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Mediterranea | December 17, 2018

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Con Internazionale tre giorni di giornalismo mondiale a Ferrara - Mediterranea

Con Internazionale tre giorni di giornalismo mondiale a Ferrara
Cristina Delunas

Si è conclusa a Ferrara la nona edizione del Festival di Internazionale, il settimanale che dal 1993 pubblica gli articoli dei nomi più prestigiosi del giornalismo e della cultura mondiale tradotti in italiano.

Il 2, 3 e 4 ottobre scorsi, giornalisti, scrittori e redattori hanno animato il centro storico della città con una full immersion di dibattiti, presentazioni, spettacoli, proiezioni, workshop che ha richiamato partecipanti da tutto il mondo e fatto registrare il tutto esaurito nelle strutture alberghiere di Ferrara e dintorni.

L’idea dei promotori, fra i quali anche l’Università di Ferrara, la Regione Emilia Romagna e il Comune di Ferrara con le decine di partner e sponsor tecnici, è stata quella di ricreare un numero vivente della rivista basato su tematiche di grande attualità, rilevanza sociale e politica. Mediterranea ha seguito per i suoi lettori alcuni fra i temi più vicini allo spirito della rivista.

La manifestazione è stata inaugurata dalla consegna del premio Anna Politkovskaja per il giornalismo d’inchiesta al blogger e attivista Asif Mohiuddin, distintosi per la sua attività di denuncia giornalistica, perseguitato e incarcerato dal governo del Bangladesh per motivi religiosi e ora rifugiato in Germania.

Lunghissime file in attesa degli eventi

Lunghissime file in attesa degli eventi

Tantissimi gli argomenti trattati nelle 19 sedi del festival che hanno funzionato a oltranza dalla mattina fino a notte fonda per un totale di oltre 170 eventi e 230 ospiti. Per tre giorni le notti cupe di una Ferrara piovosa e già vestita d’autunno si sono tinte dei colori del festival fatti non solo di dibattiti fra i grandi giornalisti e il pubblico, ma anche di proiezioni, immagini, spettacoli inconsueti e tanta musica.

Il festival come luogo di formazione per addetti ai lavori ha visto in cattedra personaggi del calibro di Ed Vulliamy, David Randall, il fotografo Olivier Jobard, ma anche nomi emergenti come lo scrittore e critico Christian Raimo che ha introdotto il tema del giornalismo culturale tramite l’ultimo romanzo di Kazuo Ishiguro, un caso internazionale che fa discutere.

Centinaia di partecipanti in lunghissime code hanno atteso pazientemente per ore le rassegne più gettonate: Mondocinema e Incontri svoltesi tra il settecentesco Teatro Comunale e il Cinema Apollo che con i suoi quasi 100 anni è simbolo della storia del cinema in città. Tramite le visite guidate ai giardini e ai cortili estensi è stata narrata la storia cittadina. Ad arricchire l’itinerario le letture tratte da Cinque storie ferraresi di Giorgio Bassani che valsero all’autore il Premio Strega nel 1956.

Presentazione dell'Atlante delle mafie

Presentazione dell’Atlante delle mafie

Fra i libri la presentazione del terzo volume dell’Atlante delle mafie ha suscitato un interesse inaspettato che ha letteralmente incollato il pubblico alle sedie dello spazio allestito nel cortile del Castello. Enzo Ciconte considerato il massimo esperto italiano di mafie, Ettore Squillace Greco Direttore distrettuale antimafia di Firenze, Pierluigi Stefanini del gruppo Unipol e Ed Vulliamy del The Guardian, moderati da Piero Melati di Repubblica hanno descritto cosa è la nuova mafia, non quella che uccide, non Cosa Nostra, ma la mafia sudamericana legata alla ‘Ndrangheta, quella che attraverso il traffico di stupefacenti movimenta i capitali e arriva ai grandi appalti. “La mafia non ha più simboli come bombe o teste mozzate, la mafia è oggi infiltrazione economica. La mafia non più nel sud Italia, ma nelle regioni ricche come l’Emilia in un volume che vuole essere un altro passo per conoscere il fenomeno mafioso perché per combatterlo bisogna prima conoscerlo” sono state le parole degli autori incorniciate da un applauso infinito.

Ancora mafia nell’insolito spettacolo La mafia liquida di Vito Baroncini che ha presentato a Palazzo dei Diamanti un performance sottesa tra cinema, teatro e lavagna luminosa. Lo spettacolo è un work in progress, un progetto di arte partecipata che si arricchisce degli incontri e delle storie che

Un momenti di Mafia liquida

Un momenti di Mafia liquida

Cinemovel, il cinema itinerante contro la mafia, incontra nel suo cammino e lungo le strade della legalità. Un percorso che racconta la mafia attraverso l’immaginario collettivo. Lavagna luminosa, proiettore digitale, casse, schermo, sono gli oggetti di scena mentre le mani, i colori, le macchie, i suoni, il cinema, il fumetto, le storie sono i protagonisti dello spettacolo. La narrazione mescola espressioni e linguaggi d’arte per raccontare il quotidiano di piccole e grandi storie di sopraffazione mafiosa. 35 minuti per narrare in maniera originale, la storia della mafia fino ai concetti enunciati da Enzo Ciconte.

Gli esodi di oggi, il Mare Nostrum tra speranze e morti come temi artistici, i migranti come acrobati, uomini, donne e bambini che tutti i giorni attraversano i mari, le terre, i confini sono stati i protagonisti non solo del video Mediterraneo la nostra frontiera liquida realizzato in collaborazione con Erri De Luca e presentato dalla Rai-Radio3 al Cinema Apollo. Le frontiere, le morti nel Mediterraneo e la strage si Lampedusa sono state oggetto dell’esibizione musicale del gruppo Migrant Choir cittadini del mondo Ferrara. Con una vignetta quanto mai emblematica su questi temi il cagliaritano Bruno Olivieri si è aggiudicato il premio speciale della giuria del concorso Una vignetta per l’Europa.

Concita De Gregorio presenta il suo ultimo libro

Concita De Gregorio presenta il suo ultimo libro

Esiste un termine quello di orfano che designa chi ha perso i genitori, perché non esiste un termine per descrivere chi invece ha perso i figli? Su questo interrogativo, nello scenario di Palazzo Roverella illuminato dalla Luna, ha ruotato la presentazione di Mi sa che fuori è primavera l’ultimo libro di Concita De Gregorio. Una presentazione dai toni forti a momenti drammatici che ha più volte rimandato alla perdita di un passato troppo spesso affidato ai mezzi informatici che dimentica ciò che solo la saggezza dei vecchi può insegnare.

Quali sono i confini tra libertà di parola e libertà di sentirsi offesi? Una lezione magistrale del Prof. Roberto Bin ha aperto un affollato dibattito che partendo dal caso Charlie Hebdo ha posto in evidenza la difficoltà di segnare confini netti sulla libertà di parola.

Concerto di Paolo Fresu

Concerto di Paolo Fresu

Mentre Paolo Fresu scaldava la sua tromba sul palco allestito nel cortile del Palazzo Comunale per preparare le festa finale e già si annunciava l’edizione dell’anno prossimo è arrivata la notizia del bombardamento dell’ospedale di Medici senza frontiere a Kunduz. La folla è calata in un silenzio irreale, minuti di raccoglimento e poi le note hanno iniziato a colorare una sera di lutto. Note come speranza, note di musica per non dimenticare chi è morto per una causa nobile in un crescendo di emozioni a chiusura di un Festival che sempre più si trasforma in un appuntamento irrinunciabile per i professionisti del giornalismo e non solo.

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