Antrum Immane foto di Antonio Mazzuoccolo
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Napoli (ITALIA)

Malazé e la Storia
Antrum Immane
Una drammatizzazione liberamente ispirata al libro VI° dell’Eneide, che tratta della discesa di Enea nella tenebrosa grotta della Sibilla, (nell’Antrum Immane), per chiedere a Deifobe, la sacerdotessa consacrata a Apollo, se e quando, la sua gente avrebbe trovato pace nella terra italica.

Enea, l´impavido avanti, …e noi, il pubblico, dietro…
La rappresentazione era organizzata dall’associazione Flegreando e il punto d’ incontro, poco prima del tramonto, era davanti alla presunta grotta della Sibilla, sul lago d’Averno.
Normalmente il lago è meta di scampagnate e di grandi mangiate nei ristoranti intorno al lago, anche se il lago d’Averno ha origini molto tenebrose. A causa dei suoi miasmi sulfurei, neppure gli uccelli potevano sopravvivere in quei luoghi, e una fitta e tenebrosa foresta copriva le sue sponde. Ci pensò Agrippa, il genero d’Augusto, a sfoltire la foresta per procurarsi il legno per le navi dell’Impero, che divennero la potente flotta misenensis.

Ma ritorniamo al pio Enea e al suo incontro con la Sibilla. La grotta è un lungo cunicolo veramente tenebroso, che per l’occasione era illuminato da lumini tremolanti e a alcuni di noi era stata consegnata una fiaccola a olio che rendeva ancora più lugubri le nostre facce.
Un rumore di acqua corrente indicava la presenza del lago che gli antichi identificavano come l’inizio degli Inferi, con Caronte, la sua barca e tutto il resto. Noi naturalmente eravamo un pubblico moderno, ma risalite le scale che portano al punto dove la Sibilla, controvoglia e con voce tremolante, profetizzò a Enea il suo ancora lungo penare e gli ordinò di dare sepoltura al compagno morto, un po’ di disagio lo abbiamo avvertito.

Bisogna ricordare che Deifobe, ovvero la Sibilla cumana, fu molto amata da Apollo, che per vincere il suo amore, le esaudì un desiderio. La donna chiese di poter vivere tanti anni quanti i granelli di sabbia contenuti nella sua mano, e fu esaudita. Ma la poverina si dimenticò di chiedere l’eterna giovinezza, così passando gli anni si fece sempre più piccina e rinsecchita.
La Sibilla davanti a noi era piegata in due e aveva un’aria e una voce arcigna e tenebrosa, ma il pio Enea è riuscito ugualmente a strappare a lei la profezia e a noi nostri più sentiti applausi.
Siamo tutti ritornati a riveder le stelle con un certo sollievo e la serata si è conclusa con una breve passeggiata intorno al lago dove, vicino agli imponenti resti del tempio d’Apollo, ci ha aperto le porte lo storico vigneto Mirabella. Seduti intorno a tavoli di legno sotto alberi da frutto, in uno scenario magico, con le rovine, una falce di luna e l’aria ancora tiepida della notte settembrina, ha avuto luogo una degustazione di prodotti tipici locali.

La degustazione è iniziata con una saporita zuppa di cicerchia con pane casereccio, è continuata con un’abbondante porzione di pasta tirata a mano con cozze, zucchine e fiori di zucca ed è continuata con un fritto leggero di pesce azzurro che sembrava non avesse mai fine. Il tutto accompagnato da vini giovani dell’azienda.
A metà cena sono apparsi alcuni giovani allegri e rumorosi. In una bella ragazza con i capelli lunghi e ricci e con ancora l’abito nero di scena, abbiamo riconosciuto la nostra Sibilla, un ragazzo con maglietta e jeans era il nostro pio Enea. Non più tetro e serioso, ma con un sorriso disteso e accattivante .Eh…gli eroi vivono in eterno!
L’evento è prenotabile da primavera fino ai primi freddi attraverso l’Associazione Flegreando, che tra l’altro cerca sponsors per organizzare un concerto di Capodanno il 2 gennaio a Villa Livia a Pozzuoli.

info@flegreando.org

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