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Glamour ma anche significato, identità nuovi percorsi e non solo paillettes. Questa la chiave del successo dell’ultima edizione di Alta Moda Roma ospitata in uno spazio stile hangar multifunzionale nel cuore della città eterna.

Il PratiBus District, il nuovo quartier generale di viale Angelico, a Roma che ha ospitato prima tra tutte la sfilata di moda di Giada Curti Haute Couture Primavera-Estate 2019: 26 uscite dedicate a Hedoné, il piacere in persona, nella mitologia greca. Ed è la voluttà che vuole essere protagonista nello spazio multifunzionale di 5mila mq a Prati: l’ex deposito Vittoria dell’Atac, riconvertito a distretto per eventi, è servito da contraltare suggestivo alla collezione di Giada Curti e delle creazioni sartoriali, realizzate dalle petites mains dell’Atelier Curti di Pontecorvo.


Giada Curti, foto di Stefania Sapuppo

“La Couture deve abitare il territorio del mito; un mito moderno, vitale ed emozionante, dove l’istinto governa la fantasia e l’immaginazione vive in un spazio senza tempo, interiore e segreto. L’alta moda è speciale perché è fuori dal tempo“ ha spiegato la stilista.

Giada Curti, foto di Stefania Sapuppo

In passerella sfila una girandola di colori pastello delicatissimi, dal rosa cipria al verde pistacchio, alternata a nuance intense e vibranti, come il giallo miele l’indaco e il viola, fino all’immancabile nero e i look finali Dorati in una scenografia tra il neoclassico e il futurista, vibrante e di grande impatto visivo e sonoro.

Altro significativo passaggio di passerella per questa edizione di Alta Roma 2019 è stato sicuramente l’Atelier Persichino. La stilista – architetto Sabrina Persechino, le cui collezioni sono inevitabilmente influenzate da contaminazioni proprie del design e da principi e tecniche architettoniche, si è fatta sedurre questa volta dal fascino della geometria, e si è divertita a far giocare con il rigore “scomposto” del dinamismo.

Atelier Persechino, foto di Stefania Sapuppo

Linee e piani paralleli, che in seguito alla loro deformazione prospettica, creano movimento nello spazio trasformandosi in curve e convergenze. La collezione prende il nome di Dynamic, proprio per il “dinamismo” che si crea in seguito a tale deformazione prospettica. La designer rende le sue creazioni “vive” e “dinamiche”, attraverso creazione di pieni e vuoti, pieghe e tagli, che definiscono le forme degli abiti.

Le sete e i tessuti pregiati si tingono di colori neutri ma incisivi come olivite, bianco, nude, rosa, nero. La ricerca di nuove trame e orditi nasce dalla laseratura di tagli paralleli, più o meno profondi, sui tessuti. Outfit rigorosamente lineari e geometrici ma di estrema eleganza e sensualità, tra cui immancabili i capispalla e le tute, oltre che abiti da cocktail e da grande soirée.

Atelier Persechino, foto di Stefania Sapuppo

Grande spazio ai nuovi talenti, mai come quest’anno le passerelle romane hanno dato tanta attenzione meritata alle promettenti stelle nascenti del fashion italiano. Riflettori puntati tra tutti sull’Accademia delle Belle Arti di Roma e le sue creazioni che accarezzano storia mito e grande creatività. Plauso agli student e ai loro lavori I più belli di tutta la manifestazione dei giovani talenti del design e della moda italiane. Una speranza che il made in Italy nel mondo ha ancora le sue bellissime risorse nei giovani.

Accademia Belle Arti Roma, foto di Stefania Sapuppo

Infine non poteva mancare la grande maisòn a fare da chiudure con stile alla manifestazione. Anime inquiete, evanescenti, magrissime, giovanissime, ribelli, eccentriche, sono le donne della primavera estate 2019 di Guillermo Mariotto, direttore creativo della maison Gattinoni, che percorrono la passerella della singolare location, il Macro, il Museo d’Arte Contemporanea di Roma, sfilata evento che chiude AltaRoma 2019. Immerse nelle opere d’arte dipinte dall’artista Gina Mariotto, sorella dello stilista, come le cariatidi notturne, dalla pelle come la luna opalescente uscite dalla penna, del poeta Dino Campana, abitano una seconda pelle fatta di tessuti impalpabili, leggiadri, strati di tulle, incarnano la donna che vive il suo tempo, la città, eppure è al di là, ha la percezione di un altrove agognato.

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