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Mediterranea | November 17, 2018

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Ragazzi del Mediterraneo - Mediterranea

Ragazzi del Mediterraneo
Gianmarco Murru

Questo mese abbiamo fatto un viaggio fantastico. Attraverso la scoperta di storie, racconti, saggi, sapori, arte, moda e abitudini di un mondo di cui si parla pochissimo, quello dei ragazzi.

La stampa, la televisione, il cinema e l’arte in genere non parla più della generazione dei ragazzi, sembra non esistano più. Sembra passino direttamente dalla scuola alla ricerca del posto di lavoro, da una statistica all’altra…
Ci siamo posti domande per riuscire a capire, a spiegare quello che succede in quella fascia d’età, diventata una gerazione misteriosa: mode e slang metropolitani, nativi digitali, emo, truzzi e rivoluzionari via facebook.

Ma chi sono i ragazzi del 2012? L’idea è quella di parlare del cortocircuito in cui si trovano le generazioni, e soprattutto le generazioni di passaggio come quella dai 12 ai 18. Se i ventenni sembrano quattordicenni, se i quarantenni sembrano trentenni, sarà anche a causa del passaggio generazionale dall’infanzia all’adolescenza che è cambiato? O meglio, assistiamo ad un’adolescenza prolungata all’infinito? Cosa succede in Italia, in Tunisia o in Egitto? E’ la generazione che diventerà la società di studenti e lavoratori di domani, (e sembra che a nessuno dei nostri governanti interessi). Quali sono i loro sogni, cosa sperano dalla famiglia, dalla politica, dalla scuola. Come gestiscono l’enorme possibilità di conoscenza di internet? La socialità, la sessualità, l’amicizia.

La generazione dei ragazzi dai dodici ai diciott’anni, l’adolescenza nella maggiorparte dei paesi. In molti paesi questa fascia d’età racchiude caratteristiche universali, quelle dell’adolescenza, in altre parti del mondo a quindici anni si è già adulti e responsabili. In altri casi i dodicenni, (poco più che bambini), sono già sfruttati per lavorare. Ci sono altri aspetti preoccupanti, come la prostituzione minorile, l’abbandono, la tossicodipendenza, l’alcolismo. Un fenomeno tragico è quello che riguarda bambini e ragazzi che partono nelle barche dalla sponda sud del Mediterraneo per raggiungere l’Italia, vengono rapiti e a volte uccisi per la vendita dei loro organi. Ragazzi che nessuno mai reclamerà o avrà la forza di cercare, in questa fase di rivoluzione poi, è tutto molto più complicato.

Gli articoli arrivano da molte città del Mediterraneo, ci parlano di ragazzi che comunicano usando internet, sono veloci nel fare collegamenti nella rete, ma poco abituati a conquistare il loro spazio. Hanno a disposizione universi di possibilità, di scelta, molto più di quello che si aveva a disposizione vent’anni fa. E questo si dice di ogni generazione che succede ad un’altra. Questa generazione, e quella che verrà, avrà a disposizione una struttura organizzativa della vita diversa. A partire dallo studio, alla collocazione nel mondo del lavoro, fino alla organizzazione di fine carriera lavorativa.
Pur avendo più accesso alla conoscenza, diminuisce lo spettro di usabilità di questa stessa conoscenza. Le capacità e conoscenze che il web ci fornisce sono diverse, non calibrate per essere usate nella realtà lavorativa e burocratica degli stati del Mediterraneo del sud, ma neanche nella parte europea. La tecnologia permette di viaggiare, sapere, creare opinioni che non vengono assorbite dalla struttura organizzativa sociale. I ragazzi vivono le loro primavere, ma ancora la macchina del comando è tarata per la conservazione non per l’apertura e il miglioramento sociale, invece possibile subito tramite la rete. I ragazzi diventeranno adulti con una scaltrezza e capacità di analisi molto più forte, ma ancora inutile ad essere usata al meglio.

Un numero che ci fa pensare, sorridere, sognare e in qualche caso preoccupare. Ma siamo convinti che le possibilità per fare bene e meglio ci sono e ci saranno!

Buona lettura!

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