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Mediterranea | November 16, 2018

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Il mondo visto da un ragazzo sardo - Mediterranea

Il mondo visto da un ragazzo sardo
Redazione

Chi sono i ragazzi del Mediterraneo? Chi sarà la prossima generazione che guiderà le sorti del nostro mondo?

A tal proposito abbiamo sentito un ragazzo sardo di tredici anni, con tutta la vita di fronte. Vive nel pieno della natura mediterranea, l’ambiente come meraviglioso contesto e il web sempre a disposizione.

Sono sicuramente diversi dai tredicenni di venti anni fa, senza dubbio più svegli, e forse si prendono più sul serio, almeno nel caso di Gianmarco. Forse sono più protetti, più stimolati dall’esplosione dei social network, che però non hanno con tutti gli stessi risultati. Ci vuole molta immaginazione per immedesimarsi nella mente di un ragazzo, la cosa migliore è porgergli delle domande importanti, senza pensare alla sua età. Abbiamo scoperto che Gianmarco è un ragazzo curioso, preciso, ragiona sulla realtà in modo approfondito e per quanto possibile, oggettivo. Insomma, fa sperare bene per le prossime generazioni.

Quanti anni hai e dove vivi?

Ho 13 anni quasi 14 e vivo in campagna vicino a Muravera in Provincia di Cagliari.

Cosa pensi che possa fare la tua famiglia per il tuo futuro?

La mia famiglia può insegnarmi a essere più responsabile affinché riesca a realizzarmi e a trovare un lavoro e avere una vita indipendente.

Quali sono invece le tue aspettative di vita, come ti immagini tra dieci anni?

Le mie aspettative di vita sono: essere felice e orgoglioso di me stesso, riuscire a trovare un lavoro che mi piaccia e renda abbastanza. Tra dieci anni immagino di essere un ragazzo abbastanza maturo, spero di poter studiare all’università senza problemi.

Qual’è il tuo rapporto con le tecnologie di comunicazione? Credi che possano aiutare nelle scelte?

Ho rapporto con le tecnologie di comunicazione molto intenso, riesco a comunicare attraverso PC e i cellulari senza fatica. Sono iscritto a più social network (Facebook, Twitter, Yahoo, Youtube, ecc.) ma penso che mi aiuti ben poco con le scelte che devo affrontare alla mia età.
I social network ti aiutano ad avere amici anche al di fuori del web?
Credo che parlarsi di persona o davanti a un computer non sia la stessa cosa, c’è infatti la possibilità di fraintendersi, per questo io penso che non si debba scrivere nulla che non si è in grado di dire di persona, e sopratutto essere cauti e consapevoli che si è controllati, e ciò che si scrive rimane nel tempo. Ma il lato comunque positivo è che riesco a mantenere rapporti con la gente anche al di fuori del web o per sentire amici hanno cambiato residenza, con i quali sarebbe difficile avere contatti.

Cosa ne pensi della politica? intesa come capacità di risolvere problemi?

La politica e i politici, per me hanno una concezione dell’amministrazione troppo superficiale, infatti, non risolvono i problemi della gente da cui sono stati eletti, utilizzando il denaro pubblico per i propri interessi. Agli occhi dei ragazzi la politica è quindi un ingiustizia, mentre dovrebbe essere rivalutata come la possibilità di migliorare il mondo in cui si vive. Per noi ragazzi sarebbe importante rivedere l’istruzione, il mondo della scuola. Il clima nelle aule è poco stimolante e gli insegnanti non motivano abbastanza, mancano le iniziative e i fondi per le attività extra, ma sopratutto i programmi non danno le basi per accedere alle scuole superiori, università e lavoro.

I tuoi coetanei come vorrebbero cambiare o conservare la loro vita?

Molti di loro, vivono la vita con un passo alla volta, cercano di faticare il minimo, forse senza rendersi conto di quanto questo possa influire nella loro vita. Ad esempio: nella decisione del corso superiore da intraprendere, la scelta si basa sull’impegno che la scuola richiede (meglio se minimo), senza dare importanza alle pessime basi per l’università o peggio la possibilità di trovare lavoro. Insomma “meglio un uovo oggi che una gallina domani”.

Che rapporto hai con l’amore?

Per me l’amore è qualcosa di intenso e misterioso, come una forte amicizia con attrazione fisica. Per ora mi sono confrontato con infatuazioni o attrazioni momentanee, penso perciò, che per me l’amore sia un sentimento che matura nel tempo.

Come vedi la tua città nei confronti del resto del tuo Paese?

Io vivo in campagna, da qualche anno. Prima abitavo in città, ed ho potuto sperimentare anche la vita di un paese. Ho quindi un punto di vista privilegiato, perché la distanza mi permette maggiormente di coglierne gli aspetti positivi, difendendomi dagli aspetti negativi. Credo che comunque in Sardegna ci sia ancora una dimensione umana di città con un inquinamento ancora accettabile (almeno si respira)… anche se di già sperimento il distacco della gente rispetto a come si socializza in paese, sia tra giovani, che tra giovani e adulti. La vita in campagna ancora di più mi insegna ad apprezzare i ritmi della natura, rispetto a quelli di apertura dei centri commerciali. Certo il paese e la città di provincia per alcuni aspetti è meno stimolante. Meno cinema, meno concerti, ma in compenso è più sicuro, e forse c’è ancora un minimo di solidarietà e di umanità.

Cosa trovi di sbagliato o di interessante negli adulti e nella generazione più grande di te?

Credo che i grandi ci stiano lasciando una società schifosa e che non abbiano fatto niente per ribellarsi ai politici corrotti che ormai infestano tutti i livelli di governo del paese. Anche la scuola non è certo un bel esempio di coerenza… insomma gli adulti predicano in un modo, ma con il comportamento ci insegnano il contrario. Però rispetto alle generazioni precedenti, credo che se sono fortunato ho più possibilità di incontrare adulti interessanti, che non hanno paura di spiegare e raccontare le loro esperienze a me, così imparo da loro. Ecco credo che un po dell’esperienza degli adulti si possa riciclare…

Credi sia difficile il futuro per te? Senti di essere circondato da messaggi negativi?

No, purché mi impegni, c’è sempre una strada alternativa. Penso che il futuro sia un opportunità per migliorare. Per alcune cose, sì. E forse le pubblicità sono l’esempio più comune: veniamo ingannati di continuo, e a volte ci illudiamo.

Ti interessa la difesa dell’ambiente? Ritieni sia un argomento vitale per te?

L’ambiente è importantissimo, soprattutto qua, in Sardegna, in un isola dove è maggior mente sentito il legame con la terra. Molti habitat al giorno d’oggi stanno scomparendo nel mondo, riducendo cosi verso l’estinzione specie animali e vegetali. Sì, ritengo sia vitale. Bisognerebbe tutelare tutte le specie e essere più attenti. Per me la natura è pace e armonia, e me ne accorgo quando vado in città. Credo che i ragazzi di oggi abbiano bisogno di vivere in un mondo più sano e pulito, bisogna essere più attenti nello smaltimento dei rifiuti, e aumentare -nelle scuole- la sensibilizzazione ambientale.

Cosa sogni quando pensi ai tuoi vent’anni?

Non riesco a immaginarmi a vent’anni.

Ti fa paura il fatto che sarà una società multietnica?

No, perché dovrebbe farmi paura? Sono, e sarò felice di vivere insieme a persone di altre etnie perché andando oltre all’aspetto fisico (siamo comunque tutti diversi), nessuno è migliore di un altro. Mi piace conoscere nuove culture e socializzare con tutti. Spero che tra vent’anni vivendo veramente in una società multietnica non esista più la parola “multietnica”.

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