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Mediterranea | November 22, 2017

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‘’El gran silencio”, esposizione dell’artista Enrique Moya Gonzalez alla Galleria d’arte Triphè di Roma

‘’El gran silencio”, esposizione dell’artista Enrique Moya Gonzalez alla Galleria d’arte Triphè di Roma
Redazione
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La mostra dell’artista madrileno sarà visitabile dal 15 novembre al 15 dicembre 2017 presso la Galleria d’Arte Triphè di Roma

La Galleria d’Arte Triphè, con il patrocinio dell’Ufficio culturale dell’Ambasciata di Spagna in Italia e AEPE (associacion Espanola de pintores y Escultores)

Presenta
EL GRAN SILENCIO”
dell’artista ENRIQUE MOYA GONZALEZ
a cura di Maria Laura Perilli

Le opere di Enrique Moya Gonzalez accolgono l’osservatore in uno spazio fatto di silenzi, tempi cadenzati, dimensioni rarefatte ed ovattate.
L’opera di questo artista si propone come una suggestiva e colta accoglienza nei confronti di chi si accinge a percorrere la strada di questo ’’grande silenzio’’.

Una tacita e taciuta dimensione nella quale, come funamboli su una corda, aleggiano disegni a matita di corpi quasi in trasparenza, farfalle bloccate per sempre in una non determinabile dimensione temporale e i libri, forse anche essi inseriti in un incerta falsa immortale sopravvivenza alla storia.
Nel libro sta, talvolta, una verità celata; nelle pagine bruciate rimangono anche fogli bianchi, risparmiati al sacrificio. In fondo, solo attraverso quegli scritti che giungono alle anime e alla loro libera interpretazione da lettori, si svela tra le righe, una verità celata, la propria verità e non quella universale. Nel non tutto bruciato e in una farfalla che si appoggia, c’è la speranza di un rinnovato pensiero; un pensiero che non può esimersi dal non distruggere totalmente quella eventuale ”esposta” verità, senza la quale, non si scoverebbe una eventuale ”vera e propria” verità celata.

Enrique Moya Gonzalez

Mi piace riportare una frase tratta dal libro Lettere ad un bambino mai nato di Oriana Fallaci: “Appena affermi qualcosa, ne vedi il contrario. E magari ti accorgi che il contrario è valido quanto ciò che affermavi”. Il corpo, in tutte le sue parti, quasi come un contenitore interagisce con il libro: le mani per sostenerlo, gli occhi e la bocca per leggerlo, le orecchie per ascoltare il ritorno di ciò che si legge; tuttavia solo una parte è legata al libro da un filo invisibile: la mente.
La mente, infatti, assorbe quella verità scritta e poi la rielabora. La metabolizza e, successivamente, entra nel grande silenzio della riflessione. La scatola corporea si rilassa, appoggia la testa e il peso di quella verità scivola via; il pensiero gira e svuota la mente per arrivare alla verità celata.

Enrique Moya Gonzalez

Da qui la leggerezza dei corpi disegnati da Enrique Moya; la scatola del corpo non c’é più; è rimasta solo l’anima e il corpo diviene una trasparenza in lontananza, attraversata da parole e pensieri in piena e continua rielaborazione.
In alcune opere poi l’immagine della verità è avvolta in una ovale cornice dorata sulla quale si poggia una impalpabile farfalla:

ARRIVA DOPO LA TEMPESTA UN GRANDE SILENZIO.
IN UN’AREA RAREFATTA STA LA POESIA DELLA LEGGEREZZA
SULLA PUNTA DI UN INSETTO
DAL FASCINO E DALLA FORZA IMMORTALE.

Maria Laura Perilli

Info

Curatore: Maria Laura Perilli
Opening: mercoledì 15 novembre 2017 ore 19.00
Durata: 15 novembre- 15 dicembre 2017
Orari: 10.00-13.00 16.00-19.00 dal martedì al sabato
Chiusura : domenica e lunedi
Galleria triphè:
via Delle Fosse di Castello 2, Roma
contatti: 366/1128107
info@triphe.it
www.triphe.it
facebook: maria laura perilli
facebook : galleria triphè Roma

Biografia dell’artista

Nato a Madrid, italiano d’adozione. Vivo ad Arezzo.
Faccio, insegno e condivido Arte.
“Radar”, scuola di ricerca d’arte è la mia scuola

Enrique Moya González nasce a Madrid nel 1979. Prima della Laurea in Belle Arti si trasferisce a Bologna dove conosce e si innamora della realtà italiana. Consegue la laurea presso la Universidad de Bellas Artes de Cuenca -Castilla la Mancha- e nel 2008 si trasferisce ad Arezzo, dove a creato una scuola di ricerca artistica e promuove personalmente il suo lavoro.

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