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Mediterranea | November 14, 2018

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Lo sviluppo della rete e l'economia del Mediterraneo - Mediterranea

Lo sviluppo della rete e l’economia del Mediterraneo
Gianmarco Murru

Ad oggi, l’effettivo utilizzo della rete internet è ancora legato alla diffusione delle tecnologie, dei computer, e della connessione a banda larga, che permetterà il futuro sviluppo economico mondiale, soprattutto nei Paesi in difficoltà.

I dati e le informazioni che circolano sulla rete hanno velocità diverse, in base all’utilizzo dei sistemi di trasmissione dei dati. Anche se la velocità è qualcosa di relativamente recente, non se ne può più fare a meno, in particolare quando si lavora attraverso internet. Per chi usa questo mezzo tutti i giorni, è normale parlare di necessità del potenziamento della rete, massima diffusione territoriale, condivisione di informazioni, diritto d’autore, attendibilità dei vari servizi (concretizzando la possibilità di creare un filo diretto tra le aziende e i consumatori). Tutte queste cose sono comprensibili, nel senso di condivisibili, da chiunque.

La diffusione di internet è stata, e sarà sempre di più una rivoluzione nelle dinamiche sociali. Un esempio tra tutti: la ricerca di lavoro. Attraverso internet posso trovare direttamente l’offerta di lavoro che l’azienda pubblica in rete. Questo significa che non ci sono intermediari tra noi. Ci si conosce, si valutano le condizioni, si discute sul tipo di lavoro. Tutto ciò avviene via mail. È evidente il vantaggio per l’azienda, che non dovrà più appoggiarsi ad un’agenzia esterna per la ricerca di personale, ma il vantaggio è anche per il candidato che dialoga direttamente con il responsabile dell’azienda che giudicherà personalmente la candidatura. Le due esigenze s’incontrano nello spazio neutro di internet. Questo risultato è qualcosa di incredibile se guardiamo la situazione di 7\8 anni fa. Pochissimo tempo per una rivoluzione così importante e soprattutto così gravida di conseguenze. Si può infatti parlare dello sviluppo attuale di internet e non delle possibili conseguenze future.
La diffusione della rete internet è solo all’inizio, una stima determinata dal numero di utenti che ne fanno uso. Ossia, il mercato di internet si sviluppa in concomitanza con l’aumento degli utilizzatori, questi ultimi aumenteranno di numero quando le condizioni tecnologiche a disposizione saranno ottimali: la banda larga che permette l’utilizzo di internet con molte più applicazioni.

Lo sviluppo della rete internet produce diversi risultati: lo sviluppo del commercio online fa crescere anche il mercato pubblicitario con ricadute occupazionali; la diffusione di contenuti culturali crea a sua volta cultura (un significato, un concetto esiste se molte persone lo conoscono e lo discutono). Un altro aspetto importante, anche dal punto di vista commerciale, è quello degli incontri online. Tantissime persone frequentano i forum, o i siti dove si cerca di conoscere una persona. Sembra ci sia bisogno di parlare con qualcuno, non esistono più i centri di aggregazione classici.

La rete è una piazza virtuale dove tutti discutono, litigano, cominciano una relazione. Il modello culturale che ci condiziona un po’ tutti è quello della competizione: siamo socialmente presenti solo se vincenti ed esteticamente adeguati. La frustrazione è una delle cause scatenanti dell’uso di internet, trovare uno spazio libero dove potersi esprimere. La piazza virtuale accoglie una molteplicità di persone che usano la rete come mezzo di comunicazione personale, come mezzo di espressione. Un luogo dove poter esprimere liberamente e in modo assoluto le proprie idee. Nel mondo reale non sarebbe possibile. Il pericolo, secondo alcuni studiosi di psicologia, è costituito dalla reale possibilità di uno sdoppiamento dell’identità personale, una sorta di schizofrenia. Chi scrive sulla rete si presenta molte volte con uno pseudonimo, libero di inventare totalmente la propria identità. Quest’uso ripetuto di identità inventate, può causare dei problemi nella vita reale. La perdita dei confini della propria identità o la confusione della personalità, ma lo studio è appena all’inizio; viceversa la stessa attività può essere uno stimolo per la fantasia e la creatività. Siamo ancora lontani dall’immaginare il futuro del rapporto tra l’uomo e la rete. Quali conseguenze sull’individuo e sulle dinamiche sociali potranno scaturire dall’uso permanente del computer per ogni tipo di attività. Per ora i vantaggi superano di gran lunga i pericoli.

Le applicazioni della rete internet sono potenzialmente infinite. Per fare una semplice panoramica della situazione, evidenziamo due grandi argomenti: l’educazione e l’informazione. Nel campo dell’educazione i vantaggi sono evidenti e facili da mettere in pratica. L’insegnamento in rete permette di studiare, seguire lezioni, laurearsi a distanza risparmiando tempo e denaro. Internet ha cambiato anche il modello di studio. Si pensi ai vantaggi di poter studiare una materia come la filosofia avendo disposizione tutte le informazioni necessarie contemporaneamente: dizionari di filosofia, storia della filosofia, traduzioni online immediate, la letteratura secondaria sull’autore che stiamo studiando. La conoscenza, in questo modo acquista il carattere di completezza, di organicità e in qualche modo permette l’indipendenza del singolo studente rispetto al sistema scolastico a sua disposizione, rispetto alla povertà delle biblioteche o la lontananza fisica delle stesse. La tele-educazione è diventata una “realtà” nel mondo reale. Penso ai vantaggi per i disabili, anche gravi come il caso del Professor Stephen William Hawking, uno dei più importanti fisici teorici al mondo. Quest’uomo può muovere solo alcune dita della mano, senza il computer e la rete non potrebbe comunicare nulla sulle sue ricerche.

Un altro caso è quello delle lezioni pratiche a distanza, non solo lezioni teoriche, ma le video conferenze attraverso la rete, permettono a studenti di Cagliari di seguire un intervento di trapianto a Monaco, interagendo in tempo reale con la sala operatoria. Internet in questo modo annulla la dimensione dello spazio-tempo, che è quella con cui misuriamo ogni cosa. Lo spazio è un limite a volte insuperabile, il tempo che abbiamo a disposizione è legato allo spazio che riusciamo a percorrere. Attraverso la rete arriviamo in ogni angolo del pianeta, (ovviamente, dove esistono le stesse tecnologie).

Sarà una seconda “rivoluzione copernicana” a detta del prof. Silvano Tagliagambe (docente di Filosofia alla Sapienza di Roma), nel senso Kantiano del termine. L’uomo misura da se stesso le sue capacità di conoscenza. Quando affrontiamo la conoscenza attraverso internet, oltre la nostra mente, usiamo i nostri sensi: la vista, il tatto, l’udito – per ora si esclude l’olfatto. La nostra struttura fisica è completamente occupata nell’attività della conoscenza, non è l’oggetto che ci impone la sua conoscenza, ma siamo noi a conoscerlo attraverso le nostre capacità. Usare in modo adeguato lo strumento della rete, con tutte le sue diramazioni (i link) aumenta la nostra possibilità di conoscere. In sostanza, siamo noi ad essere responsabili del nostro sapere. Anche se la rete vive di vita propria, alimentando continuamente la propria quantità di informazioni e di collegamenti tra esse, noi rimaniamo fondamentalmente liberi di fronte ad internet. L’aspetto importante di questo mezzo è la capacità e la fantasia nel suo uso. I siti internet ci aiutano in qualche modo a scegliere dei percorsi invece che altri, ma in realtà siamo noi a decidere. La rete, con le sue innumerevoli “maglie” ci dà la possibilità di conoscere, indagare le mille facce di uno stesso argomento. Questo avviene, in tempo reale. Posso leggere diverse interviste sullo stesso argomento, opposte nelle valutazioni e poter ricavare da me un giudizio incrociando le opinioni.

Quest’ultimo punto mi porta alla questione dell’informazione in rete. Senza andare in cerca dei dati sulla diffusione dell’informazione in rete o di cosa pensa la gente dell’argomento, mi soffermo sull’aspetto dell’offerta di notizie e la relativa possibilità di potersi creare un’opinione veritiera su quello che succede nel mondo. I direttori dei quotidiani confermano di usare molto la rete per la ricerca di notizie. I rischi ci sono. La notizia falsa è sempre possibile, ma un giornalista esperto dovrebbe riconoscerla, dovrebbe saper indagare sulle fonti e determinare una verità accettabile. Ovviamente, non si può andare nel campo di battaglia e verificare se la notizia arrivata via internet sia vera, ma si possono confrontare le notizie sullo stesso argomento e individualmente decidere sulla sincerità della fonte. È molto utile avere a disposizione molto materiale originale, indipendente da qualsiasi forza economica o politica. Un semplice cittadino può essere un cronista di guerra, scattare una foto e spedirla tramite posta elettronica o con il suo cellulare a qualsiasi redazione. Si costruisce un nuovo mestiere: il redattore online. Si lavora nella rete e per la rete, si cercano e si vagliano le informazioni provenienti da tutto il pianeta. Si aprono nuove frontiere di comunicazione che, per ora, non sono sempre di altissima qualità ma sono destinate a migliorare. La rete si autoalimenta e si autocontrolla, la quantità di persone, mezzi e idee in circolazione fanno sì che il sistema progredisca in meglio.

Il Mediterraneo in tutto questo discorso si inserisce con la volontà di espandere il più possibile la rete internet in tutti i Paesi. Se pensiamo che la sponda sud del Mediterraneo fa quasi il doppio degli abitanti della sponda nord, ci accorgiamo che il mercato può diventare molto interessante per l’economia di quei Paesi rivieraschi, come l’Egitto o il Marocco. Paesi questi ultimi, che stanno investendo molti milioni di euro per creare il più grosso mercato virtuale e reale che supera quello esistente in Europa. Migliaia di internet point daranno la possibilità di dialogare, conoscere, studiare e parlare con le persone lontane, con i parenti o con i professori di altre Università. Ma soprattutto la partita si giocherà sullo sviluppo economico della zona Euro-mediterranea. Con il trattato di Lisbona si è dato inizio alle discussioni su una possibile “Unione mediterranea”, ma solo quest’anno, con la presidenza francese dell’Unione Europea, il progetto diventa concreto. Diversi interessi si spostano a sud, moltissimi imprenditori viaggiano a cercare affari nei Paesi nord-africani. Ma ancora di più sarà internet a creare quella rete fittissima di incontri, conoscenze, occasioni che faranno del Mediterraneo la nuova frontiera di sviluppo. La rete che noi osserveremo da vicino!

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