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Mediterranea | September 21, 2018

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Archiviazione digitale: il futuro della memoria, la memoria del futuro

Archiviazione digitale: il futuro della memoria, la memoria del futuro
Redazione

Presentato a Roma “Ispirati dagli archivi” 2019 un’iniziativa che ha lo scopo di accrescere la conoscenza della ricchezza del patrimonio archivistico del Paese,  ma non solo (tradizionale e digitale). Camilleri e Lucarelli i primi testimonial annunciati dell’evento.

Gli archivi hanno un inestimabile valore culturale, storico, civile e anche economico. Si stima infatti che i 101 Archivi di Stato italiani, che conservano da soli 1.500km di documenti, raggiungano un valore di quasi 150.000 miliardi di euro.

A questi si devono aggiungere altri 2.300 km di documenti nei depositi delle amministrazioni statali, e quelli custoditi negli archivi di 8.000 comuni, 80.000 scuole, 25.000 strutture sanitarie, 20 regioni, decine di migliaia di enti, imprese, famiglie, persone.

Insomma, un patrimonio che, da un lato è arrivato fino ai giorni nostri (pensiamo per esempio al documento più antico conservato dall’Archivio di Stato di Milano datato 12 maggio 721 d.C) dall’altro si arricchisce quotidianamente.

Per celebrare gli archivi di qualunque natura, “eternamente vivi” come li ha definiti Andrea Camilleri, nel 2016 è nato “Ispirati dagli archivi” un’iniziativa promossa da ANAI (Associazione Nazionale Archivistica Italiana), DGA (Direzione Generale Archivi) e ICAR (Istituto Centrale per gli Archivi) che ha lo scopo di accrescere la conoscenza della ricchezza del patrimonio archivistico del Paese e la consapevolezza attorno al lavoro degli archivisti.
L’ultima edizione, quella del 2016, si è conclusa con l’adesione di 320 archivi (di cui 36 dall’estero) e la realizzazione di 180 eventi in una sola settimana.
L’edizione del 2019 (3-9 giugno), presentata oggi a Roma e che vede come primi testimonial annunciati Camilleri e Lucarelli, mira a rendere protagonisti le comunità che frequentano gli archivi, utenti e studiosi (si stima che, nei soli Archivi di Stato ogni anno vengano consultati circa 1.000.000 di fascicoli), ma anche tutti coloro che non sono mai stati in archivio, attraverso il coinvolgimento in iniziative, incontri, eventi e attività sviluppate dentro e fuori le mura degli istituti su tutto il territorio nazionale e anche all’estero.
Tra i temi che verranno trattati nell’edizione del 2019 ci sarà sicuramente quello della transizione al digitale.

Proprio in tema di gestione del documento digitale Mariella Guercio, presidente di ANAI e tra i massimi esperti sull’argomento, ha così commentato: «Se gli archivisti non avessero saputo sviluppare principi e metodi adeguati per la sopravvivenza delle fonti digitali questo tipo di memorie sarebbero già oggi ridotte a un cumulo inerte di dati frammentati e incomprensibili. Inoltre la necessità di un approccio non solo tecnologico è una delle principali condizioni che ci può salvare da post-verità e impoverimento informativo, le conseguenze dirette della frammentazione e della perdita di memoria. Per permettere di comprendere la reale dimensione del fenomeno è sufficiente confrontarsi con alcuni dei (non molti) dati disponibili per percepire la dimensione epocale dei fenomeni in atto. Ad esempio il PARER – Polo Archivistico dell’Emilia Romagna, il più importanti centro italiano attrezzato per la conservazione del digitale, attivo dal 2009, raccoglie la documentazione prodotta dalle pubbliche amministrazioni regionali e non solo, conserva 780.252.003 documenti.»

Tutti questi temi ci portano a confrontarci con il ruolo del web nel comunicare patrimoni e valori di riferimento. «Il web sta svolgendo – afferma Stefano Vitali, Direttore dell’Istituto Centrale per gli Archivi – un ruolo fondamentale nel far conoscere il patrimonio archivistico a un pubblico sempre più ampio e sempre più interessato a conoscere l’immensa ricchezza di storia e di storie che esso è in grado di raccontare. Soprattutto il web ha reso possibile divulgare la conoscenza e spesso anche la fruizione di quel patrimonio finora praticamente sommerso costituito da archivi storici di associazioni, partiti, movimenti, personalità, famiglie, opere pie, ospedali … che, dispersi all’interno di una moltitudine di istituti di conservazione, costituiscono una delle componenti più importanti del patrimonio storico diffuso del nostro Paese. Proprio per rendere accessibile e far conoscere questo patrimonio l’ICAR, per conto della Direzione Generale Archivi, sviluppa e gestisce vari sistemi descrittivi e Portali e digital library. Il Sistema Archivistico Nazionale costituisce la spina dorsale di questo insieme di strumenti digitali, perché permette un accesso diretto all’insieme delle descrizioni e delle riproduzioni digitali delle risorse archivistiche italiane presenti sul web nazionale. Ad esso aderiscono, oltre gli Archivi di Stato, i sistemi archivistici di molte Regioni e di varie istituzioni culturali. Il SAN dà accesso alla descrizione di ca. 12.000 soggetti che conservano archivi (archivi storici, enti, istituti culturali, ecc.), alle schede di ca. 120.000 complessi archivistici e a ca. 1.200.000 oggetti digitali. Fra i Portali del SAN, di notevole rilievo è il Portale Antenati. Gli Archivi di Stato per la ricerca anagrafica che pubblica le riproduzioni digitali dei registri di stato civile conservati negli archivi di stato italiano, per un totale al momento di ca. 73.000.000 di immagini di poco meno di 1.000.000 di registri che coprano un secolo e mezzo di storia della popolazione del nostro paese (inizi sec. XIX-prima metà sec. XX). Il Portale Antenati nel 2017 ha avuto più di un 1.500.000 visite per un totale di 150.000.000 di pagine consultate. La maggioranza deli utenti proviene dall’estero ed è costituita in buona parte dai discendenti dei nostri concittadini emigrati nel corso degli ultimi due secoli. Il numero totale dei visitatori dei sistemi archivistici e del Portali gestiti da ICAR è stato, nei primi quattro mesi, del 2018 circa 900.000.»

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Ispirati dagli Archivi 2019 è promosso da:
Associazione Nazionale Archivistica Italiana – riunisce i professionisti che svolgono, in qualsiasi contesto, attività di tutela e valorizzazione del patrimonio documentario nazionale. Promuove, difende e sostiene il valore degli archivi come garanzia dei diritti dei cittadini di ieri di oggi e di domani, consapevole che essi contengano ‘tutte le storie’ e ‘tutti i punti di vista’. Con specifici progetti di formazione ‘dissemina’ la cultura archivistica e gli obbiettivi tracciati dall’evoluzione digitale come sfida culturale ancor prima che tecnologica. Collabora con gli istituti archivistici italiani per rendere gli archivi, un patrimonio collettivo a disposizione di tutti. La solida presenza su tutto il territorio nazionale, grazie alla sua organizzazione per sezioni regionali si somma alla partecipazione attiva al dibattito sulla disciplina archivistica in ambito internazionale. ANAI è membro stabile dell’ICA, International Council on Archives. Il 2019 ricorrerà il 70° anniversario della sua fondazione. Dal 1949 l’ANAI, con la sua presenza e la sua autorevolezza, ha saputo interpretare i cambiamenti che hanno accompagnato l’evoluzione della professione archivistica, comprendere i cambiamenti sociali, e istillare nella vita di donne e uomini reali il senso profondo del rispetto dei documenti. La volontà di garantire la tutela di diritti inestinguibili e la capacità di preservare la memoria delle comunità del presente nel futuro, da sempre hanno caratterizzato l’impegno istituzionale dell’ANAI e la tensione a confrontarsi con la dimensione internazionale.

Direzione generale archivi (DGA) – è l’ufficio centrale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo che svolge le funzioni e i compiti relativi alla tutela e alla valorizzazione dei beni archivistici.
In particolar modo svolge compiti di direzione e controllo sulle attività condotte dalle sue strutture periferiche, ovvero gli oltre 101 Archivi di Stato e le 14 Soprintendenze archivistiche e bibliografiche e ha funzioni di indirizzo sull’Archivio centrale dello Stato.
Elabora e coordina le metodologie archivistiche relative all’attività di ordinamento e di inventariazione; esercita il coordinamento dei sistemi informativi archivistici sul territorio nazionale; elabora regole tecniche in materia di formazione e conservazione di documenti digitali della pubblica amministrazione; promuove l’applicazione di metodologie e parametri anche attraverso iniziative di formazione e aggiornamento; cura la pubblicazione di collane specialistiche; intrattiene relazioni internazionali con istituzioni archivistiche estere e soprannazionali.
Infine, predispone programmi concernenti studi, ricerche e iniziative scientifiche ed elabora accordi di valorizzazione.

Istituto centrale per gli Archivi (ICAR) – è stato istituito nel 1998 con compiti di definizione degli standard per l’inventariazione e la formazione degli archivi, di ricerca e studio, di applicazione di nuove tecnologie.
L’attività dell’Istituto, tuttavia, è concretamente iniziata nel 2008, quando un regolamento ne ha definito struttura, funzioni ed ambiti di attività: studio, ricerca ed elaborazione di metodologie in materia di ordinamento e inventariazione di archivi storici, gestione e conservazione degli archivi in formazione, applicazione di nuove tecnologie, anche in collaborazione con istituti, italiani e stranieri, interessati all’attività di ricerca nelle materie di competenza.
Nel 2011 è stato assegnato all’Istituto il coordinamento tecnico-scientifico del Sistema Archivistico Nazionale (SAN). A questo fine l’ICAR cura l’integrazione e condivisione delle risorse archivistiche informatizzate; la cooperazione tra istituti archivistici; l’elaborazione di direttive e di standard per l’acquisizione ed il trattamento delle immagini; l’interoperabilità tra sistemi informativi; la cooperazione con i network culturali nazionali ed internazionali; la sperimentazione e diffusione di nuove tecnologie.
Dal 2011 una Redazione appositamente costituita, si occupa di svolgere attività di controllo, integrazione, normalizzazione e indicizzazione delle basi dati dei sistemi archivistici statali e cura l’implementazione dei contenuti redazionali del SAN e dei portali tematici a esso afferenti, compresa la metadatazione delle risorse digitali in essi rese disponibili.
Nel 2014 sono state trasferite all’Istituto anche le funzioni di coordinamento dei portali tematici realizzati all’interno del SAN e degli altri sistemi informativi archivistici di rilievo nazionale (Sistema Guida Generale degli Archivi di Stato, Sistema Informativo degli Archivi di Stato, Sistema Informativo Unificato delle Soprintendenze Archivistiche).

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