Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Mediterranea | November 16, 2018

Scroll to top

Top

No Commenti

Matrimonio: breve guida ai simboli in tavola - Mediterranea

Matrimonio: breve guida ai simboli in tavola
Sara Palmas

Navigando su internet alla ricerca di notizie sulle nozze e su quali siano le attuali tendenze per una cerimonia di stile, capita di imbattersi in veri e propri portali sul tema che suggeriscono idee per ogni singolo aspetto del matrimonio, dalla cerimonia al ricevimento.
Si tratta spesso di consigli che vanno nella direzione di una personalizzazione delle nozze secondo i propri gusti ed esigenze, e portano inevitabilmente alla perdita, o quanto meno ad una rivisitazione poco ortodossa, delle tradizioni di un tempo.
Ogni singolo popolo e per non andar lontano ogni regione italiana, in riferimento alle nozze, possiede infatti un ricco bagaglio di riti carichi di simboli legati alla purezza della sposa, alla perdita dell’illibatezza e alla fecondità della vita comune di cui però i matrimoni moderni vanno pian piano perdendo il ricordo.

Tuttavia ancora oggi non esiste matrimonio che si rispetti senza la tradizionale bomboniera colma di confetti di zucchero ripieni di mandorle. Il confetto, che resiste anche nelle cerimonie più moderne e lontane dalla tradizione, ha origini antichissime: fin dall’epoca dei Romani durante i banchetti nuziali esisteva infatti l’usanza di donare mandorle e frutta secca come augurio di prosperità e fecondità.
L’abitudine di servire i confetti come oggi li conosciamo si diffuse dalla Francia in Italia sulle tavole delle famiglie più ricche durante il Rinascimento.
Ai confetti è legata anche una rigida regola numerica: quelli donati nei tradizionali sacchettini agli invitati devono essere in numero dispari, perché i numeri pari sono di cattivo auspicio (gli sposi potrebbero addirittura rimanere senza prole per un errore simile!), e preferibilmente devono essere cinque, numero indivisibile come l’unione stessa dei due sposi.

Al di là dei confetti, anello di unione tra la tradizione e la modernità, esistono una costellazione di usanze che cambiano di regione in regione e di nazione in nazione, ma che hanno come elementi comuni il pane o i dolci il cui significato è legato al mondo della sessualità, in particolare femminile, simboleggiando infatti la purezza della sposa, la fecondità di una vita comune e la perdita dell’illibatezza.
Senza dubbio tra le creazioni più elaborate ci sono i pani della tradizione sarda. Rigorosamente bianchi ad indicare la purezza della sposa, i pani sono lavorati dalle donne invitate allo sposalizio che realizzano incredibili merletti e ricami rendendoli delle vere e proprie opere d’arte. I ricami possono essere dei motivi floreali, da qui il nome di pane fioridu, ma le forme e il nome cambiano di paese in paese. Si parla ad esempio di pani ‘e coia in Ogliastra o di pani ’e sposoriu in relazione al matrimonio maureddino, una cerimonia nuziale tradizionale che si celebra ogni anno a Santadi.

Restando in tema di decorazioni artistiche non si possono dimenticare le caschettas di Belvì, anche chiamate “dolci della sposa”. Questo tipico dolce barbaricino, tradizionalmente donato alla sposa, è realizzato con una sottilissima sfoglia di acqua e farina lavorata con la forma di un fiore bianchissimo e ripiena di un impasto a base di miele e nocciole.
Oltre alla tradizione sarda, il pane e i dolci con il significato di buon augurio e prosperità caratterizzano gli usi di numerose altre regioni italiane e altri popoli, come ad esempio quelli sassoni, tra cui vige l’usanza di offrire ai promessi sposi del panpepato, mentre i fidanzati usano scambiarsi pani a forma di cuore.
In Italia l’origine dell’uso simbolico del pane durante i banchetti nuziali risale addirittura ai Romani che, durante i matrimoni dei patrizi, usavano consumare del pane a base di farro preparato dalle vestali. Il farro costituiva simbolo di fecondità per la sposa e proprio dall’uso di questo cereale prendeva il nome l’intera cerimonia chiamata appunto conferreatio.

Ritornando ad usanze più vicine alle nostre moderne cerimonie, pare che il pane di farro dei romani sia il più antico progenitore della nostra torta nuziale multistrato con sposini in cima. Tra le due pietanze esiste una evoluzione secolare di pani e dolci che conserva inalterato il significato di fecondità e buon auspicio. Il taglio della torta a mani unite da parte degli sposi simboleggia infatti secondo alcuni la vita futura in comune, per altri più prosaicamente la perdita dell’illibatezza della sposa.

Invia un commento