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Mediterranea | November 13, 2018

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I capoluoghi sardi e le sfide del web - Mediterranea

I capoluoghi sardi e le sfide del web
Raimondo Caddeo

Che il futuro sia digitale è, ormai, una percezione diffusa in molti settori della società contemporanea. La consapevolezza del fenomeno ha influenzato, ad esempio, le grandi città italiane e nella rete non mancano i post sull’argomento.

Viene da chiedersi se, in Sardegna, l’importanza del web sia compresa dalle burocrazie comunali. In particolare parliamo di Cagliari, Sassari, Oristano e Nuoro. Quei centri che, per la loro importanza amministrativa ed economica, dovrebbero essere i primi ad avere una certa attenzione per il digitale.

Quattro città, gli interrogativi sul web

Siti internet e social network. Li metteremo in rapporto ai capoluoghi sardi, verificando la loro capacità di gestione nella comunicazione digitale. Una panoramica internet che, sotto questo aspetto, è simile all’articolo su Baradili, il comune più piccolo della Sardegna.

Inizieremo dalla “capitale” della Sardegna. Cagliari, tra i capoluoghi sardi, è la parola chiave più digitata nei motori di ricerca. È sufficiente uno sguardo a Google Trends per accertarlo. Ma che cosa aspetta gli utenti che navigano la rete?

Cagliari

Veduta di Cagliari

Veduta di Cagliari. Fonte: Sardegna Turismo.

Due siti. Uno per il turismo, l’altro di carattere istituzionale. Il comune gestisce così la comunicazione digital. Una scelta che, a prima vista, sembra confondere l’utente, alle prese con due portali differenti da visitare.

In realtà la decisione dell’amministrazione è lungimirante, perché espressamente pensata per i navigatori di internet. Da un lato, il sito comunale va incontro al cittadino cagliaritano, più interessato alle vicende amministrative della città. Dall’altro il portale “Cagliari Turismo” è più vicino alle esigenze del turista e alla sua curiosità di vivere i luoghi e i sapori della città.

Quella di diversificare la comunicazione digitale è una pratica già adottata, in Italia, da grandi centri urbani. Venezia, Milano e Roma, ad esempio, hanno un portale interamente dedicato al turismo locale.

Tornando ai due siti cagliaritani, il test di ottimizzazione mobile dà un risultato positivo: entrambi sono facilmente navigabili dal cellulare. Una condizione ideale per gli scenari attuali del web, che, a livello mondiale, sono caratterizzati da un aumento delle connessioni via smartphone.
Il comune non ha limitato la propria azione digital ai portali internet, ma l’ha allargata ai social network. Possiamo verificarlo dal sito istituzionale, con la presenza di icone collegate a:

I social sono aggiornati. Unico lato negativo, Twitter: il profilo è caratterizzato da uno scarso uso dell’hashtag (cioè una parola o una frase preceduta dal simbolo #). Una strategia discutibile, perché gli hashtag sono fondamentali per indicare l’argomento di un post. Ecco un esempio:

La loro assenza (quasi) totale rende difficile la consultazione delle informazioni, limitando l’efficacia comunicativa dell’account Twitter. Un aspetto, quest’ultimo, che notiamo dai pochi dialoghi all’interno del social. Un’occasione mancata, purtroppo, per avvicinare i cittadini all’amministrazione comunale.

La mancanza di dialogo la notiamo anche sul canale Telegram: non essendoci la partecipazione degli utenti, il servizio di messaggistica rimane una (vuota) elencazione di avvisi e comunicati stampa.

Passiamo ora ai social collegati al portale Cagliari Turismo. La testata del sito ha icone che portano gli utenti su Facebook, Twitter e Youtube. Verificando i post, notiamo che Facebook è aggiornato con costanza. Una nota positiva.

Peccato, però, che la stessa affermazione non possa essere fatta per Twitter. Il canale social importa automaticamente i contenuti da Facebook. Niente hashtag e nessun contenuto originale. Qui non mettiamo in discussione una scelta dettata, con tutta probabilità, dal risparmio di tempo e risorse.
Ci chiediamo invece per quale motivo un utente di Twitter dovrebbe consultare l’account di Cagliari Turismo, quando gli stessi contenuti li trova su Facebook!

Criticabile anche il mancato aggiornamento del canale Youtube, i cui video non sono più aggiornati dall’aprile 2016. Una situazione simile all’account Instagram (la cui icona è stranamente assente dalla testata del portale): non vengono più postati contenuti dal maggio 2016. Al momento questa è l’ultima foto inserita.

L’abbandono dei due social è una strategia incomprensibile, in particolare se pensiamo ai tassi di crescita degli utenti su Youtube e Instagram. In un web marketing dove i contenuti visual sono di assoluta importanza, l’allontanamento dalle due piattaforme rischia di compromettere l’efficacia della comunicazione digital nel comune di Cagliari!

Sassari

Sassari, parte del centro storico

Sassari, parte del centro storico. Fonte: Wikipedia.

Passando dal Capo di sotto a quello di sopra, ora ci trasferiamo a Sassari. Una città che ha una secolare rivalità con Cagliari, che affonda le sue radici fin dall’età giudicale. Ma il loro antagonismo avrà stimolato Sassari a migliorarsi nel campo della comunicazione digitale?

Nì. 🙂 Le strategie del comune mostrano infatti luci ed ombre, che andremo a vedere insieme. Sassari, come Cagliari, ha preferito optare per la gestione di due portali: uno istituzionale, l’altro turistico. Abbiamo già sottolineato perché sia una scelta lungimirante, al passo con le grandi città italiane.

Quello che ci colpisce negativamente è, nel portale del comune, la mancata ottimizzazione per i dispositivi mobili. Ogni volta che entriamo nel sito siamo costretti a zoomare per leggere i contenuti! E, in epoca mobile, non tutti hanno la pazienza di navigare in pagine web dalla limitata accessibilità…

La mancata conversione ai cellulari compromette, in parte, il buon lavoro compiuto sui social. Il comune aggiorna i contenuti delle proprie pagine Facebook, Twitter e Instagram. Esiste anche un canale Youtube chiamato “Comune di Sassari”, ma, in assenza di una descrizione, rimane il dubbio che sia stato aperto dall’amministrazione locale.

Contrariamente al sito istituzionale, Turismo Sassari è mobile friendly. Una scelta che premia la velocità e la facilità di navigazione da qualsiasi dispositivo (pc, tablet e cellulare).
Ma, appena clicchiamo su alcune icone social, accade qualcosa di imprevisto. Anziché indirizzarci su Facebook e Twitter, le icone ci invitano a condividere il link del sito sui nostri profili social. Un simile comando manda in confusione l’utente: si aspetta un flusso di informazioni e, invece, “deve” contribuire alla crescita del sito!

Entrando nei canali social, poi, riscontriamo altri aspetti negativi. Nulla da dire sullo stato di aggiornamento di Facebook e Twitter, ma in entrambi gli account manca il dialogo con gli utenti della rete. La loro assenza frena le potenzialità di diffusione dei post. E, come nel caso di Cagliari, Sassari non sfrutta a suo vantaggio la “logica conversazionale”, che è alla base del successo dei social.

Altra aggravante: su Instagram non postano più dal maggio 2017. Considerati gli alti tassi di crescita del social, è l’ennesima occasione mancata. Il canale Youtube, inoltre, è aggiornato in maniera discontinua. L’ultimo video, quello visibile qui sotto, risale a pochi mesi fa. Ma l’intervallo di tempo con il contenuto precedente è di oltre un anno! Adottando una strategia simile, è difficile dare continuità alle azioni di visual marketing…

La comunicazione digital di Sassari, dunque, ha qualche lacuna, ma la segmentazione dei portali web e i numerosi account social dimostrano che il comune ha intuito l’importanza di internet. Come Cagliari, però, non è ancora riuscita ad utilizzare al meglio tutte le potenzialità del web.

Nuoro

Uno scorcio di Nuoro

Uno scorcio di Nuoro. Fonte: Sardegna Turismo.

Ora la nostra attenzione si sposta al Centro Sardegna, a Nuoro. A differenza di Cagliari e Sassari, qui esiste solo il sito istituzionale. Stando al test Google, è ottimizzato per dispositivi mobili. Ma la logica sulla quale è costruito ricorda, per certi aspetti, i siti della passata generazione.
Il portale istituzionale, cioè, è un flusso di informazioni unidirezionale, che offre una limitata possibilità di dialogo tra l’amministrazione e i cittadini. E l’assenza di icone social non aiuta certamente a migliorare la situazione…

Interazione, condivisione e partecipazione. Questi sono gli aspetti che dovrebbero contraddistinguere un sito web al passo con i tempi! Ma, continuando con il portale attuale, Nuoro aumenterà il proprio isolamento nelle piattaforme virtuali.

Anche la gestione dei social potrebbe cambiare qualcosa. Per tale ragione è incomprensibile la scelta di non aggiornare più la pagina Facebook di “Turismo Nuoro”: l’ultimo post, ormai, risale al settembre 2015.

Se, ancora incuriositi di approfondire la situazione web del comune, digitiamo le parole chiave “Nuoro turismo”, tra i primi risultati troveremo il portale dell’Ente Provinciale per il Turismo. Un sito, quest’ultimo, non adatto alla navigazione mobile e con scarse informazioni. Troppo poco. In particolare per chi vuole promuovere il turismo nel Nuorese.

Oristano

Veduta aerea di Oristano

Veduta aerea di Oristano. Fonte: sito comunale.

Restiamo al Centro Sardegna, ma spostandoci da Nuoro a Oristano. Qui troviamo il sito istituzionale, mobile friendly e con icone social collegate a Twitter, Youtube e Google Plus. Lasciamo da parte quest’ultima, che, erroneamente, rimanda a Google Map e prestiamo attenzione agli altri due account.

Il canale Twitter è aggiornato, come Youtube. Quello che manca, come nei social istituzionali di Cagliari e Sassari, è il dialogo con i cittadini. A quanto pare è difficile, per queste amministrazioni, dialogare con gli utenti della rete!

Un esempio? Un tweet del profilo comunale: un contenuto informativo, senza nessun intervento di rilievo. E negli altri post, al massimo, è possibile osservare qualche (occasionale) condivisione.

A qualcuno potrebbe sorprendere l’assenza oristanese su Facebook, che, ad oggi, conta 1,3 miliardi di iscritti attivi ogni giorno. Ma è sempre meglio della totale inesistenza dai social (come nel caso di Nuoro)…

A differenza di Cagliari e Sassari, il comune non ha pensato ad un portale per il turismo locale. Tale compito, in realtà, è svolto dal sito della provincia. Ottimizzato per il mobile e connesso ai social, le sue caratteristiche lo mettono in linea con i portali turistici visitati finora.
Ma negli account social, purtroppo, troviamo lati negativi. Su Youtube non vengono più postati video da anni, mentre Twitter importa automaticamente i post dalla pagina Facebook. Solo quest’ultima è aggiornata.

Nell’Oristanese è chiara l’intenzione di sfruttare le potenzialità della comunicazione web. Quello che manca, forse più di Cagliari e Sassari, è la continuità nelle azioni digital. Quando un ente locale apre un canale social, deve arricchirlo sempre di nuovi contenuti. In caso contrario si rischia, come nei canali Twitter e Youtube dalla provincia, la perdita di attenzione da parte degli utenti.

Conclusioni

La nostra panoramica web termina qui. La condizione migliore, senza dubbio, è quella di Cagliari. Meno rosea quella di Sassari e Oristano, che mostrano però una certa apertura ai social e ai siti mobile. Il grande assente è il comune di Nuoro, che, a livello digitale, dovrà partire (quasi) da zero.

Per ora restiamo in attesa auspicando, che, nei capoluoghi sardi, la comunicazione web diventi più efficace e “conversazionale”. Magari affidandola in futuro ad esperti del settore digitale, che, grazie alle loro competenze, potranno cambiare la situazione attuale.

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