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Mediterranea | November 16, 2018

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L'odissea di un viaggio - Mediterranea

L’odissea di un viaggio
Redazione

di Clarissa Pavan

Perché essere tecnologici se non si è in grado di far funzionare le cose? Rivoglio l’omino dietro il vetro che si lamenta, perché non ho i soldi contati!!!

Decido di farmi due giorni di vacanza. Il mezzo più comodo è sicuramente il treno, cerco un’agenzia per fare il biglietto, ma non ne trovo! Mi hanno spiegato che la percentuale spettante alle agenzie di viaggio per la vendita dei biglietti ferroviari è troppo bassa, non conviene più, mi viene consigliato di farlo via internet, è più pratico e a volte si risparmia.

In effetti, mi collego al sito delle FS, tra le 10 proposte di tariffa più o meno economica, mi viene accettata solo quella standard… va bè, pago con carta di credito, mi si chiede come voglio ricevere il biglietto, anche in questo caso le alternative sono almeno 3, decido per la stampa della mail da presentare sul treno in tranquillità… ma non mi viene accettata, l’unica alternativa è il biglietto da convertire e ritirare alle macchinette in stazione o nei centri abilitati.
Arriva il giorno della partenza, 1 ora e mezza mi è più che sufficiente per arrivare in Stazione Centrale! Mi dirigo verso la stazione delle FN più vicina a casa (1° treno ore 8.49), arrivo in stazione e la biglietteria con bigliettaio non esiste più! Incontro la prima macchinetta della giornata, che in quel momento funziona solo con moneta. Cerco la moneta… perdo un po’ di tempo, ma riesco a fare il biglietto.

Vado sul binario sono le 8.45… sono le 9.04 compare un treno diretto in Cadorna, ma come? E il passante delle 8.49 dove è finito??? Nessun avviso… mi innervosisco… arriva il treno delle 9.04, che bello c’è poca gente e sembra puntuale… ma per entrare in Cadorna ci mette circa 10 minuti. Sono in ritardissimo.. corro e mi ritrovo i girelli come in metropolitana, quindi coda per uscire! Il nervosismo aumenta, infatti cado nel vagone del metrò, è strapiena e non riesco ad attaccarmi (ma questo è abbastanza normale, cado in continuazione) arrivo in Stazione Centrale… panico si è trasformata! Mi ritrovo a percorrere un tunnel di marmo bianco lunghissimo con due serie di scale mobili (2 già in manutenzione!), mancano 10 minuti alla partenza del mio treno… ma io devo convertire il biglietto! Ci sono un’infinità di macchinette di diverso tipo, ne provo un paio, ma nella mail non mi hanno inserito il codice d’accesso, quindi non riesco a ritirare il biglietto! Faccio le scale mobili, più un altro tratto lunghissimo, arrivo ai binari, i tabelloni con gli orari e relativo binario sono coperti dall’impalcatura e non trovo nessuno a cui chiedere!

Ore 10.02 il treno è partito… incomincio a cercare l’ufficio informazioni, è un’impresa, cerco, cerco alla fine lo vedo, rilegato in fondo a tutti i binari, c’è coda! Aspetto il mio turno… finalmente ci siamo, tocca a me. Spiego la situazione e con molta calma, il signore allo sportello chiede informazioni ai colleghi, dopo un po’ torna e mi dice: “Non è un problema deve tornare alle macchinette e fare il cambio di prenotazione” e io gli dico: “Guardi che non funziona, mi manca un codice, non lo può fare lei?”, “Ma si che funzionano! Ne provi un’altra, oppure vada in biglietteria…”, e io gli dico: “Guardi che ho già perso un treno, mi scoccerebbe perderne un altro!” e lui: “Ma no signora, ha 50 minuti di tempo!”.

Incazzatissima e grondante di sudore rifaccio il percorso lunghissimo… torno alla macchinetta, ma la procedura non funziona, mi metto in coda per cambiare il biglietto, ore 10.50, ho ben 10 minuti per risalire, cercare il binario e salire sull’ultima carrozza del treno!!! Mi siedo e parte… non ci credo ci sono riuscita!!!
Arrivo a Roma, logicamente ho perso la coincidenza con l’altro treno e aspetto 1 ora e 20 minuti… salgo sul treno locale ed è stracolmo di gente, quindi sto in piedi per un’altra ora. Arrivo a destinazione, la stazione non è una vera stazione, c’è la fermata, ma non c’è niente e io devo prendere il pullman. Dove si fa il biglietto? C’è da chiederlo? Ma naturalmente al bar… 2 euro e finalmente l’odissea è finita dopo ben 11 ore per fare Milano-Fiuggi.

Ultimo appunto sul ritorno… vado a prendere il pullman che mi deve portare alla finta stazione, fuori dal bar c’è un cartello scritto a mano: “I biglietti sono terminati!”, salgo e il conducente è al cellulare – senza auricolare – e parte continuando a parlare al telefono (se mi beccano in macchina con il cellulare mi danno una multa di 50 euro e se lo fa un’autista di autobus con una cinquantina di passeggeri a bordo cosa succede? NIENTE!) io e gli altri passeggeri aspettiamo che finisca la conversazione. Appena ha terminato, si guarda un po’ il cellulare e un ragazzo gli chiede se può fare il biglietto, l’autista dice: “Certo! 7 euro e 20”. Ci guardiamo in faccia e io dico: “Ma scusi all’andata costava 2 euro??” e lui: “Sì, ma farlo dall’autista costa molto di più!” e io: “Ma guardi che non è una scelta, il bar ha finito i biglietti! Perchè dobbiamo pagare il biglietto maggiorato?” e lui: “E’ così!” Mi siedo lamentandomi e non pago il biglietto come tutti gli altri, tranne il povero ragazzo che ormai aveva già dato i soldi e che per fare 20 minuti di pullman ha speso 7,20 euro al posto di 2!!

Insomma che fatica viaggiare nell’era tecnologica, quando il tempo, si dice, è denaro!

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