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Mediterranea | December 11, 2018

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Il mio grosso grasso matrimonio tunisino - Mediterranea

Il mio grosso grasso matrimonio tunisino
Meriem Dhouib

Nell’immaginario collettivo occidentale il matrimonio arabo-musulmano è spesso collegato all’idea di 7 giorni e 6 notti e ad interminabili notti fastose dove si balla, si mangia e si canta. L’idea non è poi così lontana dalla realtà. Infatti per quanto riguarda questa cerimonia in Tunisia, bisogna dire che la maggior parte delle famiglie s’indebita quando deve buttarsi dentro quest’impresa. In arabo si dice “forssat Al ‘omr” cioè l’occasione della vita, e per questa ragione che ci si investe di tutto per farla funzionare al meglio.

Il matrimonio tunisino in linea di massima è un’impresa familiare perché tutti s’intromettono in ogni dettaglio. Chiaramente coloro che si sposano discretamente e modernamente rappresentano una minoranza. Prima di cominciare a descrivere le tappe premetto che sia necessario dire che la futura sposa debba preparare il corredo cioè la biancheria per la casa, il pentolame, gli accessori della cucina e chiaramente una vera tunisina dovrebbe avere un servizio di cristallo di Boemia, delle tovaglie ricamate a mano, almeno un servizio di argento, dei tappeti persiani originali lavorati a mano, lenzuola di lino ricamate…Il futuro sposo deve avere tanti quattrini, un mutuo bancario al limite, e tanta pazienza…

Quando i due sposi hanno deciso la data comincia la corsa e i litigi tra i suoceri. Se per fortuna gli sposi sono della stessa regione della Tunisia tutto fila liscio perché non c’è bisogno di mischiare le tradizioni e di chiedersi che cosa si usa fare in tale o tal’altra città. Tuttavia se lei è del Nord per esempio di Tunisi e lui di Zarzis ad esempio lì cominciano i guai. Chiaramente ogni regione ha le proprie tradizioni, nel sud ad esempio l’uomo deve comprare praticamente tutto dai mobili, agli elettrodomestici e in più deve regalare alla sposa dei gioielli tradizionali d’oro massiccio collane, bracciale e altro.

Bene passiamo alla cerimonia. Ogni giorno è dedicato a un’attività dalla giornata dell’hammam e delle varie cure di bellezza per la sposa e anche per lo sposo. Un giorno è dedicato all’addio al celibato per lo sposo e uno all’henne per la sposa. Segue poi la firma del contratto del matrimonio o a casa oppure al municipio seguito da una preghiera in moschea per benedire e rendere l’unione pubblica.

Segue poi un pranzo o una cena per tutta la famiglia preferibilmente con un buon couscous, con la carne di agnello e con i pezzi tagliati grossi altrimenti tutto il vicinato ne parlerà. La sposa dedica una serata per ostentare il suo abito tradizionale e tutti gli ori e i disegni all’henne. Se la coppia decide di invitare più di 600 persone dovrebbe dedicare un’altra sera affittando una sala da ricevimento e fare una mega festa con orchestra, cantanti e per chiudere in bellezza una danzatrice del ventre. Ci sono dettagli che chiamo ‘folkloristici’ perché poche coppie ormai li seguono come ad esempio a Zarzis il si usava portare la sposa dalla casa del padre alla casa del marito su un dromedario.

Ormai le case son lontane chilometri e le spose preferiscono le macchine decappottabili. O ancora si usava battere un chiodo sul pavimento di ingresso della casa degli sposi in modo da rimanere per sempre insieme. Ormai le coppie vivono in affitto e difficilmente resistono a lungo. Insomma per sposarsi bisogna fare scelte molto drastiche o scegliere la discrezione e un budget ben calcolato oppure essere ricchi o infine indebitarsi per gli altri e per sempre.

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