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Chiacchere
Chiacchere di carnevale

Qualche tempo fa ho letto che il senso di colpa nei peccati di gola contribuisce a farci ingrassare. Da allora ogni volta che mi lascio trasportare dalla golosità lo faccio senza sentirmi in colpa. I risultati non sono sempre quelli sperati, ma quando si cede ai piaceri del cibo deve essere la gioia e il pensiero che siamo fortunati a poter cedere a tali tentazioni a sopraffarci!

Certo non bisogna esagerare… spesso il cibo funge da consolazione, o da antidepressivo, o da antistress. Queste motivazioni possono esasperare l’uso del cibo e portarci ad eccedere, il che non è sicuramente salutare. Da qui forse nasce quel “risveglio” del giorno dopo, quando ci ricordiamo che la sera prima siamo andati a cena fuori, pensando “non mangerò comunque tanto, non ho nemmeno fame…” e siamo tornati che la pancia ci sembrava un pallone areostatico!

Abbiamo però delle valide scusanti. Sono appena finite le vacanze natalizie, con i pranzi dai parenti, dagli amici o anche semplicemente da soli a strafogarci di pandoro e panettone… e la scorsa settimana vado a casa da mia zia che mi fa “la mia amica mi ha appena portato le sfrappole” (o chiacchiere o cenci o galani o frappe o chiamatele come volete!) e io penso MA E’ GIA’ CARNEVALE? Ebbene sì, stavamo iniziando con immensa fatica la cura depurativa, sgonfiante, dimagrante post festività e già nei negozi, per le strade, nelle case si sente odore di frittelle e zucchero a velo. Allora è un attentato alla nostra linea! Ditemi voi come si può resistere alle fritture carnevalizie, unte e bisunte, ma dolci e allegre. Questo mentre in tutte le riviste escono le mille diete per rimettersi in forma e qualcuna già pensa all’estate prossima.

A questo proposito, una divagazione sulle diete dei giornali. E’ altamente improbabile che una che vive da sola, lavora e insomma ha la giornata occupata, riesca a comprare quantità infinitesime di prodotti e preparare piatti in cui ogni cosa va cotta a parte nelle maniere più assurde. Allora io vivo in una casa in affitto, ho appena comprato un minimixer, ma non ho il forno, non ho il frullatore, non ho la pentola a pressione, ed è un miracolo se ho una griglia (perché l’ho presa coi punti del supermercato), non ho una macchina e non vado al supermercato ogni giorno per comprare la roba fresca che servirebbe per la dieta, oltre a non guadagnare come un manager all’apice della carriera (perché alcune diete pretendono che tu compri cibi piuttosto impegnativi economicamente).

Perciò ditemi pure che sono tutte scuse per nascondere la mia svogliatezza, ma io a queste condizioni la dieta non riesco proprio a farla. Anche perché se facessi la dieta non dovrei fare nient’altro: oltre al tempo speso a comprare e preparare le pietanze, non riuscirei a resistere un giorno intero con così poche calorie! E poi diciamoci la verità, se una lavora fuori non è che a pranzo possa mangiare ciò che vuole e non può andare al bar o alla mensa e chiedere che le preparino mezzo branzino al cartoccio con patate lesse perché è a dieta… non credo che riscuoterebbe molta simpatia! Così come spesso non ha modo di fare “uno spuntino con un frutto o uno yogurt” come è scritto su tutte le diete.

Insomma non basta che una povera disgraziata (parlo al femminile, ma penso che per molti uomini sia lo stesso) si trovi a leggere diete infallibili ma infattibili, pensi che quei chili di troppo se li dovrà tenere ancora a lungo, arrivi a casa la sera stanca, depressa e nervosa e cerchi di resistere a quei buonissimi biscotti nella credenza dicendosi che li mangerà la mattina perché si smaltiscono meglio…
NO! E’ CARNEVALE! Tra frittelle di ogni tipo, strufoli, chiacchiere, resistere sarà impossibile. L’unica alternativa è concedersi qualche strappo alla finta dieta che stiamo facendo e consolarsi pensando che mangeremo anche tante belle e sane verdurine che ci aiuteranno a depurarci. Leggevo, infatti, che uno sgarro nella dieta è permesso, a patto che il giorno dopo si riprenda la dieta, questo decisamente aiuta a vincere il senso di colpa.

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