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Mediterranea | April 19, 2019

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Visti da noi Archivi - Mediterranea

Is Solinas Carignano del Sulcis Doc 2014 di Argiolas

Carignano e non più del 5% di Bovale sono le quote per questo uvaggio che vede la straordinaria materia prima allevata ad alberello su terreni a prevalenza sabbiosa, ricchi di argilla e calcare ed accarezzati dalla brezza marina. La fermentazione alcolica e la macerazione avvengono in acciaio, la malolattica in cemento e l’affinamento in botti di rovere francese per ben un anno.Continua

Seminario sulle Biotecnologie nel Processo di Vinificazione all’Istituto Agrario De Sanctis

Nella giornata del 21 febbraio scorso si è svolto un importante seminario incentrato sul tema della “Biotecnologia nel Processo di Vinificazione” presso l’Istituto Agrario “De Sanctis” di Avellino.

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L’Arte Marinara, la Ristorazione e la Promozione del Territorio all’Ittiturismo I Due Fratelli

Per la grande affidabilità del pescato, per la cucina tradizionale e per i colori di cui si tinge il locale costituisce proprio il tipico esempio di trattoria mediterranea. Sapori veri e semplicità, pulizia e velocità di servizio sono le virtù che contraddistinguono l’Ittiturismo I Due Fratelli sul Lungomare Colombo di Sant’Antioco.

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Ribolla Gialla Igt delle Venezie 2010 di Franco Terpin

L’azienda di Franco Terpin nasce a San Floriano del Collio, in provincia di Gorizia, nel 1994 ma la sua passione per la viticultura è molto più antica e si potrebbe praticamente dire che la sua crescita e la sua formazione di vignaiolo sono speculari all’evoluzione dei suoi vigneti, ereditati dal padre Darinko.

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Mamuthone Cannonau di Sardegna Doc 2014 di Giuseppe Sedilesu

A 15 km da Nuoro, nel cuore della Barbagia di Ollolai, si trova Mamoiada. Questo piccolo borgo è abitato da circa 2600 anime, si trova a 644 metri dal livello del mare e non è molto distante dal massiccio del Gennargentu, costituito da granito, rocce calcaree e scisti, e dagli altipiani del Supramonte, ricchi di carbonato di calcio e di magnesio di origine mesozoica.

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Fuochi di Sant’Antonio in Sardegna 2019, foto di Sabina Murru

Si ripete il rito ancestrale dei fuochi di Sant’Antonio, rito religioso ma anche laico come dice bene nel suo articolo già pubblicato su mediterranea Viviana Maxia dove cita quello di Mamoiada ” …la prima uscita dell’anno della maschera mamoiadina, uno dei simboli della tradizione sarda più conosciuti e apprezzati, avviene il 17 gennaio in occasione della ricorrenza dedicata a S. Antonio Abate, detto Sant’Antonio del fuoco (“Sant’Antoni de su o’u”). Infatti la leggenda ci racconta che il santo, in una sua discesa all’inferno, rubò al diavolo, una scintilla di fuoco e la nascose nella cavità di un bastone di ferula, portandolo poi in regalo agli uomini.

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La Passione di una vita per il Moscato di Trani: intervista a Franco di Filippo

Il Moscato è tra le varietà di Vitis Vinifera più antiche al mondo ed appartiene ad una famiglia di vitigni tra le più grandi e varie tra tutte quelle conosciute, tanto che nella sola Italia la superficie complessiva di allevamento si attesta attorno ai trentamila ettari.

Andando a ritroso nel tempo vediamo questa vitigno aromatico coltivato dai Greci col nome di Anathelicon Moschaton diffondersi in tutto il Mediterraneo durante la colonizzazione ellenica e successivamente definito, in epoca romana, come Uva Apiana per essere, al pari del Fiano, prediletta dalle api per via del suo dolcissimo aroma, a quanto pare. In realtà tanto l’associazione di questo vitigno con l’Uva Apiana quanto la tesi che vorrebbe, nella similitudine tra ape e mosca, che il suo nome mutasse in Moscato attorno al 1200, risultano piuttosto deboli: infatti è più plausibile che il nome attuale del Moscato derivi da muscus, muschio in latino, per via del suo forte ed inconfondibile aroma che i francesi definiscono musqué. Sussistono molte possibilità invece che il vitigno possa essere stato importato dai Cavalieri Templari ed Ospedalieri chiamati ad operare in Medio Oriente, dove era nota la produzione di vini liquorosi ed aromatici. Venezia inoltre nel 1204, proprio al termine della IV Crociata, inizierà a ridurre il volume di vini importati, sostituendoli coi vini prodotti a Creta e da altre isole Greche passate sotto il suo dominio. Le prove più antiche a testimoniare la presenza del Moscato in Piemonte risalgono al Trecento, due secoli dopo la distribuzione di questa vite nella regione sarà già considerata sufficientemente considerevole tanto che, anche in questo caso, il duca Emanuele Filiberto di Savoia deciderà di limitare le importazioni di altri vini per incoraggiare la produzione locale, fino al boom d’inizio Ottocento. Naturalmente stiamo parlando del Moscato Bianco, varietà che nel nostro paese rientra in un ragguardevole numero di Denominazioni di Origini Controllata da cui si evincono altrettanto numerosi sinonimi, uno dei quali è Moscato di Trani.

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Quartara Fiano Colli di Salerno Igt 2009 delle Cantine Lunarossa

Le intriganti note organolettiche del Quartara Fiano Colli di Salerno igt del 2009, vino anfora con passaggio in barrique delle Cantine Luna Rossa Vini e Passione di Mario Mazzitelli.Continua

L’uomo che riscattò il Primitivo ed il Pioniere della prima bottiglia d.o.c. Gioia del Colle: intervista a Filippo Vito Petrera

Dopo l’indispensabile contributo atto a favorire la viticultura da parte di un mosaico di etnie avvicendatesi a partire dal II millennio a.C. in Puglia, una prima diffusione del Primitivo nelle province di Bari e Taranto si suppone venne promossa dai monaci basiliani nella prima metà del IV secolo, intervento di cui si possono apprezzare gli effetti grazie ad una successiva fase, avvenuta nel 1086, con l’insediamento dei monaci benedettini di … Continua

La scoperta del DNA è un thriller.

La  n° 51, la fotografia di Rosalind Franklin che ha segnato una svolta nella storia delle scienze diventa un thriller nel nuovo romanzo per ragazzi di Chiara Segrè.

La 51 è stata la foto considerata il passo fondamentale che permise di comprendere la struttura del DNA. Questa immagine consentì a Maurice Wilkins, James Watson e Francis Crick di mettere insieme i risultati delle loro ricerche e di interpretare la struttura … Continua