver effettuato il pasto di sangue), all’ingresso della grotta, è probabilmente legata alla frequentazione di questi ambienti da parte animali selvatici e d’allevamento (Manilla, 1998; Iori et al., 2005). Di una certa rilevanza è la recente scoperta di una nuova specie di Staphylinidae, Osoriinae, Cylindropsis cilloi Fancello, 2016, specie ad abitudini endogee, rinvenuta in uno dei numerosi ingressi della cavità (Fig. 6). Il genere Cylindropsis Fauvel, 1885 era noto su due sole specie endemiche del Sassarese (quadrante nord-occidentale), ma ulteriori taxa ancora da descrivere (Bordoni, Fancello & Leo, in preparazione) attestano una ben più ampia diffusione del genere nell’Isola, arrivando a colonizzare le subregioni dell’Oristanese, Nuorese, Ogliastra e Sarrabus-Gerrei (quadrante sud-orientale) (Fancello, 2016).

Oltre alla presenza di uccelli nelle parti illuminate del complesso, gran parte della consistente diversità della grotta è di certo sostenuta dalla presenza di una interessante comunità di chirotteri. La presenza di questi mammiferi in questa grotta è attestata da tempo (Mucedda e Oppes, 1992; Muceddae t al., 1995; Mocci Demartis e Secci, 1997) e recentemente studiata in modo più complesso su base di un monitoraggio annuale (Acca et al., 2017). Ben 10 specie sono state trovate frequentare la grotta praticamente in tutti i momenti dell’anno, mostrando una fenologia abbastanza complessa. Le specie riscontrate sono state Rhinolophus ferrumequinum, R hipposideros, R. euryale, Myotis punicus, M. emarginatus, Pipistrellus pipistrellus, P. kuhlii, Hypsugo savii, Miniopterus schreibersii e Tadarida teniotis (Acca et al., 2017). Proprio queste presenze sono probabilmente la chiave della diversità di questi ambienti. Nelle grotte, dove la produzione primaria non è possibile, è proprio l’apporto di sostanza organica da parte dei chirotteri a sostenere la maggior parte delle catene trofiche, promuovendo così la diversità (Fenton, 1983). L’accumularsi di notevole quantità di guano, che tra l’altro cambia chimismi e disponibilità di alimenti con il passare del tempo, divenendo da alcalino e umido da fresco, a più acido e secco con l’età (Bernath e Kunz, 1981; Ferreira e Martins, 1999a), rende disponibili molte nicchie ecologiche differenti per una comunità che nella maggior parte dei casi si basa sui detritivori (Ferreira & Martins, 1998; Ferreira et al., 2000; Trajano, 1987; Ferreira & Martins, 1999a, 1999b, 2007). 

CONCLUSIONI
Questa lunga indagine faunistica ha messo in luce l’abbondanza di specie troglossene presenti in questa cavità, in particolar modo nella parte sommitale della grotta, dove si apre il grande salone con la volta alta, aperta in più punti, con degli ingressi a pozzo che agiscono da trappola naturale, imprigionando al suo interno anche specie non attratte dal guano o da altri resti biologici presenti nel caotico pavimento di questo antro. L’unico reale problema riscontrato durante questa indagine è stato quello della rimozione di alcune trappole da parte di terze persone, verosimilmente speleologi di qualche gruppo in esplorazione. Queste rimozioni da parte di mani inesperte non hanno fatto altro che danneggiare ed ostacolare il percorso di ricerca. Questa problematica annosa è stata oggetto di un recente contributo (Cillo et al., 2018).

Fig. 7 – Sinistra: Cylindropsis cilloi Fancello, 2016 Holotypus (Foto A. Degiovanni); Destra: zona di rinvenimento (Foto A. Rattu)

RINGRAZIAMENTI
Gli autori desiderano ringraziare tutti gli amici e i colleghi che gli hanno accompagnati durante le ricerche, Andrea Rattu, Maria Grazia Atzori, Adriana Lecis e Luca Fancello. Si desidera ringraziare anche gli amici Gianluca Nardi e Guido Bartolo per la disponibilità e per i sempre preziosissimi consigli.

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AUTORI

Davide Cillo
Via Zeffiro 8, 09126, Cagliari (CA), Italy. Email: davide.cillo@hotmail.it

Antonio Spiga
Via Salieri 26/28, 09045, Quartu S. E. (CA), Italy. Email: antonellospiga@yahoo.it

Cesare Ancona
Via Mascagni 3, 09020, Ussana (CA), Italy. Email: c.ancona@yahoo.it

Dino Scaravelli
Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie, Università degli Studi di Bologna,via Tolara di Sopra 50, 40064, Ozzano dell’Emilia (BO), Italy. Email: dino.scaravelli@unibo.it

Francesco Fois
Centro Entomologico – Green System, Viale Marconi 139, 09131, Cagliari (CA), Italy. Email: g.s.entomologia@tiscali.it

Erika Bazzato
Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente, Sezione Botanica, Università degli Studi di Cagliari, Viale Sant’Ignazio da Laconi 13, 09123, Cagliari (CA), Italy. Email: erika.bazzato@hotmail.it

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