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Mediterranea | October 19, 2018

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ERASMUS+, STUDIARE IN EUROPA (prima parte) - Mediterranea

ERASMUS+, STUDIARE IN EUROPA (prima parte)
Alessandra Ghiani

Erasmus+ è un programma integrato, approvato dall’Unione europea con il Regolamento UE N 1288 del 2013, che finanzia le attività legate all’istruzione, la formazione e lo sport dei cittadini europei dal 2014 al 2020. Rappresenta un’evoluzione rispetto al precedente progetto Erasmus (che è l’acronimo di European Region Action Scheme for the Mobility of University Students ma anche una dedica al teologo olandese del XV secolo Erasmo da Rotterdam, che viaggiò in tutta Europa), perché non più rivolto solo agli studenti universitari.
Rispetto alle iniziative del passato, in cui i numerosi progetti di finanziamento viaggiavano su binari separati, Erasmus+ offre una perfetta integrazione tra le opportunità educative e formative per i cittadini dell’Unione.
Alla base di questa importante fonte di sovvenzioni sta l’analisi delle esigenze socio-economiche degli Stati membri. I dati di partenza non sono confortanti: sei milioni di giovani europei disoccupati a cui si contrappongono, però, due milioni di posti di lavoro vacanti e la difficoltà segnalata dalle imprese nel trovare personale con qualifiche adeguate. Per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e, più in generale, per accrescere il livello culturale dei suoi cittadini, l’Unione europea da molti anni finanzia la mobilità internazionale, le opportunità di studio, lavoro e volontariato nei vari Paesi membri e non solo. Il salto di qualità si è fatto, però, nel 2013, con l’elaborazione di Erasmus+: non più barriere tra un progetto e l’altro, dunque, ma integrazione e cooperazione.

L’UNIONE FA LA FORZA
I sistemi di finanziamento a cui attinge Erasmus+ inglobano quelli attivi singolarmente fino al 2013:

  • Programma di apprendimento permanente (Comenius, Erasmus, Leonardo da Vinci, Grundtvig);
  • Gioventù in azione;
  • Programmi di cooperazione internazionale (Erasmus Mundus, Tempus, Alfa, Edulink);
  • Attività Jean Monnet;
  • Sport, inserito per la prima volta nel programma di finanziamenti.

Erasmus+ abbraccia il mondo dell’istruzione in senso lato, offrendo opportunità di crescita alla scuola (intesa come insieme di tutti coloro che vi operano), all’università, alla gioventù, agli adulti, a tutta una serie di attori sociali, dunque, che desiderano arricchire il proprio percorso formativo, professionale e personale con un’esperienza all’estero.
In questo primo excursus alla scoperta del programma, abbiamo focalizzato la nostra attenzione sul mondo della scuola.

ERASMUS+ PER LA SCUOLA
Tutte le scuole di ogni ordine e grado possono partecipare a Erasmus+. Per loro sono previste diverse azioni chiave che mirano alla formazione non solo degli studenti ma anche degli insegnanti e del personale scolastico. L’Azione chiave 1 è dedicata proprio a questi ultimi: gli insegnanti e il personale della scuola possono trascorrere un periodo all’estero, in un’altra scuola o per seguire un corso di formazione. L’Azione chiave 2, invece, favorisce lo sviluppo di partenariati strategici (progetti di cooperazione tra le organizzazioni di Paesi diversi). Le tipologie sono tre:

  • partenariati per gli scambi tra scuole;
  • partenariati strategici per lo scambio di buone pratiche;
  • partenariati strategici per l’innovazione.

Azione chiave 1
Mira allo sviluppo professionale del personale scolastico, non solo docente, attraverso un periodo di lavoro all’estero in un’altra scuola (i docenti, ad esempio, possono andare a insegnare in un istituto partner europeo) o per la frequentazione di un corso di formazione. Un’altra possibilità è rappresentata dal job-shadowing, ossia un periodo di osservazione in un istituto partner per allargare le proprie prospettive e imparare buone pratiche.
Per sfruttare le opportunità dell’Azione chiave 1, la scuola è tenuta a redigere un “Piano di sviluppo europeo”, da presentare al momento della candidatura, che può includere diverse attività da svolgere in uno o due anni. Possono accedere a questo tipo di finanziamento anche più scuole, guidate da un’autorità scolastica che si fa carico della gestione del progetto.

Azione chiave 2
Questa Azione, come già esposto, mira allo sviluppo di partenariati strategici.
I Partenariati per gli scambi tra scuole favoriscono gli scambi di alunni e personale tra scuole di Paesi diversi per un periodo da 1 a 3 anni; possono partecipare da 2 a 6 scuole e la sovvenzione massima è pari a 99 mila euro all’anno (16.500 euro a scuola). Questo tipo di partenariato è una novità ed stato introdotto nel bando 2018.
Gli obiettivi di questo tipo di Partenariato sono di facilitare la nascita di una dimensione europea della scuola, di incentivare l’innovazione e di promuovere l’inclusione.

I Partenariati strategici per lo scambio di buone pratiche consentono alle scuole di cooperare con istituzioni estere come università, associazioni giovanili, imprese, altre scuole. Tali progetti prevedono l’impegno di almeno 3 organizzazioni, una durata da 1 a 3 anni e una sovvenzione massima di 450 mila euro.
Lo scambio di idee, la condivisione di metodi e pratiche sono alla base di questo tipo di progetto.

Infine, i Partenariati strategici per l’innovazione consentono di sviluppare, collaudare e trasferire prodotti o metodi innovativi. Questo è un finanziamento specifico per Opere dell’ingegno ed Eventi moltiplicatori, prevede l’impegno di almeno 3 organizzazioni, una durata da 1 a 3 e una sovvenzione massima di 450 mila euro.

Per quanto riguarda i Partenariati strategici, è indispensabile che il progetto risponda ad almeno una delle priorità europee del 2018 per il settore scuola. Esse sono:

  • consolidare il profilo delle professioni dell’insegnamento;
  • promuovere l’acquisizione di abilità e competenze;
  • aiutare le scuole ad affrontare l’abbandono scolastico e le situazioni svantaggiate;
  • favorire l’accesso a servizi educativi e di assistenza di alta qualità per la prima infanzia a un costo accessibile.

STRUMENTI E PIATTAFORME DIGITALI
Per facilitare l’accesso al complesso programma Erasmus+, sono a disposizione degli interessati alcuni portali in cui trovare partner, idee o per ottenere maggiori informazioni.
eTwinning è una community di scuole, la più numerosa in Europa. È il luogo virtuale ideale per gli incontri e i gemellaggi elettronici tra insegnanti. Ne fanno parte oltre 400 mila docenti, di cui più di 45 mila sono italiani.

School Education Gateway, invece, facilita la partecipazione delle scuole a Erasmus+. Questo portale consente di trovare attività di formazione, opportunità di job-shadowing, corsi per insegnanti e di contattare altri enti, possibili partner per le numerose iniziative del programma. Al suo interno è presente un catalogo aggiornato di corsi (numerose centinaia) suddivisi per Paesi.

A queste due piattaforme si aggiunge ERASMUS+ PROJECT RESULTS, utilissima per scoprire nel dettaglio i contenuti del programma, i risultati ottenuti e i recapiti per tutti i progetti.

Per candidarsi a uno o più dei progetti del Programma Erasmus+, ci si deve rivolgere alle Agenzie nazionali preposte nei diversi Paesi aderenti. In Italia, si occupa del Programma l’Agenzia INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa).

Scadenze per il 2018:
1° febbraio 2018 per l’Azione chiave 1 (12:00, mezzogiorno, ora di Bruxelles)
21 marzo 2018 per l’Azione chiave 2 (12:00, mezzogiorno, ora di Bruxelles)

Per avere maggiori informazioni, potete consultare i siti indicati tra le fonti.

FONTI
Etwinning
Erasmus+
School education gateway
Indire
Progetti
Guida del programma online

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