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Mediterranea | November 15, 2018

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Abissi Metodo Classico Doc Portofino 2014 di Bisson

Abissi Metodo Classico Doc Portofino 2014 di Bisson
Gaetano Cataldo

Al solo guardare una bottiglia di Abissi Metodo Classico non si può non immaginare alla profonda e millenaria relazione tra il Vino e il Mare senza che il pensiero ci proietti là dove la luce non osa squarciare il velo di oscurità che inghiotte i fondali marini su cui giacciono dormienti gli antichi vascelli che ad ogni era della storia della navigazione hanno solcato il Mediterraneo trasportando interi carichi di nettare dionisiaco, come testimoniano le tante attività di archeologia subacquea che hanno restituito dolia ed altre anfore vinarie, non di rado ancora col loro contenuto intatto.

E Pierluigi Lugano, patron della Cantina Bisson, avrà pensato proprio a questo quando ha deciso di affidare al Mare al Largo di Sestri Levante, presso la Baia del Silenzio, le sue preziose bottiglie: con l’assenza di luce, le correnti marine pressoché inesistenti sul fondale e la temperatura costante il Mare è proprio la cantina ideale se è riuscito a preservare i vini degli antichi popoli così a lungo.

Da bianchetta genovese, vermentino e cimixia, uve autoctone provenienti dall’area di Trigoso a Sestri Levante, precisamente in località Pestella, sono state prodotte le 30 mila bottiglie, unicamente nella versione Pas Dosè, di AbissiDoc Portofino 2014. Vendemmia precoce, preparazione del vino base spumante con tecnica dell’alzata del cappello della vinaccia e fermentazione a temperatura controllata sono il preludio alla preparazione di questo spumante Méthode Champenoise a cui segue il tiraggio con inoculo di lieviti selezionati e la presa di spuma. Immersione sui fondali marini delle bottiglie contenute in gabbie di acciaio inox ad una profondità di 60 metri alla temperatura costante di 15°, con permanenza di diciotto mesi sur lie

D’aspetto giallo dorato brillante, carico, luminoso e vibrante oltre che dal perlage di finissima e setosa persistenza, l’Abissi presenta un evidente profumo salmastro ai cui vertici si percepisce lo iodio che esala dall’onda marina sferzata e nebulizzata dal Mistral, l’erbaceo di alga wakame congiunta al muschio ed il profumo dell’ostrica Tarbouriech, sentori di macchia mediterranea lievi con note di miele e nocciola molto sottili e delicate. La sapidità è tagliente quanto il freddo della tundra artica di Murmansk, appena addolcita dalle note retronasali di muschi e licheni appunto, ma che conferisce una persistenza gusto olfattiva di apprezzabile lunghezza, una sapidità accarezzata da una piacevole freschezza e con in chiusura una nota elegantemente amara. Rileggendo i fumetti di Corto Maltese.

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