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La Città dell'Impresa

di Francesca Sanna

tempo di lettura stimato: 6 minuti

Cagliari (ITALIA) 

Visita all’ex vetreria di Pirri: un parco dall’atmosfera rilassante e un palazzo che si erge maestoso a fare da sfondo alla rinascita sociale dell’area vasta della città di Cagliari.                   

Qui ha sede la “Città dell’Impresa”: l’ente che lavora ormai da diversi anni sul progetto di sviluppo economico per un golfo che fa da porta principale sul mediterraneo.                        

Ne abbiamo parlato con Andrea Stocchino che della “Città dell’Impresa” è il responsabile per il servizio Business Plan, Incubazione e Tutoraggio.

Dottor Stocchino con quale scopo nasce la città dell’Impresa?
 
Il nostro ente ha una doppia funzione: 

- la prima é agevolativa perchè nella maggior parte dei casi, gli aspiranti imprenditori sono mossi da motivazioni di carattere finanziario: per cui il primo problema che si pongono è dove trovare i soldi per iniziare. Forniamo in sostanza informazioni su come e dove trovare i fondi per aprire l’impresa. 

- La seconda è invece amministrativa e riguarda la trasmissione di tutta quella serie di regole che governa e vincola il servizio d’impresa. Lavoriamo fornendo tutte le informazioni che governano l’attività imprenditoriale posta in esame.

La vostra primaria attività è quindi di assistenza per un futuro imprenditore?

La città dell’impresa è uno strumento di sviluppo economico localepensato dall’amministrazione comunale di Cagliari per dare impulso allo sviluppo economico; lo facciamo attraverso l’aiuto sia alle imprese startup (cioè le imprese che stanno nascendo o potrebbero nascere nell’immediato ) sia alle imprese già nate e che si stanno sviluppando. Per sviluppare l’economia di un dato territorio Y si può o aumentare gli investimenti o aumentare i consumi. Aiutando le imprese si aumentano gli investimenti e la capacità di fornirsi dei mezzi necessari perché essa si sviluppi e favorisca l’assunzione di lavoratori. Dal punto di vista lavorativo di solito ci si trova spesso di fronte ad una grande asimmetria tra la domanda e l’offerta sia per l’aspetto quantitativo sia per quello qualitativo perché o i lavoratori non sono abbastanza formati o tra quelli formati non ce ne sono abbastanza disponibili all’applicazione a nuovi progetti. Un altro fondamentale intento della Città dell’Impresa é quello di agire sul lavoro fornendo la formazione del personale di impresa non dal punto di vista di una formazione tradizionale ma da quello di una formazione manageriale in modo che le persone possano portare avanti i propri progetti di impresa con le proprie competenze di metodologia manageriale.

Il vostro progetto sembrerebbe principalmente finalizzato ad un’utenza giovane..

Nella maggioranza dei casi ci si rapporta ai giovani perché i giovani sono la linfa vitale della società. Hanno completato un percorso di studi ed è necessario farli passare da uno stato “passivo” – come è quello dell’attività di studente - ad uno “attivo” per cui un soggetto diventa utile a sé stesso e alla società inglobando anche il lavoro degli altri.

In Sardegna manca il lavoro ma è anche vero che nessuno investe. La città dell’impresa nasce per il sollevamento sociale di Pirri e della città di Cagliari, ma questi sono territori in cui allo stato attuale, le possibilità imprenditoriali restano abbastanza circoscritte. In che modo pensa che in un futuro prossimo possiate creare aziende e soprattutto in quale percentuale?

Dare una risposta in percentuale diventa molto difficile. Si ha solo una percezione che un po’ più persone si stiano cimentando nella creazione di impresa. Anzi, la Sardegna ha tassi di creazione di sviluppo assimilabili a quelli del resto d’Italia. Il problema della Sardegna è il mercato perché la nostra regione è come un giardino e ha quindi un suo recinto intorno… Nel nostro caso è il mare. Purtroppo si parla di un mercato circoscritto e questo crea un nanismo imprenditoriale; un’impresa che nasce ha un numero ridotto di consumatori e questo è un limite. Bisogna quindi cambiare la mentalità degli imprenditori creando imprese che vivano quanto meno di contatti con il resto del mondo. E’ necessario trovare soluzioni alternative per le imprese che soffrono della concorrenza con le imprese più grandi.

Fino a questo momento in quale numero e percentuale i potenziali imprenditori che si sono rivolti a Voi sono riusciti a portare avanti il loro progetto? Si sa che ci sono persone che sono anche riuscite ad avere dei mercati extraeuropei, in Cina ad esempio. Sono piccoli casi ? Grandi numeri?

Non tutti i soggetti che si rivolgono a noi aprono poi un’impresa. Molte persone hanno solo bisogno di informazioni o di schiarirsi le idee. Ma non tutti sono nelle condizioni di avviare un’attività o non hanno tutte le carte in regola per buttarsi nel mondo dell’impresa; magari non sono abbastanza preparati o non sanno fare un lavoro o non hanno abbastanza esperienza o motivazione. Su 100 persone che entrano nell’ambito consulenza 5/6 diventano aspiranti imprenditori, 2/3 diventano solo aspiranti imprenditori.

Di quali caratteristiche avete bisogno quindi perché una persona che si rivolge a voi possa poi attuare un progetto di impresa? Anche Voi accompagnando un soggetto nell’iter formativo vi rapporterete alla sua capacità economica.

ll ruolo del creatore d’impresa ha prima di tutto un’importante valore sociale e morale. In parole molto povere l’unico errore che non si deve MAI fare è spingere una persona che non ha tutte le carte in regola a diventare imprenditore, perché è comunque una condizione rischiosissima. Un aspirante imprenditore deve innanzi tutto avere delle caratteristiche molto forti a livello personale, deve avere anche una buona idea imprenditoriale e possibilmente qualche soldino in tasca.. Noi aiutiamo chi vorrebbe diventare imprenditore a valutare i rischi di ogni sua azione. L’imprenditore è una persona che sostiene dei costi nella speranza che gli vengano remunerati con i guadagni che poi otterrà, ma non tutte le persone hanno le spalle abbastanza larghe per andare a dormire tranquilli la notte sapendo che devono dei soldi al loro fornitore o pensando che le famiglie dei loro dipendenti devono vivere dal successo delle attività dell’impresa. Prima di tutto un imprenditore deve avere la capacità di gestione del rischio e vedere con lungimiranza dove sta andando, valutando opportunità e rischi.

Finora si sono rivolte a voi più persone che volevano iniziare un’impresa con un grande giro di mercato e commercio o più imprese artigianali?

Negli ultimi anni l’impresa media sarda è di piccole dimensioni, ma non è detto che non ci sia capitato si seguire imprese con grandi numeri di dipendenti. Di solito le imprese piccole sono quelle che hanno più bisogno di assistenza perché chi comunque vuole creare un’azienda di grandi dimensioni sa già all’inizio di poterne sopportare i rischi. Se un imprenditore decide di avviare una grande impresa significa che ha meno bisogno d’aiuto. Il problema di impresa è un problema culturale; ci basiamo su idee imprenditoriali apprese dall’America negli anni settanta che adesso sono più o meno assodate. Stiamo organizzando all’interno dello stabile un’area cultura dove si troverà un museo dell’impresa, cioè un vero e proprio museo che ha come scopo fondamentale quello di avvicinare i privati ad un percorso tramite il quale possano sondare la problematica territoriale, la problematica di impresa. Metteremo a disposizione dei visitatori “mostre a tema create con gli occhi dell’artista”, quindi delle mostre fotografiche e seminari tematici con lo scopo di diffondere informazioni importanti sul movimento dell’economia.

I seminari e master che voi svolgete all’università sono rivolti a giovani che sono arrivati a determinati ambiti formativi (ad esempio già laureati) oppure vi rivolgete anche a chi non abbia raggiunto tale livello formativo (che sono poi la maggior parte delle persone)

La formazione non è l’attività che facciamo più di altre ma è finalizzata a creare figure manageriali che possano lavorare nelle imprese in fase manageriale, quindi questi corsi sono pressoché indirizzati verso persone già laureate oppure che anche se sono diplomate abbiano alle spalle delle esperienze lavorative importanti . Sugli altri individui lavoriamo sul piano personale e teorico

Non le sembra un po’ discriminante dato che di per sé il progetto è bellissimo, affascinante, però se si vuole lavorare su un progetto territoriale problematico, la formazione non dovrebbe essere rivolta a chi è in condizione di svantaggio culturale?

Con la formazione cerchiamo di rispondere a tutti ma la formazione manageriale è rivolta, ovviamente, solo a chi abbia studiato molto o abbia avuto molta esperienza perché non si potrebbe fare diversamente. Si necessita almeno di una formazione di base.

Nell’era di internet, dello sviluppo del commercio online, ci sono delle persone che si sono rivolte a voi per portare avanti un’attività di e- commerce? In che modo le avete aiutate?

Moltissime persone si sono rivolte a noi per l’e-commerce. Già nel 2001 eravamo punto di riferimento per la new economy. Abbiamo aiutato varie aziende di sviluppo di software. Cagliari in questo ha il grosso bagaglio della CrS4, centro di ricerca e studi di tecnologia informatica. Abbiamo aiutato la nascita di Videonline con Grauso , abbiamo assistito la nascita di Tiscali, Eolo.. siamo in questo molto presenti. Cerchiamo di agevolare le imprese innovative.

Se una persona si rivolgesse a voi per creare un sito commerciale di vendita come lo seguireste?

Innanzi tutto accompagneremmo l’aspirante imprenditore nell’ analisi dei rischi e cercheremmo di capire se è cosciente di chi possano essere i destinatari delle vendite e come fare a vendere. Bisogna sempre valutare se internet sia lo strumento migliore poiché è necessario valutareil problema della vendita indiretta che porta alla difficoltà di consegne; ci si concentra solo successivamente sul costo dell’idea e nel capire che fatturato si desidera conseguire. Una grande stanza(il reale incubatore di impresa) serve a ricevere chi si rivolge a noi e ha bisogno di operare un business plan; si inizia poi il percorso di formazione presso gli uffici dei consulenti. Nel momento in cui l’interessato può avviare la sua attività gli si mette un ufficio a disposizione a un costo agevolato, cioè corrispondente al numero di mq occupati dall’imprenditore al costo che la città dell’impresa paga per l’affitto della relativa parte occupata. In molti casi parte dei costi viene coperta dal comune. Tutti i servizi sono gratuiti o a costo bassissimo. L’unico caso di pagamento si ha per il traffico telefonico che ovviamente non può essere a nostro carico

In questo momento ci sono delle imprese ospiti?

Stiamo per pubblicare il bando per questo progetto, che è in partenza. Ci sono già delle imprese in lista.

Vi siete posti il problema di cosa fare se in numero delle imprese che cercano alloggio dovesse essere superiore agli spazi che avete a disposizione?

Veniamo già da un progetto regionale di incubatore diffuso per cui abbiamo già affrontato problemi di questo genere. In realtà In alcuni casi abbiamo cercato altri spazi a costo inferiore, nulla toglie che li possiamo ancora trovare per metterli a disposizione delle aziende che assistiamo. Mettiamo a disposizione anche una sala riunioni: ogni impresa che usufruisce del nostro aiuto può usufruirne per incontrare ad esempio clienti o fornitori. Nella stessa stanza gli imprenditori seguiranno i corsi di aggiornamento per le loro attività.”

Una rapida visita all’ex distilleria Rocca Ancis mette in luce come ogni attività sia ordinata e distinta nel percorso visibile della separazione degli spazi: area formazione per i master, area per i corsi di orientamento e utilizzo dei pc, area per le ricerche . In questo l’interessato è costantemente seguito anche con il materiale cartaceo di studio sempre a completa disposizione. In alcuni spazi ci sono aree destinate al percorso di autoformazione,un sistema completamente innovativo e molto completo. I seminari sono aperti a chiunque fosse interessato a parteciparvi anche per cultura personale. Ogni informazione sulle attività si può trovare presso l’università di Cagliari o sul sito www.cittadellimpresa.it .

Francesca Sanna [ 21/03/2008 ]


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