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Mediterranea | December 12, 2018

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La guerra di Toni - Mediterranea

La guerra di Toni
Gianmarco Murru

Fabrizio Lo Bianco, Rizzoli editore, Collana Ragazzi, Pagine: 234

Il primo romanzo di Fabrizio Lo Bianco è una bella sorpresa, un racconto che cattura il lettore dalla prima all’ultima riga. Si avvicina molto alla sceneggiatura di una graphic novel, capace di trasferire il lettore in una dimensione cinematografica: il protagonista ci fa vivere ciò che vede attraverso i suoi occhi, gira in “presa diretta” tutte le sue esperienze. Lo fa seguendo la tecnica del flashback, conducendo il lettore dai giorni dei bombardamenti di Cagliari del febbraio 1943, alla città del primo dopoguerra. L’autore documenta puntualmente gli eventi storici che fanno da sottofondo ad una storia umana molto dura, dove distruzione e morte sono descritte senza sconti.

la guerra di ToniIl libro racconta la storia di Toni, uno dei tanti ragazzi di strada della Cagliari anni cinquanta. Un ragazzo di circa venticinque anni, che cerca di sopravvivere nell’indifferenza generale, rintanato come un animale braccato in una delle grotte della città dove si stabilivano gli sfollati. La sua vita cambia quando incontra un goffo giornalista in cerca di scoop. Il nostro cronista d’assalto, si fa per dire, incontra il ragazzo sotto suggerimento di un misterioso signore, preoccupato di fargli ritrovare la famiglia d’origine. Il giornalista Rolando Piras vuole costruire una storia da prima pagina, ma convincere il direttore del giornale a parlare di questa vicenda, in un periodo in cui tutti volevano dimenticare la tristezza della guerra era una vera impresa.

Una città che in pochi anni aveva ricominciato a respirare un’aria di normalità e ottimismo. Si ricostruivano i palazzi, si perdonavano i delitti degli anni passati e ognuno si ritagliava un suo spazio, lontanissimo se possibile, dalle miserie umane del conflitto appena concluso.
Il giornalista insiste, c’è qualcosa di quel ragazzo che lo rende speciale, capace di attirare l’attenzione. La voce narrante ci porta indietro nel tempo per raccontare la vera storia del ragazzo, una favola amara che si rivela con un ritmo incalzante. Toni si trova a 12 anni in mezzo all’inferno delle bombe. La guerra che, non “…è bella anche se fa male” fa da sfondo al racconto di un’umanità stremata. Per il bambino della Cagliari del 1943, come per uno di Gaza ai giorni nostri, le bombe non hanno nessun fascino, erano e sono una macelleria incomprensibile.

Cagliari, febbraio 1943: le bombe americane devastano la città bianca. Si potrebbero chiamare impropriamente “bombe intelligenti”, non perché avrebbero dovuto evitare perdite di vite umane, anzi dovevano e hanno provocato una strage. Il bombardamento di Cagliari doveva servire come escamotage per confondere le idee delle armate nazifasciste della seconda guerra mondiale, far credere che fosse la Sardegna il porto di sbarco degli alleati per poi conquistare l’Italia. Invece il progetto, come ci raccontano i libri di storia, era quello di sbarcare in Sicilia, ormai sgombra di un numero importante di tedeschi. Una “sfortunata” coincidenza raccontata con minuzia di particolari storici nell’apertura del racconto, una vera “spy story”.

Le avventure di Toni

Una parte del racconto si snoda in quelle ore terribili, quando Toni e un gruppo di amici decide di prendere un treno per andare al cinema in città e vedere finalmente i loro eroi, Gianni e Pinotto. Una volta arrivati a Cagliari scoppia l’inferno. La scena è descritta senza filtri, come farebbe un ragazzino di 12 anni. Le parole di Toni non cercano scorciatoie, non stanno a parafrasare. Corpi che volano all’interno della stazione, sangue e pezzi di carne dappertutto, come le scene che ricordava di aver visto in un macello. Caos e distruzione, polvere e frastuono accolgono Toni all’arrivo alla stazione, che lascerà in fretta per trovare rifugio altrove. Tutto questo è incomprensibile per Toni, “glielo avrebbero dovuto dire che la guerra era quella cosa lì. E quando sarebbe tornato a scuola, lui l’avrebbe detto alla zia, maestra Costanza, che la faccenda era diversa e che Balilla Moschettiere lui non voleva più esserlo. E che la guerra era una porcata, un mondo rovesciato, un vortice di carne, polvere, asini senza gambe, poltrone in bilico in cielo anziché nei salotti. E poi amici che imparano a sgozzare altri uomini. Non poteva essere quella cosa lì, la guerra che da anni i grandi invocavano. Non doveva”.
Toni si trova a dover sopravvivere in una città che non conosce, vaga in cerca di aiuto per le vie del centro. Incontra per caso una bambina, che lo salva portandolo a casa sua, trovando una famiglia che divide con lui il pochissimo che ha. E nonostante la fame pensava alla bellezza di questa bambina dai riccioli neri, in mezzo alla distruzione quel fremito dolce dell’innamoramento gli faceva sentire ancora un po’ di umanità. La gentilezza, l’umanità di Beatrice e della madre gli fanno pensare alla sua di famiglia, certamente preoccupata per non averlo visto rientrare ormai da molte ore. Toni pensa a come saranno arrabbiati, un pensiero che stride con la realtà che lo circonda.

Chi è Toni?

Chi è davvero questo strano ragazzo? Solo e taciturno, appassionato di aerei, legatissimo ad un modellino che conserva gelosamente. Il racconto si snoda tra passato e presente, seguendo l’inchiesta del giornalista Rolando Piras che, costretto dagli eventi, si trova ad interessarsi davvero alla vita di Toni. Si trasforma in un investigatore per trovare il ragazzo, nel frattempo letteralmente scomparso dalla città. Un mistero che deve risolvere per ritrovarlo e salvare la sua carriera. Cerca dappertutto, ma sarà nel suo passato che troverà la strada per ritrovarlo. Non è a Cagliari che deve cercare ma a Gomas, luogo di origine di Toni. Un paesino vicino alla città dove si sveleranno tante cose.

Un libro da non perdere. Dolce e duro allo stesso tempo, una prova di grande maestria nell’arte del racconto.

FABRIZIO LO BIANCO, insegnante di lettere alle scuole medie, è nato a Cagliari nel 1971. Come autore di fumetti, cartoni animati e libri per ragazzi ha collaborato con alcune delle principali case editrici italiane (Rizzoli, Periodici San Paolo, Disney, Piemme, Play Press) e con Rai Fiction, Lucky Dreams e Rainbow.

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