Roma
La dolcè vita è la speranza
Un tuffo in un uno dei fenomeni Storici che ha percorso la modernità. Che l'ha intrisa e sublimata in ciò che semplicemente chiamiamo Blues.
Per la maggioranza un genere musicale, per i buoni fruitori di Musica - l'albero madre - della musica moderna e contemporanea.
Per noi, oggi, sarà briciole di consapevolezza e coscienza storica del primo incontro/scontro tra la cultura bianca e quella Nera. Partiamo da qui, perché in quel pioneristico slancio di scoperta e subito dopo di conquista con cui gli Europei hanno scelto di rappresentarsi e di incontrare l'Altro Sé, che sta la nascita del Blues, della sua estetica musicale, del suo stile asciutto, talvolta caustico ma, mai riduttivaMente triste.
Dagli anni sessanta ad oggi la produzione saggistica al riguardo è stata condotta in maniera più o meno critica, più o meno ' giudiziosa '. Rallentata dal pensiero eurocentrico e affrontata con un atteggiamento tipicamente ' intellettualoide ' ci ha privato del gusto pieno e tondo che il Blues merita. Del valore aggiunto dall'atto del comprendere.
Fondamentale indi, si rivela il contributo di critici musicali e teorici responsabili come Vincenzo Martorella, autore di un illuminante testo - Blues - ( Piccola Biblioteca Einaudi ).
L' Autore ripercorre analiticaMente le tracce della poesia Blu(es), sullo sfondo di uno scenario umanistico/critico esemplare. Si incastra perfettaMente nel nocciolo del nostro discorso. Getta un colpo di luce ( uno dei tanti a-venire ci auguriamo ) sulla psicologia, sui sentimenti, sulle speranze di un popolo orfano che il Blues ha narrato e narra.
Il presente del narrare lo applichiamo solo per continuità di discorso, posto che è improbabile, nonostante il pensiero comune, riproporre oggi lo stile Blues.
Non si può riproporre una tragedia storica, non la stessa quantomeno. La si può tentare di afferrare da qui, da dove siamo oggi per meglio comprendere, per meglio sapere e per meglio gustare il Sublime che ne ne è nato. Dilatiamo il linguaggio e chiamiamo pure Miracolo, quello che è stato un atto di sopravvivenza e di recupero di un africanità orfana e smarrita. Miracolo aperto all'adattamento dell'umanità. Il Blues è anche quella proverbiale Virtù sorta dalla necessità.
Definito come la '' Musica del diavolo '' ( e Martorella dedica particolare attenzione ai processi formali di riferimento ) è in realtà l'invito e l'esempio di come sopravvivere nell'inferno della storia, della schiavitù, dei chilometri percorsi dietro un aratro.
B. B. King nella sua autobiografia asserisce di aver percorso in decenni di lavoro nelle piantagioni l'equivalente della circonferenza terrestre. Gli crediamo, del resto il lavoro comprendeva all'incirca 15-16 ore della giornata,i campi erano lunghi diversi chilometri. Basta fare una media di 90 km al giorno per circa vent'anni...
Vi lascio sperando di aver stimolato un pizzico di curiosità nuova, per uno degli Atti di vita e dei Misteri che ci circondano: il Blues è come la Bellezza Vera, ci sta intorno.
Che sia da stimolo per tutti noi la forza della Bellezza allora, che ci aiuti a meglio vivere nel peggiore dei '' mondi possibili ''. Il Blues è Speranza. Io ne ho ancora un pizzico..
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