Cagliari (CA)
GIOVEDI, 11 marzo, ore 10-13, Università di Cagliari
Dipartimento di Filosofia e Teoria delle Scienze Umane (piazza d'armi, 1)
aula 10
Maurizio Ferraris presenta
Documentalità. Perché è necessario lasciar tracce (Laterza 2009).
Introduce Vanna Gessa Kurotschka
Per informazioni: vanna@unica.it
La filosofia ai tempi del web. Ferraris sta lavorando da tempo su quella che lui chiama la società delle registrazioni, una società che sembra documentare tutto, ma fino a quando? e come? quanto durerà questa memoria? Insomma, mi registrano dunque sono, si potrebbe dire. Il messaggio è tanto straordinario quanto inquietante:
Tutto è per sempre. Oggi tutto è scritto, tutto si può ritrovare. L’esplosione della scrittura svela l’essenza del legame sociale, la documentalità. Perché è necessario lasciar tracce: altrimenti non ci sarà niente, nessuno in nessun luogo mai.
Catturare immagini e parole dei propri simili, e magari ricattarli, oggi è più facile che mai. Ma computer e telefonini sono soltanto l’ultimo capitolo nella lunga storia delle “iscrizioni” che disegnano la struttura profonda delle relazioni umane: soldi, matrimoni, divorzi, codici fiscali e crisi finanziarie. Tutto ciò esiste in quanto rigorosamente scritto e certificato. Per Maurizio Ferraris la comunicazione è già un passo successivo rispetto alla necessità di lasciar tracce di noi. La procedura del vendere l'anima al diavolo resta misteriosa, mentre è semplicissima la pratica per vendere le proprie memorie a Google: puoi disporre di un archivio universale, a patto che tu stesso, con tutto quello che ti riguarda, accetti di diventarne parte. Allo stesso modo, puoi attuare una procedura di total recall e registrare ogni istante della tua vita, realizzando artificialmente il Funes della novella di Borges. Più modestamente, ed è il gioco di gran lunga preferito, puoi costruire documenti, sostituire al verba volant lo scripta manent, la permanenza degli archivi, dei papelli, dei pizzini. Puoi registrare immagini e parole dei tuoi simili e usarle per ricattarli, una volta ci volevano tecnologie inarrivabili, e il risultato era sempre modesto. Oggi basta un telefonino, che sta lì, innocuamente, quasi che servisse per comunicare; invece, come tutto il resto, serve essenzialmente per registrare, cioè per produrre, con una potenza e una automazione che crescono in maniera esponenziale, dei documenti.
In questi giorni gli scandali appassionano i giornali e i talk show, ma non è un po' guardare il dito e non la luna? La grande trasformazione in corso, con l'esplosione della scrittura e delle registrazioni, con quello che Ferraris chiama “documentalità”, è che ogni singolo atto diventa pubblico e pubblicabile a bassissimo costo e in forma tecnicamente facilissima. Ora non c'è bisogno di filmare un politico con un transessuale, basta riprendere il colore delle calze di un giudice e, con opportuni commenti, questo sembra già scandaloso. Un altro aspetto più che intrigante è che Ferraris dà gli strumenti per orientarsi sul confine tra pubblico e privato.
Maurizio Ferraris (Torino, 07/02/1956), uno dei più interessanti e originali filosofi contemporanei è, dal 1995, professore ordinario di Filosofia teoretica nella Facoltà di Lettere e filosofia della Università di Torino, dove dirige il Centro Interuniversitario di Ontologia Teorica e Applicata (CTAO).
È stato direttore di programma al Collège International de Philosophie (Parigi), visiting professor in numerose università (Colorado Springs, Monterrey, Ginevra, Montpellier, Lipsia…) e, a più riprese, borsista della Alexander von Humboldt-Stiftung (Bonn). Collabora al supplemento culturale de Il Sole 24 Ore e a Il Manifesto, dirige la Rivista di estetica.
Ha scritto una trentina di libri, tra cui la Storia dell’ermeneutica (Milano, Bompiani 1988), giunta alla quinta edizione e tradotta in inglese e in spagnolo, Estetica razionale (Milano, Cortina 1997), che ha rilanciato il dibattito sull’estetica come teoria della percezione. Tra i più recenti: Experimentelle Ästhetik (Vienna, Turia und Kant 2001), L’altra estetica (con altri autori, Torino, Einaudi 2001), Una ikea di università (Milano, Cortina 2001), Il mondo esterno (Milano, Bompiani 2001), A taste for the Secret (con Jacques Derrida, London, Blackwell 2001), Ontologia (Napoli, Guida 2003), Introduzione a Derrida (Roma-Bari, Laterza 2003, seconda edizione 2004. Documentalità. Perché è necessario lasciar tracce (Laterza 2009).
Emanuela Minnai
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