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Mediterranea | December 17, 2018

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Poesie del sorriso

Redazione
Abbraccio alla poesia

Abbraccio alla poesia

Poesie dedicate al sorriso, alla bellezza e all’importanza della risata.

Valore di un sorriso

Un Sorriso non costa nulla e rende molto;
arricchisce chi lo riceve,
senza impoverire chi lo dona.

Non dura che un istante,
ma il suo ricordo è talora eterno.

Nessuno è così ricco da poterne fare a meno;
nessuno così povero da non poterne dare.

Crea felicità in casa,
negli affari è sostegno,
dell’amicizia profondo sensibile segno.

Un sorriso dà riposo alla stanchezza,
nello scoraggiamento rinnova il coraggio,
nella tristezza è consolazione,
d’ogni pena è naturale rimedio.

Ma è un bene che non si può comprare,
né prestare, né rubare,
poiché esso ha valore solo nell’istante in cui si dona.

E se poi incontrerete talora
chi l’aspettato sorriso a voi dona,
siate generosi e date il vostro
perché nessuno ha tanto bisogno di sorriso
come colui che ad altri darlo non sa

Faber

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Un sorriso

tutto ha un prezzo e sono cosi’ stanca di pagare

c’e’ qualcuno che vuole solo regalare
un sorriso
senza prezzo deciso

scontato
un sorriso buttato la come riso sugli sposi
siamo tutti famosi
preso al volo
rilanciato per chi ancora non l’ha pigliato
un sorriso che rimbalza
tra la gente sbalordita
come se fosse una partita questa vita
un sorriso senza pretese

tira anche tu

ed e’ reteeeeeeeeee

Patrizia Capone

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Ciliegia rossa su piastrelle bianche

1.
Sono la ladra dei dolci
esposti nel tuo negozio
le mie dita sono appiccicaticce
e non sono riuscita
a metterne uno solo
in bocca.

2.
Che follia!
Il mio cuore ogni volta che sente bussare
apre la porta.

3.
Il desiderio divampa in me
i miei occhi scintillano
infilo le buone maniere nel cassetto più vicino,
divento Satana
bendando gli occhi ai miei angeli
solo per un bacio.

7.
Bussano alla porta.
Chi è?
Nascondo la polvere della mia solitudine
sotto il tappeto,
preparo un sorriso
e apro.

(Tratto da Maram al-Masri, Ciliegia rossa su piastrelle bianche
Trad.italiana a cura di Valentina Colombo, Non ho peccato abbastanza)

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Le isole fortunate

Quale voce giunge sul suolo delle onde
che non è la voce del mare?
È la voce di qualcuno che ci parla,
ma che, se ascoltiamo, tace,
perché si è ascoltato.

E solo se, mezzo addormentati,
senza sapere di udire, udiamo,
essa ci dice la speranza
cui, come un bambino
dormiente, dormendo sorridiamo.

Sono isole fortunate,
sono terre che non hanno sito,
ove il Re dimora aspettando.
Ma, se ci andiamo svegliando,
tace la voce, e c’è solo il mare.

Fernando Pessoa

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Nu pacce

Nu pacce,
nun mòrete mèi a què:
ci nàscete e ci rumànete

come ll’èrve nd’i mure di na chèse
addù ci si fè toste
e allè pizzute
e sempe cchiù tagghiènte
po’ ci scàfete.

E nun ti làssete cchiù,
e appresse appresse ti vènete
citte com’a nu spìrite
ca ti fè torce ‘a vucche, ‘a notte,
nd’u sonne.

E u scure ti ci arravògghiete
nda na cose ca rìrete.

Trad.italiana: Un folle

Un folle/ non muore mai qui:/ ci nasce e ci rimane/ come l’erba fra i muri di una casa/ dove ci si indurisce/ e là puntuta/ e sempre più tagliente/ poi ci scava.// E non ti lascia più,/ e appresso appresso ti viene/ zitto come uno spiritto/ che la bocca, di notte, ti fa torcere/ nel sonno.// E il buio ti ci avvolge/ in una cosa che ride.

Ancora ni picca picche

«Cc’ amore tue», penze
«agghie pirdute tutt cose»;
ma drét’a quillu mure
s’è fatte cìnnere ‘a cruce
e vròscete com’u ncènze
nd’ ‘a chièsia chiìne di ‘uce.

«Ancore ni picca picche
e tòrnete ‘a ‘nnammurète»
mi uèreta dice rirènne
sta nùue avvampichète.

Ma u munne stè citte citte
e mbàreche com’a mmi
ll’hè na saìtta ngànne
e le rèjete u fiète.

Traduzione italiana: Ancora un poco un poco

«Per amor tuo», penso,
«ho perduto tutto»;
ma dietro quel muro
la croce si è fatta cenere
e brucia come l’incenso
nella chiesa piena di luci.

«Ancora un poco poco
e l’innamorata ritorna»
vorrebbe dirmi ridendo
questa nuvola in fiamme.

Ma il mondo sta zitto zitto
e forse come me
ha una saetta in gola
e trattiene il respiro.

Albino Pierro

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Due nel crepuscolo

… le parole
tra noi leggere cadono. Ti guardo
in un molle riverbero. Non so
se ti conosco; so che mai diviso
fui da te come accade in questo tardo
ritorno. Pochi istanti hanno bruciato
tutto di noi: fuorché due volti, due
maschere che s’incidono, sforzate,
di un sorriso.

Estratto da Eugenio Montale

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UNA RISATA

Una risata.
Forse un giorno
la sentirò prorompermi in gola.
Giorno di gran sole,
risata sopra il mondo,
e poi
due braccia
che mi sollevino ansante
verso la prima stella della sera.

Sibilla Aleramo

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