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Mediterranea | November 16, 2018

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Il coraggio di cambiare la storia - Mediterranea

Il coraggio di cambiare la storia
Redazione

di Rosaria Di Prata

Amal Hazeen attraverso il suo scritto permette di comunicare ed educare ad un rapporto interreligioso senza pregiudizi e aperto a conoscere la diversità per rispettarla. In realtà lo scopo non era e non è non soltanto quello di correggere errate presentazioni degli ebrei e dell’ebraismo, “per formare nei cattolici un atteggiamento veramente cattolico verso i non cattolici e un atteggiamento veramente cristiano verso i non cristiani”, ma di mettere in rilievo, in senso positivo, “l’eredità di un patrimonio comune” molto importante che unisce ebrei e cristiani e li impegna a lavorare insieme verso la salvezza di tutti gli uomini.
E’ imperativo un atteggiamento di dialogo, ben illustrato nel libro, che metta in rilievo le ricchezze comuni, e cerchi veramente di instaurare rapporti di solidarietà e fratellanza. Per tale motivo si tratta di un’opera di notevole interesse per insegnanti, studenti e professori di teologia e catechetica, educatori e formatori cristiani a tutti i livelli.

Il coraggio di cambiare la storia in fatto di relazioni ebraico-cristiane l’ha avuto il Concilio Vaticano II, come mette bene in evidenza l’autrice, Amal Hazeen, giovane palestinese nata a Betlemme e venuta in Italia a compiere i suoi studi teologici e pedagogici. Ha conseguito il dottorato alla Pontificia Università Salesiana di Roma presso il Dipartimento di Pastorale Giovanile e Catechetica, nella Facoltà di Scienze dell’Educazione, e ora insegna alla Pontificia Università Urbaniana. L’iniziativa di cambiare radicalmente i rapporti con il popolo ebraico, passando dalla contrapposizione al dialogo e alla stima reciproca, era partita dal Papa Giovanni XXIII, che aveva trovato un solerte collaboratore nel Card. Agostino Bea.

Tra numerose difficoltà egli era riuscito a guidare il dibattito conciliare fino alla dichiarazione Nostra Aetate, che sanciva la nuova era. Il cammino era continuato con il nuovo Papa Paolo VI e poi aveva avuto uno straordinario sviluppo ulteriore nel post-concilio con Giovanni Paolo II, che aveva aggiunto, ai documenti scritti e ai numerosissimi discorsi, dei gesti significativi, come la visita ad Auschwitz, quella alla sinagoga di Roma, e la visita in Terra Santa nel giubileo del 2000. Lo studio esamina il lavoro di dialogo e di approfondimento teologico attuatosi dopo il concilio e che ha avuto i suoi frutti in documenti come quello della Pontificia Commissione Biblica: Il popolo ebraico e le sue Sacre Scritture nella Bibbia cristiana e quello della Commissione della CEI per i rapporti religiosi con l’ebraismo: Ebrei ed ebraismo nella predicazione e nella catechesi della Chiesa cattolica.

Sussidi per una corretta presentazione. Interessanti anche le posizioni di vari studiosi cattolici ed ebrei. Un precursore era già stato, fin dagli anni ’50, il domenicano francese Paul Démann, mentre oggi lo hanno seguito numerosi altri studiosi, tra cui spiccano, ad es., Cunningham e Klenitski. Lo scopo non era e non è non soltanto quello di correggere errate presentazioni degli ebrei e dell’ebraismo, “per formare nei cattolici un atteggiamento veramente cattolico verso i non cattolici e un atteggiamento veramente cristiano verso i non cristiani”, ma di mettere in rilievo, in senso positivo, l’”eredità di un patrimonio comune” molto importante che unisce ebrei e cristiani e li impegna a lavorare insieme verso la salvezza di tutti gli uomini.

È imperativo un atteggiamento di dialogo, ben illustrato nel libro, che metta in rilievo le ricchezze comuni, e cerchi veramente di instaurare rapporti di solidarietà e fratellanza. Si tratta di un’opera di notevole interesse per insegnanti, studenti e professori di teologia e catechetica, educatori e formatori cristiani a tutti i livelli. Stanno fiorendo anche nel nostro Paese, fortunatamente, gli studi che affrontano il tema delle relazioni fra ebrei e cristiani. Si tratta di un segnale incoraggiante, che – al di là dei momenti di inciampo, e persino delle brusche frenate che negli ultimi anni non sono certo mancate in questo delicato itinerario – lasciano ben sperare riguardo al futuro. In tale filone s’inserisce felicemente il recente lavoro di Amal Hazeen, Il coraggio di cambiare la storia, il cui sottotitolo esplicita l’argomento qui affrontato: il dialogo ebraico-cristiano dal Concilio a Giovanni Paolo II.

Lo studio esamina il lavoro di dialogo e di approfondimento teologico attuatosi dopo il concilio e che ha avuto i suoi frutti in documenti come quello della Pontificia Commissione Biblica: Il popolo ebraico e le sue Sacre Scritture nella Bibbia cristiana e quello della Commissione della CEI per i rapporti religiosi con l’ebraismo: Ebrei ed ebraismo nella predicazione e nella catechesi della Chiesa cattolica. Sussidi per una corretta presentazione. Sarà utile segnalare, da subito, alcune particolarità è firmato da una donna, dato non certo frequente per opere simili: una donna giovane e sposata.
Dall’altra, elemento ancor più intrigante, il fatto che l’autrice sia una palestinese di confessione cattolica, nata in Terra Santa e ora abitante a Roma, dove insegna Dialogo Interreligioso e Metodologia del Lavoro Scientifico presso la Pontificia Università Urbaniana. Il testo, scritto con un linguaggio chiaro e accessibile anche ai non specialisti del ramo, è suddiviso in quattro sezioni.

Il focus del volume riguarda, in effetti, l’urgenza di fare di tutto per radicare le generazioni più giovani nella propria fede, affinché siano in grado di capire la fede altrui, senza appiattire ogni cosa con la retorica (fallimentare) del siamo tutti uguali. Ecco allora la centralità strategica di un’educazione alla pace, sulla linea tuttora attualissima della nostra Maria Montessori («ora, evitare i conflitti è opera della politica; costruire la pace è opera dell’educazione»): contro ogni pregiudizio, dal razzismo all’antisemitismo, e a favore di solidarietà e fratellanza verso tutti. Una prospettiva densa di cristianissima speranza e dunque, non ci si può che augurare a una voce con Amal Hazeen, finalmente in grado di produrre il coraggio di cambiare la storia.

Il coraggio di cambiare la storia. Il dialogo ebraico-cristiano dal Concilio a Giovanni Paolo II
EMI, Bologna, 2008

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