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Mediterranea | February 23, 2019

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In viaggio con Hilda Garst - Mediterranea

In viaggio con Hilda Garst
Veronica Matta

In viaggio con Hilda Garst, Consulente de La Leche League Italia Onlus, (Lega per l’allattamento materno), con un gruppo a Serdiana (CA) (LLLSerdiana) in occasione della “Settimana Mondiale per l’Allattamento 2010” insieme a genitori, gruppi di sostegno, operatori sanitari, autorità locali, e tutta la comunità all’incontro a tema: “I pochi ma fondamentali passi per realizzare l’allattamento al seno

L’incontro, avvenuto sabato 2 Ottobre nell’Aula consiliare del Comune di Dolianova, organizzato dal gruppo di Serdiana de La Leche League Italia inaugurava un nuovo anno di lavoro “da mamma a mamma” attraverso scambi di esperienze, informazioni e sostegno pratico e morale. Questo incontro di apertura dell’anno 2010-2011 del gruppo LLLSerdiana era dedicato alla Settimana mondiale per l’allattamento 2010 e aveva come obiettivo l’individuare, attraverso testimonianze di genitori, gruppi di sostegno, operatori sanitari, quali ostacoli impediscano ad oggi la pratica dell’allattamento e quali “pochi ma fondamentali passi” debbano essere realizzati affinché tutte le mamme possano allattare; voleva inoltre sottolineare l’incalcolabile e dimostrato valore ed efficacia dei gruppi di sostegno nazionali e locali e dell’aiuto tra madri.

Conosciamo più da vicino Hilda Garst, che come Consulente volontaria de La Leche League, offre da 13 anni informazioni e sostegno alle madri che desiderano allattare i loro bambini, attraverso incontri mensili, consulenze telefoniche ed epistolari e attraverso contatti di persona.

Che cos’è La Leche League?

La Leche League è un’associazione internazionale apolitica, aconfessionale e non a scopo di lucro, nata per fornire alle donne che vogliono allattare al seno, informazioni e sostegno seguendo una filosofia da mamma a mamma.

Nel 1997 sono stata accreditata da La Leche League Italia come “Consulente volontaria” e da allora ho iniziato questo meraviglioso lavoro di aiuto e sostegno “da mamma a mamma”. I 13 anni di delicata e rispettosa vicinanza alle mamme ed i loro bambini, di lavoro dentro La Leche League e di scambi di esperienze e conoscenze con altre associazioni, istituzioni e persone impegnate nel ripristino della pratica dell’allattamento, sono stati un continuo ed intenso percorso di crescita ed arricchimento, sia mia personale come madre di 3 figli e sia come Consulente. Ho potuto continuare ad allargare ed approfondire le mie esperienze e conoscenze sull’allattamento, soprattutto grazie a La Leche League che è una risorsa inesauribile di informazioni ed esperienze riguardanti l’allattamento ed il maternato, difficilmente reperibili altrove (La Leche League è considerata a livello mondiale come l’organizzazione più autorevole in materia di allattamento), e grazie alle mamme ed ai loro bambini che, “incarnando come esperti in primis” il loro vissuto di allattamento, sono stati e sono giorno dopo giorno la mia migliore scuola.

TANTISSIME DONNE NON ALLATTANO, POSSIAMO CAPIRE LE CAUSE?

Cercare di elencare le cause che stanno alla base di tanti non-allattamenti, non è facile perché i fattori che hanno contribuito al graduale perdersi di una cultura dove l’allattamento era la normalità, sono molteplici. Andando indietro nella storia, possiamo constatare che in tutti i tempi ed in tutti i luoghi, ci sono stati riti, tradizioni, usanze ecc che, in qualche modo, hanno interferito col processo naturale di nascita e di allattamento e svezzamento. Sicuramente con l’invenzione della formula artificiale e con la sua aumentata diffusione e con la medicalizzazione del parto e dell’accudimento del cucciolo dell’uomo, la pratica dell’allattamento è andata perdendosi sempre più.

Fortunatamente grazie agli innumerevoli studi fatti in questo campo negli ultimi decenni, si hanno a disposizione sempre più evidenze scientifiche che indicano i fattori che possono avere un impatto negativo importante sull’avvio efficace del processo naturale di allattamento, sul suo efficace consolidamento e sul suo naturale proseguimento finché madre e bambino lo desiderano.

Grazie a questi preziosi studi, si arricchisce anche continuamente il quadro di quanto l’allattamento sia essenziale per la salute e sviluppo ottimale della nostra specie e quanto sia alto il prezzo che la comunità e l’ambiente pagano per il mancato allattamento di tante mamme e bambini.

Gli ostacoli che ad oggi impediscono quindi il realizzarsi di una società dove tutte le donne allattino, sono da cercarsi maggiormente in cause culturali, sociali, organizzative, strutturali, abitudinarie.

IL NON-ALLATTAMENTO MONDIALE E’ MOLTO DIFFUSO?

Purtroppo sì…
Soprattutto nei paesi occidentali, le percentuali di allattamento non-esclusivo nei primi 6 mesi (cioè con integrazione della formula artificiale) e di svezzamento precoce sono ancora molto alti, nonostante ormai in tanti ambiti medico-sanitari ed istituzionali si parli della fondamentale importanza dell’allattamento esclusivo fino a 6 mesi e dell’allattamento con graduale introduzione di alimenti complementari fino ad almeno i 2 anni o finché madre e bambino desiderino.

Anche nelle società dove l’allattamento era la norma sociale e culturale fino a qualche decennio fa, stanno aumentando gli ostacoli che impediscono e/o complicano gli allattamenti di tante mamme e bambini.

Un esempio molto evidente di quanto i nostri processi fisiologici e le nostre scelte di vita siano influenzate dalle regole culturali e sociali della società in cui viviamo , lo possiamo trovare nelle donne immigrate (p.e. filippine, somale, marocchine ecc) che provengono da paesi dove l’allattamento è ancora la norma culturale e sociale.

Molte di loro, nonostante siano cresciute in culture dove la maggior parte delle donne allatta e vive a stretto contatto fisico col bambino e dove l’allattamento viene visto come la normalità, una volta inseritesi in un’altra cultura dove invece allattare non è la norma, si adeguano alle regole ed abitudini culturali e sociali della loro nuova patria e interrompono anch’esse, precocemente, l’allattamento.

Ho notato che anche sempre più donne delle comunità zingare, che fino a qualche anno fa, sembravano riuscire a preservare la loro cultura dell’allattamento, si stanno riversando sull’accudimento dei loro bambini attraverso l’allattamento artificiale.

E’ NECESSARIO AVVIARE RETI Di SOSTEGNO PER LA RIAPPROPRIAZIONE DELLE CAPACITA’ FEMMINILI Di ALLATTARE?

L’allattamento è una risorsa vitale di fondamentale ed incalcolabile importanza per la madre ed il bambino, per le famiglie, per la società, per l’ambiente, per l’economia…

Se vogliamo salvaguardare e ripristinare questa inestimabile risorsa e ottenere che le donne rimettano in atto le loro innate competenze di accudire e nutrire i loro cuccioli al seno, la cosa più urgente da fare è RIMUOVERE GLI OSTACOLI CHE IMPEDISCONO L’ATTUARSI NATURALE DELL’ALLATTAMENTO!

La società, in tutti suoi ambiti, dovrà fare “pochi ma fondamentali passi” per rimuovere questi ostacoli:

Nelle strutture sanitarie (sia quelle che accompagnano le madri e bambini al momento della nascita e puerperio, sia quelle che lavorano con le coppie allattanti dopo le dimissioni dall’ospedale), urgerà realizzare pratiche assistenziali volte a non-interferire col processo naturale di avvio e proseguimento dell’allattamento e volte ad offrire adeguato sostegno in caso di difficoltà. (la realizzazione dell’iniziativa “i 10 passi per l’ospedale amico dei bambini” può essere uno strumento efficacissimo per raggiungere questo obiettivo.) Per info http://www.unicef.it/doc/148/ospedali-amici-dei-bambini.html

Il mondo lavorativo dovrà rispondere con leggi che proteggano la madre lavoratrice che allatta;

Le comunità dovranno migliorare le loro politiche volte ad incoraggiare e sostenere attivamente la pratica dell’allattamento e a ripristinarla come norma sociale e culturale di accudimento e nutrimento dei bambini (la realizzazione dell’iniziativa “comunità amica dei bambini”sarà in questo contesto uno strumento utilissimo). Per info http://www.unicef.it/tag/comunit%C3%A0-amiche-dei-bambini

Il mondo scolastico dovrà inserire, nei suoi programmi d’insegnamento, l’allattamento come norma dal punto di vista biologico per la specie umana.

Anche i mass media potranno occupare un ruolo fondamentale nel ripristinare la cultura dell’allattamento, rispettando il “codice internazionale di commercializzazione dei sostituti del latte materno” e dando spazio – attraverso i loro canali di informazioni – a tematiche legate alla promozione, protezione e sostegno per l’allattamento al seno.

(per info http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_1467_listaFile_itemName_7_file.pdf
Un’altra cosa estremamente importante per il sollecito ripristino di una cultura dell’allattamento, è riconoscere, valorizzare e attingere all’enorme risorsa che sono i gruppi di sostegno tra madri e le associazioni nazionali ed internazionali di allattamento (come La Leche League Italia) presenti sul territorio ed indirizzare le madri a queste associazioni e gruppi di sostegno, affinché possano ricevere informazioni approfondite, incoraggiamento e sostegno pratico e morale e affinché possano condividere con altre madri i loro vissuti di allattamento.

E’ fondamentale poi che tutte queste realtà di sostegno creino forme di collaborazione, sinergia, potenziamento reciproco, che permettano il formarsi di una rete di sostegno che a 360° sappia promuovere, proteggere e sostenere le madri ed i bambini nelle loro capacità innate di allattamento!

SE LE MAMME SAPRANNO DELL’ESISTENZA DELLA SETTIMANA MONDIALE DELL’ALLATTAMENTO, SI SENTIRANNO PIU’ FORTI?

Questo da una parte era ed è una mia continua speranza, cerco sempre di giocare questa carta con le mamme per farle sentire più forti. Dico loro: “Sapete quanto si stia facendo a livello nazionale ed internazionale per rimuovere gli ostacoli che ad oggi impediscano e/o complicano il processo naturale, le vostre innate competenze di allattare? Esiste una settimana mondiale per l’allattamento, l’iniziativa Ospedale amico dei bambini, la comunità amica dei bambini… E le pubblicità in tv e nei giornali sui sostituti del vostro prezioso latte, che magari a voi possono sembrare anche convincenti, in realtà violano un codice internazionale di commercializzazione dei sostituti del latte materno…

Un po’ funziona, certo… Sapere quante iniziative a favore dell’allattamento si stiano realizzando e ricevere delle informazioni sulla sua incalcolabile importanza e meraviglioso potere, rende le madri più forti, motivate e consapevoli del come e perché preservare il loro allattamento.

L’esperienza però mi ha insegnato anche che, se una mamma ha delle difficoltà nel suo vissuto di allattamento come per esempio ragadi, mastite, una crescita rallentata del suo bambino ecc, o quando il suo atto d’amore di allattare viene visto male o criticato da persone intorno a lei, allora non c’è iniziativa, non c’è codice internazionale, non c’è riferimento a raccomandazioni importanti come quelle dell’OMS, che tenga… La mamma, in quell’istante, può sentirsi sopraffatta da dolori, paure, dubbi, senso di inadeguatezza, e ha bisogno di aiuto pratico concreto , di informazioni specifiche e di sostegno sensibile e rispettoso, affinché si possa sentire rinforzata nella sua fiducia “di potercela fare”.

Quindi la “ricetta” vincente, la “carta da giocare” per aiutare le mamme ed i bambini nel modo più efficace a riappropriarsi delle loro innate competenze di allattare, qual è? Creare una società da cui siano stati rimossi il più possibile gli ostacoli all’allattamento, saper offrire alle madri un aiuto concreto specifico ed articolato laddove occorra e ritornare ad un mondo in cui “allattare in ogni dove” venga considerato importante e normale.

OGNI MAMMA, OGNI DONNA PUO’ E DEVE TIRARE FUORI LA FORZA CHE OGNUNA HA DENTRO PER ALLATTARE?

Negli ultimi anni sta aumentando notevolmente la sensibilità e l’attenzione verso il tema allattamento. Nelle strutture di nascita, consultori famigliari, ambulatori pediatrici, nei gruppi di sostegno, sui giornali rivolti alle neomamme ed alle mamme gravide, le madri vengono sempre più incoraggiate ad allattare, e ricevono – rispetto a qualche tempo fa – più informazioni pratiche su come “devono fare”: “Allattate al seno!!” “Il latte materno è il meglio per il vostro bambino”, “L’allattamento non ha eguali”… Sono diventati dei veri e propri “mantra” negli ultimi anni.

Ciò nonostante, i risultati di questa politica pro-allattamento tardano ad arrivare. Troppe madri e bambini continuano ad abbandonare precocemente l’allattamento. Gli studi, che illustrano sempre meglio i meccanismi dell’allattamento fisiologico e indicano sempre meglio anche le cause del non-allattamento, parlano chiaro: La forza e la capacità delle donne di dare alla luce i loro cuccioli e di nutrirli, accudirli e proteggerli attraverso l’allattamento, si possono esprimere al massimo della loro potenza, quando non incontrano ostacoli ed interferenze dall’esterno.

Quindi in un certo senso non è la donna che DEVE tirare fuori da sé la forza di allattare: lei quella forza ce l’ha, diciamo “per natura”. Quello che davvero DEVE essere fatto, è rimuovere le interferenze che indeboliscono ed ostacolano il potere innato di madri e bambini di “accudirsi e nutrirsi secondo natura”.

SONO LE MAMME CHE CI HANNO FATTO CAPIRE L’IMPORTANZA DELL’ALLATTAMENTO?

Sai, qui possiamo fare una riflessione interessante: da quando l’uomo è uomo, o meglio “da quando la donna è donna”, l’allattamento è stato il sistema di sopravvivenza, di crescita e di sviluppo dei cuccioli dell’uomo. Si allattava, non tanto perché razionalmente se ne capiva l’importanza e la portata, ma perché l’ istinto, la “programmazione biologica” innescava il processo naturale dell’allattamento e perché la norma culturale e sociale prevedeva che si allattasse.

Con l’invenzione della formula artificiale e col graduale diffondersi del suo uso come cibo per i neonati umani, sono aumentate di pari passo anche le ricerche sulla composizione del latte e sul processo di lattazione . Queste ricerche, che forse inizialmente erano state avviate con lo scopo di “imitare” in un certo senso il latte umano, e creare un “sostituto paragonabile”, hanno dato il via a delle vere e proprie rivelazioni e scoperte su quanto l’allattamento sia un processo di “altissima ingegneria” ed una risorsa vitale unica , irripetibile, insostituibile, inimitabile, impagabile per mamma, bambino, ambiente, società ed economia…

In un certo senso possiamo quindi affermare che studi e ricerche ci hanno aiutato tantissimo a capire in pieno i meccanismi, l’importanza e la portata dell’allattamento.

E’ comunque veramente doveroso, a mio avviso, dare alle madri ed ai loro cuccioli il primo ed assoluto merito e riconoscimento per tutto ciò che ora sappiamo nel campo dell’allattamento.

Nel 1956, quando La Leche League venne fondata negli Stati Uniti, non erano ancora disponibili molti studi che evidenziassero scientificamente l’importanza , il potere e la meraviglia dell’allattamento. E l’impatto della cultura che spingeva a non allattare era fortissimo.

Ciò nonostante, le sette fondatrici coi loro bambini prima e poi sempre più coppie lattanti e famiglie insieme a loro, sono riuscite ad affrontare e superare gli ostacoli che la cultura del non-allattamento – seppur la maggior parte delle volte inconsapevolmente – ergeva e continua ad ergere, beneficiando in prima persona del grande potere dell’allattamento e poi salvaguardando e tramandando il patrimonio incalcolabile dell’allattamento…

Sono quindi prima di tutto e soprattutto le mamme ed i loro bambini, nel loro abbraccio “di latte ed amore” a testimoniare al mondo, giorno dopo giorno, poppata dopo poppata, “quanto lontano vada il semplice gesto di allattare e fino a che punto questo semplice atto produca un’onda che ha ripercussioni così profonde nel mondo” (da “l’arte dell’allattamento materno” La Leche League Italia, 2005, pag 488).

L’ALLATTAMENTO E’ PATRIMONIO DELL’UMANITA’?

Assolutamente sì…
L’allattamento è un patrimonio nutrizionale, immunologico, relazionale, culturale, sociale, economico, ambientale incalcolabile! E’ urgentissimo recuperare, salvaguardare, rivalorizzare, proteggere, promuovere, sostenere, riconoscere questo patrimonio dell’umanità!

Credo inoltre che la trasmissione dei saperi autentici sull’allattamento da una madre ad un’altra, sia ugualmente un patrimonio incalcolabile… Le mamme hanno allattato e continuano ad allattare, sia perché il loro corpo è programmato a farlo, ma anche perché hanno visto allattare e sono state sostenute da altre donne in questa loro esperienza…

Anche questo patrimonio di trasmissione di esperienze e saperi autentici di allattamento, va riconosciuto, rivalorizzato e salvaguardato come un patrimonio dell’umanità di incalcolabile valore…

In questo panorama La Leche League nei suoi più di 50 anni di lavoro “da mamma a mamma” ha ricoperto e continua a ricoprire un ruolo di fondamentale importanza, promuovendo l’allattamento nella società, attraverso l’instancabile, generoso lavoro volontario di migliaia di Consulenti in tutto il mondo, attraverso un’ampia gamma di pubblicazioni autorevoli ed uniche nel loro genere ed attraverso incontri, seminari e conferenze locali, nazionali ed internazionali, che hanno offerto e continuano ad offrire agli operatori sanitari opportunità di aggiornamento altamente qualificate e che continuano a rappresentare per le madri e bambini “un porto sicuro” dove poter trovare accoglienza, solidarietà, condivisione di esperienze, aggiornate informazioni e sostegno “da mamma a mamma” .

(per info: www.lllitalia.org, numero unico nazionale 199 432 326 )

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