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Mediterranea | December 19, 2018

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Cortoindanza X edizione: premio alla migliore migliore scrittura corografica pari merito alle due opere francesi “Deux rien” di Clément Belhache e Caroline Maydat e “Boucle” di Xuan Le - Mediterranea

Cortoindanza X edizione: premio alla migliore migliore scrittura corografica pari merito alle due opere francesi “Deux rien” di Clément Belhache e Caroline Maydat e “Boucle” di Xuan Le
Redazione

Si è chiusa sabato mattina al parco di Villa Satta (IED Cagliari) la maratona di cinque giornate, dal 27 giugno al 1° luglio, della X edizione di Cortoindanza, il premio alla scrittura coreografica in forma breve organizzato da Tersicorea  e diretto da Simonetta Pusceddu, con la proclamazione dei riconoscimenti ai migliori progetti. Loverture è stata affidata alla creazioneLa ballata di Filomenadi Lucrezia Maimone (Piccolo Auditorium, Cagliari), premio alla scrittura Cortoindanza 2013, con la drammaturgia di Anthony Mathieu, produzione compagnia Zerogrammi (Torino) e Tersicorea (Cagliari). Selezionata tra le tantissime opere individuate nelle diverse annualità del Cortoindanza, come la più meritevole dal punto di vista del criterio della multidisciplinarietà e dello sviluppo della drammaturgia originale in forma breve, la scrittura di Lucrezia Maimone racconta di Filomena, l’Ulisse delle sue avventure, unica eroina consapevole del suo destino. Una lotta che porta avanti con forza instancabile per ritrovare la libertà perduta. Danza e teatro incalzano per dar vita a questa ballata dedicata a tutti coloro a cui costa respirare. Le giornate del 28 e del 29 giugno erano riservate esclusivamente alla commissione artistica per la valutazione delle opere.

“La ballata di Filomena” di Lucrezia Maimone e drammaturgia di Anthony Mathieu (Overture Cortoindanza X edizione)

Cortoindanza ha visto anche quest’anno, per il suo decimo compleanno, una serie di opere in embrione di giovani talenti provenienti da diverse parti d’Europa. Venerdì sera si sono esibite al T.off le nove compagnie finaliste che si sono distinte per lalto livello degli artisti e per una spiccata sensibilità e maturità artistica, selezionate tra un centinaio di proposte. Tutti primi autori e con una formazione importante presso le scuole più prestigiose di danza come quella di Sharon Fridman o Maguy Marin. Le loro creazioni sono state molto apprezzate dagli undici esperti della giuria, composta da coreografi e danzatori delle compagnie tra le più importanti in Italia e in Francia, e da professionisti del teatro circense, della musica, della comunicazione e dei linguaggi artistici contemporanei, il cui obiettivo principale è quello di premiare l’originalità delle proposte culturali che esprimano  una forte testimonianza dell’arte contemporanea nel mondo e sostenere tutti i progetti selezionati con l’assegnazione di quattro incentivi, distribuiti fra tutti: riconoscimenti, menzioni speciali, residenze artistiche e circuitazione delle opere.

 I RICONOSCIMENTI

Il riconoscimento alla migliore scrittura coreografica è stato assegnato pari merito a Clément Belhache e Caroline Maydat con il progetto Deux rien” (C.ia Comme Si Company/Lile/Francia), e Xuan Le con il progetto Boucle” (C.ia Xuan Le Company/Parigi/Francia). I primi, formazione con Marc Proulx e Christian Jéhanin, senza parole, uniscono al linguaggio del corpo la sensibilità dei film muti. Società, vite occupate, folle che passano, lasciano questi due personaggi sulla panchina. Homeless invisibili che ci mettono a disagio, muovendosi sulla spietatezza del mondo con il quale loro si confrontano. Un’attesa senza fine, un racconto commovente, fra il comico e il tragico, illuminato da giochi e danze. “Boucle” di Xuan Le, campione  di Slalom Freestyle sui pattini della Francia e 6° Campionato del Mondo, danza presso Kafig Company, Bissextile, Cirque Eloize, esplora la relazione che sviluppiamo attraverso il movimento delle nostre vite e i diversi stati come lasciare, andare, controllare, stabilità, proiezione, ispirazione. I nostri movimenti sono un mezzo per permetterci di proiettarci nel nostro percorso di vita. Un continuo girare intorno, finire in nessun luogo, tornare indietro.

“Deux rien” con Clément Belhache e Caroline Maydat (foto di Federica Zedda)

Xuan Le in “Boucle”_Foto di Federica Zedda

MENZIONI SPECIALI

Menzione speciale a Leila Ka (Talents Danse Adami compagny of Maguy Marin) con il progetto “Pode Ser“, per “l’interessante segno coreografico, chiarezza del pensiero compositivo, ricerca sulle potenzialità del gesto”; a Manuel Martin (Madrid/Spagna, tra le scuole di formazione Compañia Antonio Ruz, C.ia Sharon Fridman) con il progetto “Hangar 224“, per “la particolarità della ricerca del  movimento che segue codici originali e la capacità di evocare luoghi e spazi interiori ed esteriori”. A Jonathan Frau (C.ia Oktobre – Francia/Italia – Cagliari/Italia), purtroppo assente nella finale per motivi familiari, la commissione ha assegnato un incentivo alla possibilità di sviluppo della scrittura coreografica per il suo progetto “Jakob, figlio di nessuno“.

RESIDENZE ARTISTICHE

E ancora la commissione si è espressa su differenti e complementari forme di sostegno ai progetti coreografici canalizzandoli in residenze artistiche supportati dal tutoraggio degli stessi esperti della commissione, offerte da: Twain Centro di produzione Danza con tutoraggio e portafoglio a Manuel Martin con il progetto “Hangar 224”; Zerogrammi  (Piemonte), organismo di produzione della danza residenza con tutoraggio e portafoglio a Jonathan Frau con il progetto Jacob, figlio di nessuno”, selezionato anche da Tersicorea con il tutoraggio di Stefano Mazzotta; Deborah Moreau con il progetto “Skin off ” con tutoraggio di Clotilde Tiradritti; Manuel Martin con il progetto “Hangar 224” con il tutoraggio di Loredana Parrella; Clément Belhache e Caroline Maydat con il progetto “Deux rien” con il supporto musicale di Irma Toudjian; Valentina Cortese con il progetto “Lento” con il tutoraggio di Anthony Mathieu.

INCENTIVI ALLA CIRCUITAZIONE

Tutte le opere finaliste della decima edizione di Cortoindanza sono state apprezzate e inserite tra gli incentivi alla circuitazione che prevedono l’inserimento nella programmazione dei festival o rassegne organizzate dai rappresentanti della rete Med’Arte. Tra queste Festival Fabbrica Europa (Toscana/Italia) e Twain Centro di Produzione Danza (Lazio), hanno espresso una opzione per l’edizione 2018-19 per Leila Ka con il progetto “Pode Ser” e Xuan Le con il progetto “Boucle”; Borderline Danza (Campania/Italia) ospiterà all’interno di Raid Festival 2017-18 Xuan Le con “Boucle”; Antonio Bissiri con il progetto “Feminas” (C.ia Prendashanseaux/Italia) e Stellario Di Blasi con il progetto “Cariddi mari nun ci n’è chiu”(Fc@Pin D’oc/Italia); CAU (Centro di Are Urbana, Andalusia/Spagna) porterà al suo Festival CAU Jonathan Frau con “Jakob, figlio di nessuno” e Valentina Cortese con il progetto “Lento” (C.ia Smart Francia – Parigi/Francia – Torino/Italia); Muxarte Sicilia ha espresso l’interesse per il Festival Conformazioni 2018-19 verso Clément Belhache e Caroline Maydat con il progetto “Deux rien”. Infine Tersicorea inserirà all’interno del Festival “Sulle OrmeIl Mediterraneo Il Corpo Il Viaggio” 2018-19: Clément Belhache e Caroline Majdat con il progetto “Deux rien”; Xuan Le con il progetto “Boucle”; Antonio Bissiri con il progetto “Feminas”; Leila Ka con il progetto “ Pode Ser”; Valentina Cortese con il progetto “Lento”; Manuel Martin con il progetto “Hangar 224” e Stellario Di Blasi con il progetto “CariddiMari nun ci n’è chiù”.

Le  opere, molto diverse tra loro e ognuna con una specifica peculiarità, hanno toccato temi di forte attualità, tutti legati a una grande forma di teatralità e all’esplorazione del corpo in relazione allo spazio come generatore e contenitore di cultura e pensiero. Più diretto di ogni parola. La ricerca dei limiti, le possibilità del corpo dove equilibri, torsioni, acrobatica, danno vita a oggetti inanimati. Limiti, aspirazioni, ma anche la confusione di essere nel mondo, di essere solo se stessi, in una sorta di lotta che non finirà. Il senso di malinconia che vive chi è lontano dalla propria terra. È il limite, la sensazione di sentirci vittima del nostro stesso corpo, o di un luogo che non ci appartiene, ma anche lo sforzo inutile per non sentirci nudi e vulnerabili di fronte al mondo. O il limite del progresso che presagisce scenari futuri apocalittici. Equilibri precari che resistono alle tensioni: nuove armonie, pensate da e per un corpo.

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