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Mediterranea | November 20, 2018

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Cinecibo: quando l’immagine incontra il gusto - Mediterranea

Cinecibo: quando l’immagine incontra il gusto
Redazione

CINECIBO è uno dei primi festival internazionali che abbia come protagonista il cibo, interpretato in tema antropologico, sociale ed enogastronomico. Questa prima edizione si è svolta all’Hotel Ariston di Paestum dal 25 al 27 novembre 2011, in contemporanea con il 6° “Salone internazionale della mozzarella di bufala campana DOP e dell’alimentazione mediterranea”. La scelta della location non è casuale. Infatti è su queste spiagge che nel 1944 sbarcò con la quinta armata statunitense Ancel Keys, il fisiologo valorizzatore della dieta mediterranea, riconoscendole attributi altamente salutari specialmente contro le malattie cardiovascolari e facendo quindi sì che, per le sue caratteristiche, la dieta mediterranea diventasse uno dei patrimoni mondiali non materiali dell’UNESCO.

La manifestazione, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Salerno, dal Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e dalla Film Commission Regione Campania, ha avuto come presidente onorario l’attore Michele Placido e come direttore artistico Donato Ciociola, presidente nazionale di Unimpresa Giovani Imprenditori.
Quasi ventimila gli spettatori che, fra un assaggio di cortometraggi e lungometraggi italiani e stranieri inediti, hanno potuto assaporare non solo con gli occhi immagini e contenuti edibili, ma anche con mano e palato prodotti agroalimentari tipici del territorio, come, oltre alla mozzarella di bufala, il carciofo di Paestum IGP, l’olio extravergine DOP delle colline salernitane e del Cilento, i marroni di Roccadaspide, i formaggi caprini e vaccini.

La finalità del festival era di consolidare il legame fra cinema di qualità, prodotto anche dalle nuove generazioni e fuori dai grandi circuiti di distribuzione, e la tematica di una corretta alimentazione, non trascurando legami storici, sociali e evocativi che il cibo riveste, e dando come tema portante la dieta mediterranea.
Il programma, svoltosi contemporaneamente in più sale, comprendeva, oltre alla visione delle opere in concorso, un fitto programma di workshops, dibattiti, cooking shows e degustazioni. Per i più giovani, un festival nel festival con il Cinefrutta day www.terraorti.org/cinefrutta, dedicato ai ragazzi in età scolare. Si è iniziato con la presentazione del cortometraggio premiato:” Pasta, Scuola e Ironia”, dove, con mezzi modesti ma oltremodo efficaci, il filmato accompagnava, in visione parallela nell’arco di una anno, due compagni di classe. I due amici durante l’ora dei pasti avevano scelte alimentari completamente diverse. Dopo un anno di “fidanzamento” con compagne di scuola, rinunciano a un appuntamento con le rispettive fidanzatine a causa di una partita di calcio. Ma il primo, con il suo regime alimentare “mediterraneo”, per scendere in campo e coprirsi di gloria con le sue prestazioni sportive, l’altro, gonfio di cibi ipercalorici e grassi, solo per seguire come pubblico le prestazioni dell’amico.

È seguita la proiezione di King Size Me, film in cui il protagonista si sottopone per un mese esclusivamente a una “dieta McDonald`s”, con conseguenze disastrose per la sua salute. Film-documentario che educava e ammoniva, divertendo e senza pedanteria.
È anche questo il senso e la funzione di un audiovisivo, specialmente per i più giovani. Mostrare con situazioni e immagini, senza bisogno di alzare il dito ammonitore, concetti importanti che vengano cosi meglio recepiti. A conclusione la dott.ssa Cinzia Borrelli, nutrizionista, ha aperto un dibattito con i giovani della scuola alberghiera, i cuochi di domani, per un’alimentazione tanto corretta quanto gradevole.
Tra i workshops, molto seguito è stato “Il ruolo del vino nel cinema – Brindisi fra 2 festival” in cui la sommelier e esperta gastronomica Sandra Ianni ha descritto la forte e consolidata presenza che il vino ricopre nella storia cinematografica, partendo dal Deyeuneur de Bebe di Louis Lumiere del 1895, passando a Chabrol con Delitti e Champagne del 1927, arrivando all’Italia del dopoguerra con Un Americano a Roma del 1954, per passare al Viaggio nella valle del Po di Mario Soldati del 1957, all’emblematico La grande abbuffata di Ferreri del 1973, per approdare al Sideways di Payne del 2004, all’Olmi del 2009 con Rupi del vino e a MondoVino, con la sempre più attuale lotta dei produttori di vino locali contro la forza delle multinazionali.
Alla presentazione è seguita una degustazione guidata di vini provenienti da regioni lacustri, che gettava un ponte sul prossimo festival Laghi Divini (sempre curato dalla dott.ssa Ianni) che, dopo l’edizione 2011 a Bracciano, si svolgerà nell’edizione 2012 sul lago di Telese, in Campania, con eccellenti etichette di vini provenienti da vigne piantate sulle varie sponde di laghi italiani.
A completare le proposte offerte, per la gioia degli estimatori del bellissimo territorio cilentano, due percorsi tematici, ”le vie di Cinecibo”, educational tour alla scoperta delle bellezze paesaggistiche, culturali e di eccellenze gastronomiche, che si è concluso con una visita al Museo della Dieta Mediterranea di Pioppi.

Ma per ritornare al festival, perfettamente in tema la locandina rappresentante una forchetta avvolta da una pellicola cinematografica, così come le statuette premio in ceramica: su una colonna rappresentante i templi di Paestum troneggiava una forchetta con la pellicola avvolta tra i rebbi. Il festival ha raggiunto lo scopo prefissato di mostrare un Cinema di qualità che parli di corretta alimentazione attraverso la presentazione, il confronto e la competizione di opere audiovisive che mettano a fuoco vari temi, da quelli sociali e conviviali che il cibo riveste, a argomenti più scottanti come la bulimia, per sfiorarne alcuni più frivoli e romantici, come la conquista dell’amore attraverso il cibo.

Premio Cinecibo

Premio Cinecibo

Una lista dei film in palio e di quelli premiati dà certamente informazioni, ma non dice molto della godibilità o dell’impatto dei filmati sul pubblico. A questo sopperisce la voce di chi li ha visti, dando anche la propria interpretazione personale. Ben meritato il premio per Focaccia blues a Nico Cirasola. Il lungometraggio descrive in chiave documentaristica, ma con uno humor irrefrenabile e contagioso, come nella città pugliese di Altamura, famosa per il suo celebre pane DOP, il proprietario di una focacceria tradizionale, posizionata di fronte ad un Mc Donald`s apertosi da poco, sia riuscito, con la genuinità dei suoi ingredienti, a mantenersi il favore e consenso dei clienti, tanto da costringere la multinazionale a chiudere per fallimento. Irresistibili i due cammei ritagliati da Renzo Arbore e Lino Banfi nella parte di se stessi. In un miscuglio di documentario-fiction, dove cittadini di Altamura interpretano nella parte fiction situazioni comiche e assurde, con una spontaneità e bravura degna degli attori più consumati, si racconta la storia vera “di una focaccia che si mangiò l’hamburger”
Bello anche Mozzarella stories di Edoardo De Angelis che, nel suo esilarante film, descrive la lotta all’ultimo sangue tra produttori di mozzarella campana e i sopravvenuti cinesi che, con la loro produzione a prezzi ridotti, mettono in crisi il fin allora fiorente mercato. Tra malavitosi, zingari albanese-napoletani, intoppi amorosi e cineserie.

Titolo in italiano anche in lingua originale, per Soufflé d’amore, premiato come miglior lungometraggio straniero, che ribadisce il tema di come si cerchi di conquistare l’amore seducendo attraverso il cibo. La storia racconta di un cuoco innamorato di una biondissima e irraggiungibile modella, cliente del suo locale. Il poverino cerca inutilmente di conquistarla con le sue prelibatezze cui la bella è immune, visto che si nutre di insalatine e cracker. Mentre l’amore vero è a portata di mano, nella persona della cameriera del locale che si presta a un gioco di telefonate con il cuoco, facendogli credere di essere la modella. Finale romantico e dolce come il soufflé che dà il nome al film.
Premio del pubblico per i cortometraggi a La Lista, docu-fiction ambientato nel penitenziario di Eboli. La lista è quella della spesa che si compila per gli acquisti collettivi di ogni “gruppo”. Poi insieme si cucina e si mangia a un unico lungo tavolo, che riproduce in piccolo la famiglia perduta. Attraverso il rito di preparazione e consumo del cibo in compagnia, si crea solidarietà e senso di appartenenza. E ogni nuovo venuto non viene guardato con diffidenza e sospetto, ma si aggiunge un altro piatto, un altro bicchiere, gli si chiede se gli serve qualcosa, così da aggiungerlo alla prossima lista.

In Carna 27 un figlio adulto che non ha mai tempo per il padre, lo invita improvvisamente a cena a casa sua. Il motivo per aver adesso tempo per lui viene subito fuori, la sua donna lo ha lasciato e il ragazzo ha bisogno adesso di supporto e comprensione. Inizia la preparazione della cena, spaghetti all’amatriciana, e la preparazione diventa metafora della filosofia sulla vita, sui rapporti di coppia, sulle differenze fra uomo e donna. “Non mi fido di quelli che non sanno mangiare” cita il padre e “Le donne vogliono parole dolci e argomenti pepati” spiega ancora al figlio. Premio migliore sceneggiatura.
Migliore cortometraggio a “Sei quello che mangi” di Stefano Russo, già vincitore del Pescara Corto Script. In un locale fast food tipo McChicken`s, si descrive il primo giorno di lavoro di una ragazza che ha deciso di abbandonare gli studi per poter guadagnare subito. Mette da parte il panino con mozzarella e pomodoro per il pranzo, e inizia le sue mansioni, prima malvolentieri, poi sempre più affascinata da quel senso di equipe-famiglia che il manager cerca di instaurare per aumentare i profitti e avanzare di carriera. Alla fine della giornata, che poi è quella del suo compleanno, rimane commossa per la torta di compleanno offertale dagli altri dipendenti, e giura fedeltà alla nuova famiglia, senza sapere di essere invece stata manipolata dal capo, per coprire un imprevisto scomodo.
Come concludere: non rimane che attendere la seconda edizione CINECIBO 2012 e prepararsi alle delicatezze che si presenteranno agli occhi, all’udito e al palato.
Per completezza ecco l‘elenco di tutti i vincitori di “CINECIBO 2011”, per ogni singola categoria in concorso, come comunicato dall`ufficio stampa coordinato dalla attivissima giornalista Mariangela Petruzzelli:

1) migliore premio del pubblico per il corto a “La lista” di Antonio Alaimo e Lelia Vitigliano in collaborazione con la casa di reclusione di Eboli (SA);
2) migliore spot a “Davimus” dell’Osservatorio Culture Giovanili;
3) migliore canale tematico “Alice Sky”;
4) migliore documentario a “Ancel Keys e la dieta mediterranea” di Piero Cannizzaro;
5) migliore cortometraggio, sezione scuole a “Pasta, scuola ed ironia”;
6) migliore scenografia al cortometraggio straniero “Intercambio” di Antonello Novellino e Antonio Quintanilla;
7) migliore montaggio al corto “Ava-Rho” di Rudy Zoppi;
8) migliore lungometraggio straniero “Soufflè d’amore”, proveniente dalla Bulgaria;
9) migliore lungometraggio “Focaccia Blues” di Nico Cirasola;
10) migliore cortometraggio “Sei quello che mangi” di Stefano Russo;
11) migliore regia a “Mozzarella stories” di Edoardo De Angelis;
12) migliore attore protagonista a Massimiliano Gallo per il film “Mozzarella Stories”;
13) migliore sceneggiatura per “Carna 27” di Diego Manfredini;
14) Menzione speciale per la sceneggiatura a “E poi…vola” di Luigi Marani e Janet De Nardis.
Ulteriori informazioni su www.cinecibo.it

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