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Mediterranea | November 19, 2018

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Ricerche entomologiche condotte nella Grotta de Margiani Ghiani (Sardegna, Sadali, Foresta di Addoli)

Ricerche entomologiche condotte nella Grotta de Margiani Ghiani (Sardegna, Sadali, Foresta di Addoli)
Redazione Naturalistica

Cillo D., Spiga A., Ancona C., Dessi L., Bazzato E.

RIASSUNTO
In questo contributo vengono forniti nuovi dati sulla entomofauna presente nella Grotta de Margiani Ghiani , nel territorio della Barbagia di Seulo (Sardegna centrale).

ABSTRACT
In this paper, new data are provided concerning entomofauna in the  Margiani Ghiani Cave, in the  Barbagia of Seulo territory (central Sardinia).

Parole chiave: Entomofauna cavernicola, Italia, Sardegna, Barbagia di Seulo.

Key words: Entomofauna, Italy, Sardinia, Barbagia di Seulo.

INTRODUZIONE
Le grotte del territorio della Barbagia di Seulo, in particolar modo quelle di Sadali, sono abbastanza ben conosciute dal punto di vista faunistico. Nel secolo scorso sono stati diversi i contributi faunistici sulla fauna cavernicola della Sardegna e su questo territorio (Puddu & Pirodda, 1974; Puddu, 1982; Cassola, 1982). L’indagine faunistica sotto l’aspetto entomologico, condotta dagli autori, ha confermato la presenza delle specie già segnalate per la Grotta de Margiani Ghiani, con l’interessante ritrovamento del grillomorfino Gryllomorpha dalmatina dalmatina, (Ocskay 1832), specie troglofila e silvicola presente nella lussureggiante foresta anche all’interno della cavità degli alberi. Questo ritrovamento mette in discussione la possibile presenza di Acroneuroptila puddui Cadeddu, 1970 (o di una possibile terza specie ancora da descrivere), segnalata per la vicina e di più ampio sviluppo Grotta de Is Janas, su un unico esemplare, immaturo e di difficile identificazione.

MATERIALI E METODI
Questa indagine, finalizzata alla ricerca di specie ipogee, si è svolta dall’ottobre del 2014 al maggio del 2016. Il sito interessato è situato nel comune di Sadali, nella Foresta di Addoli, Grotta de Margiani Ghiani. Si è proceduto alla sistemazione di trappole a caduta (pitfall trap) nei vari ambienti della cavità (Fig. 1), che sono poi state ritirate ad intervalli di sei mesi e un anno (dal 2014 al 2016). Si è inoltre utilizzata la tecnica del prelievo e lavaggio del terreno, nonché le più usuali ricerche a vista. Tutto il materiale biologico prelevato è stato conservato in etanolo al 70% e in alcuni casi preparato a secco e conservato nelle collezioni degli autori. Per la realizzazione di questo contributo si è rivelata indispensabile la consultazione dei seguenti testi e pubblicazioni: Bartolo et al., (1995); Bartolo & Fadda, (1998); Cadeddu, (1970); Carmignani et al., (2001); Casale, (1988); Casale et al., (2000); Casale et al., (2009); Cassola, (1982); Cillo et al., (2018); Giachino & Vailati, (2010); Grafitti, (1999b); Grafitti, (2002); Jeannel, & Jarrige, (1949); Hochkirch et al., (2016); Massa et al., (2012); Puddu & Pirodda, (1974); Puddu, (1982); Restivo de Miranda, (1973); Schülke, (1998); Scriba, (1870); Vigna Taglianti et al., (1992).

Fig. 1 – Ambiente argilloso e concrezionato scelto per la sistemazione delle pitfall trap (Foto D. Cillo)

AREA DI STUDIO
L’area di studio è ubicata nella Foresta di Addoli, sita nella Barbagia di Seulo, nel comune di Sadali. Un vasto territorio caratterizzato da morfostrutture chiamate “Tacchi”, mesas di dolomie generalmente impostate sul basamento varisico, resti di una piattaforma carbonatica molto più estesa che copriva la maggior parte della Sardegna nel periodo Giurassico (Carmignani et al., 2001). In virtù della loro composizione più dolomitica che calcarea, nell’area sono solitamente presenti cavità di limitato sviluppo, ormai fossili, fatta eccezione per rari casi in cui l’erosione ha sviluppato ambienti ipogei più ampi (Bartolo et al., 1995).

DESCRIZIONE DELLA GROTTA
Questa grotta è nota agli abitanti del territorio fin dall’antichità, ma fu esplorata per la prima volta nel 1950 da alcuni giovani di Sadali, che si calarono nel pozzetto iniziale con delle corde di canapa. Venne rilevata dallo Speleo Club di Cagliari nel 1967 e catastata con il n° 681. Successivamente è stata meta di numerose persone che hanno arrecato gravi danni, per cui nel 1980 è stata chiusa con una botola per evitare ulteriori devastazioni. Si apre con un piccolo ingresso dal quale ci si affaccia sul pozzo iniziale, che è profondo circa 14 metri, un tempo attrezzato con una scala di ferro attualmente rimossa perché ormai pericolante. Alla base del pozzo si trova una conoide detritica composta da pietrame e terriccio precipitato dall’esterno. L’ambiente, che è chiuso da alte pareti verticali, è alquanto tetro ma basta scendere per alcuni metri per notare un radicale cambiamento. Più in basso infatti il pavimento è ricoperto da uno spesso strato di sabbia finissima, originata probabilmente dal disfacimento della dolomia arenacea o da una sacca di interstrato, mentre le pareti luccicano per la presenza di miriadi di piccoli cristalli. Risalendo una breve erta sabbiosa, si entra in una vasta sala ovoidale, lunga circa 18 metri e larga 8, la cui base è formata da un crostone stalagmitico in più parti fratturato che forma numerose vaschette. Da queste ultime, colme di pisoliti, emergono basse stalagmiti color ocra che creano un piacevole contrasto con una miriade di candide stalattiti che pendono dal soffitto (Bartolo & Fadda, 1998).

Acronimi
CDC = coll. D. Cillo, Cagliari. CAS = Coll. A. Spiga, Quartu S. Elena. CMA = coll. M. G. Atzori, Cagliari. CAL = coll. A. Lecis, Cagliari. CPL = coll. P. Leo, Cagliari. CLF = coll. L. Fancello, Cagliari. CEB = coll. E. Bazzato, Quartu S. Elena

MATERIALE ESAMINATO
Lista sistematica
Insecta
(Coleoptera, Leiodidae, Cholevinae, Leptodirini)

Ovobathysciola gestroi (Fairmaire, 1878)
Specie troglobia, endemico.
SARDEGNA. Cagliari, Sadali, Foresta di Addoli, Grotta de Margiani Ghiani, 22.XI.2014 – 15.V.2015 – 10 es. in trappola a caduta, D. Cillo & A. Spiga legit (CDC, CAS).

Speonomus (Batinoscelis) lostiai (Dodero, 1904)
Specie troglobia, endemico.
SARDEGNA. Cagliari, Sadali, Foresta di Addoli, Grotta de Margiani Ghiani, 22.XI.2014, 26 es. catturati a vista, D. Cillo & A. Spiga legit (Coll. CDC, CAS, CPL, CLF, CEB). Idem, 22.XI.2014 – 15.V.2015 – 30 es. in trappola a caduta, D. Cillo & A. Spiga legit (CDC, CAS). Idem, 16.X.2015 – 8.V.2016, 50 es. in trappola a caduta, D. Cillo legit (CDC, CAL, CMA).

(Coleoptera, Carabidae, Sphodrini)

Laemostenus (Actenipus) carinatus (Chaudoir, 1859)
Specie troglofila, guanofila, silvicola, endemismo sardo-corso.
SARDEGNA. Cagliari, Sadali, Foresta di Addoli, Grotta de Margiani Ghiani, 22.XI.2014 – 15.V.2015, 10 es. in trappola a caduta, D. Cillo & A. Spiga legit (CDC, CMA). Idem, 16.X.2015 – 8.V.2016, 2 es. in trappola a caduta, D. Cillo legit (CDC).

(Coleoptera, Staphylinidae, Tachyporini)

Sepedophilus cavicola (Scriba, 1870).
Specie troglofila.
SARDEGNA. Cagliari, Sadali, Foresta di Addoli, Grotta de Margiani Ghiani, 22.XI.2014 – 15.V.2015, 6 es. in trappola a caduta, D. Cillo & A. Spiga legit (CDC, CAS). Idem, 16.X.2015 – 8.V.2016, 2 es. in trappola a caduta, D. Cillo legit (CDC).

(Orthoptera, Grillidae)

Gryllomorpha dalmatina dalmatina, (Ocskay 1832)
Specie troglofila e silvicola.
SARDEGNA. Cagliari, Sadali, Forestadi Addoli, Grotta de Margiani Ghiani, 22.XI.2014 – 15.V.2015, 1 es. in trappola a caduta, D. Cillo & A. Spiga legit (CDC).

Fig. 2 – Sinistra, Speonomus (Batinoscelis) lostiai (Dodero, 1904) 2,5 mm. (Disegno di Ancona C.). Destra, cattura a vista di Speonomus (Batinoscelis) lostiai (Dodero, 1904) in ambiente sabbioso (Foto Cillo D.).

DISCUSSIONE
L’indagine faunistica condotta nella Grotta de Margiani Ghiani ha evidenziato la presenza al suo interno di specie ad abitudini troglobie e troglofile; questo è certamente dovuto alla morfologia della cavità, difficilmente raggiungibile da specie troglossene per il caratteristico ingresso molto stretto che diminuisce le possibilità di accessi casuali ai cosiddetti troglosseni, pur sempre presenti in certi periodi dell’anno (Lepidoptera e Diptera). Le entità troglobie quali Ovobathysciola gestroi (Fairmaire, 1878) e Speonomus (Batinoscelis) lostiai (Dodero, 1904) (Fig. 2), erano conosciute da tempo di questa cavità e di altre cavità vicine come per la famosa Grutta de Is Janas, località tipica di Speonomus (Batinoscelis) lostiai (Dodero, 1904). Quest’ultimo è stato recentemente segnalato anche di un’altra piccolissima cavità poco distante (Cillo et al. 2018).

Gli scriventi hanno potuto constatare una predominanza numerica di Speonomus (Batinoscelis) lostiai (Dodero, 1904) rispetto all’altro Leiodidae Ovobathysciola gestroi (Fairmaire, 1878) presente nella cavità. Oltre a ciò sono state osservate delle differenze anche in tema di ambienti frequentati dalle due specie:

La prima specie, Speonomus (Batinoscelis) lostiai (Dodero, 1904), è stata rinvenuta nelle zone più sabbiose della grotta, in piena attività mentre si infossava nella sabbia mista a detriti.

La seconda, Ovobathysciola gestroi (Fairmaire, 1878), invece, oltre a risultare molto inferiore numericamente, sembra essere localizzata solo in alcune limitate aree della grotta con substrato maggiormente argilloso, sempre vicino a zone concrezionali ed in prossimità delle pareti.

Le specie troglofile osservate sono risultate solo tre, il Carabidae, Laemostenus (Actenipus) carinatus (Chaudoir, 1859), specie ad abitudini guanofile troglofile e silvicole nonché ad abitudini alimentare zoofaghe, lo Staphylinidae, Sepedophilus cavicola (Scriba, 1870) (Fig. 3), specie troglofila ad abitudini alimentari saprofaghe e l’Orthoptera, Grillidae, Gryllomorpha dalmatina dalmatina (Ocskay, 1832), anch’essa specie ad abitudini alimentari saprofaghe. Tutte e tre le specie sono state rinvenute nei primi metri della galleria che conduce all’ingresso artificiale recentemente aperto. Il ritrovamento di Gryllomorpha dalmatina dalmatina (Ocskay, 1832) in questa cavità e nella vicina Grotta de Is Muscas (Cillo et al., 2018), rende sempre meno plausibile la presenza di Acroneuroptila puddui Cadeddu, 1970, di cui si conosce una citazione per la Grotta de Is Janas (n. catasto 0051) (comune di Sadali, Barbagia di Seulo). L’esemplare cui si fa riferimento viene descritto come immaturo, perciò non determinabile con certezza e non potendo attribuire a esso uno status specifico sicuro gli autori ipotizzarono potesse trattarsi di una terza specie ancora sconosciuta (Bartolo et al., 1995). I precedenti autori forse teorizzarono la possibile presenza di Acroneuroptila puddui Cadeddu, 1970 basandosi sulla vicinanza ad altre zone carsiche dell’Ogliastra dove questo Grillidae è indubbiamente presente. Dopo anni di ricerche condotte dagli scriventi in quest’area escludiamo la possibile presenza di una delle specie appartenenti al genere Acroneuroptila Baccetti, 1960. Questi grillomorfini, quando presenti, si manifestano sempre con numerosi esemplari (colonie) e sono attratti dalle trappole a caduta, perciò facilmente catturabili in ambienti così ristretti (oss. pers.); riteniamo, perciò, che l’esemplare immaturo citato sia da attribuirsi alla specie Gryllomorpha dalmatina dalmatina (Ocskay, 1832), recentemente osservata nelle vicine cavità.

Il nuovo ingresso artificiale praticato di recente, dà la possibilità di accedere alla grotta senza dover scendere dall’angusto e pericoloso pozzo; questo rende la cavità più accessibile non solo alla fauna troglossena, che grandi danni non apporterebbe, ma vi avrebbero accesso molti più visitatori umani con immaginabili conseguenze. Inoltre questa nuova apertura potrebbe portare a conseguenze inaspettate per la fauna presente nella cavità: un aumento della ventilazione potrebbe portare ad una diminuzione del tasso di umidità che, a sua volta, potrebbe risultare dannoso per la fauna troglobia ivi presente.

Fig. 3 – Sinistra, Sepedophilus cavicola (Scriba, 1870), 4 mm. (Foto Matějíček J.). Destra, ambiente di cattura di Sepedophilus cavicola (Scriba, 1870) (Foto Cillo D.).

E’ possibile affermare che questa nuova apertura ha reso possibile l’insediamento di una non numerosa colonia di chirotteri, che prima non potevano avervi accesso vista la chiusura con una botola dell’ingresso naturale. Le sostanze di scarto dei chirotteri insediativi di recente, unitamente a quelle che arrivano dall’esterno della cavità per varie cause naturali, possono costituire una risorsa trofica vitale per la fitness delle specie che la popolano rappresentando uno dei fattori che controllano l’abbondanza delle popolazioni e il raggiungimento dell’optimum ecologico.

RINGRAZIAMENTI
Desideriamo ringraziare tutti gli amici e colleghi che ci hanno accompagnato durante le ricerche tra cui Adriana Lecis, Maria Grazia Atzori, Andrea Rattu, Giuseppe Cuboni e Luca Fancello; si ringraziano anche gli amici Jan Matějíček e Guido Bartolo per la disponibilità e per i preziosi consigli logistici.

BIBLIOGRAFIA
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 AUTORI

Davide Cillo
Via Zeffiro 8, 09126, Cagliari (CA), Italy. Email: davide.cillo@hotmail.it

Antonio Spiga
Via Salieri 26/28, 09045, Quartu S.E. (CA), Italy. Email: antonellospiga@yahoo.it

Cesare Ancona
Via Mascagni 3, 09020, Ussana (CA), Italy. Email: c.ancona@yahoo.it

Luisa Dessì
Via Belvedere 14, Arbus (CA) Italy. Email: flipposters66@gmail.com

Erika Bazzato
Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente Sezione Botanica, Università degli Studi di Cagliari Viale Sant’Ignazio da Laconi 13, 09123, Cagliari (CA), Italy. Email: erika.bazzato@hotmail.it

PDF al seguente link
Ricerche_entomol_grotta_Ghiani

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