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Mediterranea | November 16, 2018

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La "ricchezza geografico peregrinante" del Libro di Ruggero - Mediterranea

Tommaso Palmieri
Il libro di Ruggero

Il Libro di Ruggero

Di assoluto interesse, in un’epoca dominata dal ritorno di conflitti reali caratterizzata da un “sentire retro culturale” e basata da una pochezza intellettiva che sembra consigliare e accompagnare i più a serrare i propri orizzonti, tornare a soffermarsi su di un’opera ricca di fascino e amore positivo per la natura.

Il diletto di chi è appassionato per le peregrinazioni attraverso il mondo” (Kitab nuzhat al-mushtaq fi ikhtiraq al-afaq), meglio noto come Kitab Rugiar o Kitab Rugiari (Il libro di Ruggero o “Ruggeriano”, nella traduzione dall’arabo) completo ed approfondito compendio geografico toponomastico che Al Idrisi di Ceuta – ossia Abu Abdallah Muhammad ibn Muhammad ibn Idris – realizzò nel 1138 su commissione del re normanno di Sicilia Ruggero II d’Altavilla, si presenta come un’opera intenta a valorizzare un grande studio incentrato sulla magnificenza del regno e del regnante, dimostrando l’ottimo connubio multietnico e confessionale presente nell’allora definita “gemma del secolo per pregi e bellezze” e riguardante sia la tradizione greca, latina e araba utilizzate nell’isola come patrimonio unitario e non settario separatisticoma anche ispirato ad una verace volontà di conoscenza globale avente come “perno ruotante” l’intero bacino mediterraneo.

Nel volume, riproposto dall’Editore Flaccovio nel suo quarto e quinto clima appartenente alla rappresentazione italico peninsulare nella traduzione di Umberto Rizzitano, riemergono da scrigni polverosi di una memoria storica mai del tutto cantata nella sua magnificenza descrittiva le rappresentazioni e gli studi del tempo riguardo a nomi, luoghi, città, paesi, mari siriani e veneziani, fiumi e passi montani nostrani, abitanti e curiosità, oltre ad alcuni omissis concernenti la difficoltà di interpretazione dei complicati segni dell’alfabeto arabo in riferimento ai quali si possono tradurre immaginarie direttrici.

Dal passato al presente, un invito alla curiosità della scoperta del nuovo nella rivisitazione di una parte di questo manuale può certamente ricondurre ad un’immagine più equilibrata dell’insieme storico, geografico e nozionistico dell’area, contraddistinta da quella ricchezza vitale che, veduta nell’atto dello sfogliare aperta alla descrizione, immaginava il desiderio di chi voleva affidare ad una scienza basata su di una “giusta lentezza del descrivere” e nutrita di impattante visibilità le sorti di un possibile dialogo nel Mediterraneo del XII secolo.

Idrisi
Il Libro di Ruggero
pp 121
Flaccovio Editore, 2008

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