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Mediterranea | November 14, 2018

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Cinemarocco: gli Atlas Corporation Studios a Ouarzazate - Mediterranea

Cinemarocco: gli Atlas Corporation Studios a Ouarzazate
Laura Vargiu

Ouarzazate (Marocco)

Quello di Ouarzazate (capoluogo dell’omonima provincia, la cittadina di Ouarzazate conta circa 60 mila abitanti. Dispone di un aeroporto internazionale), piccola città del Marocco centrale in pieno territorio berbero a circa duecento chilometri a sud-est di Marrakech, non è ancora uno dei nomi più noti al turismo di massa. Racchiuso tra le montagne innevate dell’Atlante e il deserto, il centro non ha la popolarità di cui godono città ben più grandi, prime fra tutte Casablanca e la stessa Marrakech.

Ouarzazate non è però sconosciuta ai grandi registi e alle produzioni cinematografiche internazionali che, ormai da lungo tempo, ne hanno fatto una mecca del settore.
Del resto il Marocco, ancor prima della creazione di apposite strutture, aveva mostrato una innata vocazione in questo campo, offrendo location naturali e monumentali di straordinaria bellezza a celebri pellicole come “Lawrence d’Arabia” di David Lean (1962) e “Gesù di Nazareth” di Franco Zeffirelli (1977).

Sebbene le riprese si svolgano in genere in diverse località sparse per il Paese nordafricano, è la presenza di importanti studios a consacrare Ouarzazate come la capitale marocchina del cinema. Si tratta di due enormi impianti, situati entrambi appena fuori città e aventi per sfondo il suggestivo spettacolo dell’Atlante: i CLA Studios e gli Atlas Corporation Studios.
Abbiamo visitato questi ultimi, aperti tutti i giorni e il cui biglietto d’ingresso costa 50 dirham (corrispondenti a poco più di 4 euro) a persona.

Inaugurati nel 1983, gli Atlas Corporation Studios si estendono per ben 34 ettari. Nell’arco di quasi trent’anni hanno ospitato le scene di decine di film, molti dei quali ai botteghini sono stati campioni d’incasso nella storia del cinema contemporaneo.
“Asterix e Obelix – Missione Cleopatra” di Alain Chabat, “Kundun” di Martin Scorsese, “Il gladiatore” e “Kingdom of Heaven” (meglio noto da noi con il titolo “Le crociate”) di Ridley Scott sono solo alcuni dei film che hanno preso corpo in questi studios e girovagare tra i loro set, rimasti ancora in buona parte allestiti, è un’esperienza molto particolare: nel giro di pochi metri è infatti possibile ritrovarsi nel cuore dell’Egitto faraonico, curiosare all’interno di un mistico tempio buddista d’Oriente e percorrere le strade polverose dell’antica Roma. E persino ammirare in lontananza le possenti mura della città vecchia di Gerusalemme! Un viaggio nel tempo e nello spazio che ogni buon appassionato di cinema dovrebbe fare.
Peccato però che sia tutto rigorosamente finto e anche gli edifici in apparenza più imponenti non sono altro che artificiose costruzioni sceniche. Polistirolo e cartongesso la fanno da padroni assoluti e lo splendore dei marmi che talvolta abbiamo ammirato in qualche film storico girato qui era solamente pura illusione!

Tra gli innumerevoli titoli legati agli Atlas Corporation Studios, inoltre, non si possono non ricordare “Alexander” di Oliver Stone, “Il gioiello del Nilo” di Lewis Teague (non a caso, ancora oggi si conserva sul posto, come un vecchio cimelio, il piccolo aeroplano utilizzato nel film) e le più recenti versioni di kolossal del passato, come “Ben Hur” di Steve Shill e “I dieci comandamenti” di Robert Donhelm. Numerose produzioni internazionali, dunque, sono transitate da queste parti; altrettanti gli attori famosi noti al grande pubblico: Russel Crowe, Michael Douglas, Ben Kingsley, Gerard Depardieu, Colin Farrell, Orlando Bloom. La lista potrebbe continuare, tanto è lunga.

Capire i motivi di così tanto successo non è difficile: da un lato gioca un ruolo importante la disponibilità delle location adatte, sia quelle naturali che quelle fittizie create ad arte negli studios; dall’altro, di non poco conto è la competitività dei costi economici che influiscono senza dubbio sulla scelta di dove girare un film.
Il Marocco, e in particolare Ouarzazate, si dimostra capace di attrarre un numero sempre più elevato di registi e case di produzione europee e americane al punto che quella cinematografica sembra essere oggi una delle voci più rilevanti dell’economia del Regno.
E le ricadute in termini occupazionali sono tutt’altro che irrilevanti, anche grazie a quello che può essere definito un vero e proprio “cineturismo”.

Presso gli studios, a cui è annessa una elegante struttura alberghiera (l’Oscar Hotel), ha impiego fisso una cinquantina di persone del posto tra guide, guardiani e assistenti vari. Tale numero può salire addirittura fino a tremila addetti durante i periodi di più intenso lavoro per le produzioni.
Ogni anno decine di migliaia di visitatori, tra marocchini e turisti stranieri, affollano i set e in alcuni momenti, come racconta qualcuno del personale, non è inusuale accogliere quattro-cinquemila persone nel giro di una sola settimana.
Le visite guidate vengono normalmente svolte in quattro lingue (arabo, francese, inglese e spagnolo).
Al momento risulta ancora in fase di costruzione un sito internet,www.studiosatlas.com , dove sarà possibile reperire prossimamente maggiori informazioni sugli Atlas Corporation Studios.

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